Endgame. The Calling di James Frey & Nils Johnson Shelton

Endgame. The Calling

Serie Endgame

di James Frey & Nils J. Shelton

 

endgameTitolo: Endgame. The Calling
Autore: James Frey & Nils J. Shelton
Traduttore: I. Katerinov
Serie: Endgame #1
Edito da: Nord
Prezzo: cartaceo 16.40 € // ebook 9.99 €
Genere: Narrativa, giallo
Pagine: 496 p.

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Trama: Una serie di catastrofi naturali si è abbattuta su alcune città sparse per il mondo. Tutti sono convinti che si tratti di una tragica coincidenza. Solo in dodici conoscono la verità. Dodici prescelti che hanno atteso questo giorno per diecimila anni. Mentre l’umanità era ignara della minaccia che gravava sulla Terra, loro si preparavano alla sfida. Generazione dopo generazione, hanno affinato le proprie capacità fisiche ed intellettive, diventando raffinati strateghi e assassini infallibili, maestri dell’inganno e acuti osservatori. E adesso devono mettere in pratica ciò che hanno imparato: quelle catastrofi, infatti, sono il segnale che dà inizio alla caccia. Per ognuno di loro è arrivato il momento di partire alla ricerca della Chiave, l’unico oggetto in grado di fermare l’apocalisse. Chi la troverà per primo, avrà salva la vita. Gli altri saranno condannati. Perché questo è Endgame. Un gioco letale in cui non ci sono regole. Un gioco in cui sopravvive solo il più abile.Un gioco da cui dipende il destino di tutti noi.

Serie Endgame:

1. Endgame
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Recensioneùdi Danylù

Ma se io scrivessi un libro dal titolo: Guerre Planetarie, ne facessi una trilogia e la trama tratterebbe di un impero planetario, in cui un antico ordine di cavalieri ligi al dovere viene perseguitato, un distopico in cui i ribelli cercano di ripristinare una repubblica, ecc ecc… voi cosa pensereste? Plagio, no?

Sembra proprio la trama di Guerre Stellari, e persino il titolo suona simile. Questo è l’esempio di ENDGAME. Nel mio esempio sono stata molto più estrema, ma chi conosce HUNGER GAMES, non può non riconoscere delle similitudini imbarazzanti. Partiamo dal titolo e dall’idea di fondo: giovani ragazzi che si trovano a dover combattere l’uno contro l’altro, all’ultimo sangue.

Ma questo di Endgame non è né il primo né l’ultimo caso di “scopiazzature” nella letteratura di genere. Talvolta ho l’impressione che letto uno, li hai letti tutti. Endgame non è nulla di originale, spero soltanto che con il secondo volume qualcosa cambi.

Alcuni dei personaggi sono molto caratteristici, per quanto le descrizioni “da carta d’identità” fatte da parte degli autori le trovi alquanto poco professionali. I protagonisti ci vengono presentati tutti con descrizioni statiche, imposte dall’alto. È l’autore che decide di farti vedere quello che serve e nel momento che decide lui.

endgame logoNon so se questo sia voluto, se ha uno scopo ben preciso, anche perché non è sempre così in tutto il libro, per quanto il “raccontato” sia preponderante sul “mostrato”.

La prima descrizione di Jago Tlaloc non è male, anzi, quasi d’effetto, ma altre presentazioni sono raccapriccianti. Schematiche, come redatte da un poliziotto per la scheda di riconoscimento di un galeotto.

Se anche risultasse essere un escamotage dell’autore, utile per qualche ragione alla trama. L’unica ragione che riesco a trovare è dare un’idea immediata ai lettori dei character che si andranno a seguire. Sono 12. Sono tanti, ok, ma nemmeno troppi.

Non hanno tutti lo stesso ruolo predominante in questo primo libro, per cui in maniera più elegante, i cari Frey James e Johnson-Shelton Nils avrebbero potuto rivelare i capelli rossi di Alice, facendoli risplendere nella luce di un tramonto, che avrebbe potuto posare l’attenzione su quella chioma color ruggine, incendiandola, esaltandola.

Insomma, ci siamo capiti, spero.

Tutto sommato se si possiede un po’ di curiosità, la storia ha ritmo. Molta azione, e anche qualche colpo di scena. Una lettura adolescenziale, senza ombra di dubbio, parecchio materiale umano in cui potersi, in un modo o nell’altro, immedesimare.

Torno nuovamente sui personaggi, vari, particolari e con un loro carattere ben preciso. Alcuni degni di nota. A parte la solita protagonista un po’ Mary Sue. Una Marysue – un – po’- più – cazzuta del solito. Diciamo così.

Cos’altro scrivere? Boh! Per ora mi limito a dare un giudizio appena sotto la sufficienza, in attesa del secondo volume e di un colpo di coda in grado di dare una svolta originale al romanzo.

Voto

 

 

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James Frey ha lavorato per diversi anni come sceneggiatore per il cinema, prima di esordire con In un milione di piccoli pezzi (pubblicato in Italia da TEA), un caso editoriale venduto in tutto il mondo e letto da oltre 5 milioni di persone.

Nils Johnson-Shelton è autore di numerose serie che hanno raggiunto i vertici delle classifiche del New York Times. Vive a Brooklyn con la sua famiglia.

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