Fahrenheit 451 di Ray Bradbury

Ray Bradbury

È uno dei maggiori scrittori di fantascienza del Novecento. Nato nel 1920, si trasferisce dall’Illinois a Los Angeles dopo alcuni anni. Qui entra nel giro degli appassionati di fantascienza e inizia a pubblicare su diverse riviste dei racconti che nel 1950 confluiranno in Cronache marziane. Il suo primo romanzo è Fahrenheit 451, pubblicato nel 1951, da cui verrà tratta una celebre versione cinematografica e al quale seguiranno altri romanzi di successo.

Sito: www.raybradbury.com/

 

Titolo: Fahrenheit 451
Autore: Ray Bradbury
Serie: ||
Edito da: A.Mondadori
Prezzo: € 12,00
Pagine: 184 p.
Voto:

 

Trama: Montag fa il pompiere in un mondo tecnologicamente avanzato dove la vita trascorre tra giganteschi schermi televisivi e slogan pubblicitari. Qui gli incendi anziché essere spenti vengono appiccati e proprio i militi del fuoco hanno il compito di bruciare tutto ciò che è stampato (soprattutto i libri) e che alcuni sovversivi ancora nascondono nelle loro case. A poco a poco, però, Montag comincia a subire il fascino dei libri in un crescendo che lo porterà a incontrare persone e a fare scelte che daranno una svolta decisiva alla sua vita.

Recensione
di molly68

Come si vive in una società senza libri? Bradbury ce lo mostra in questo bellissimo romanzo che ho scelto di recensire per voi dato che ritengo l’argomento di grandissima attualità.

Fahrenheit 451 è la temperatura alla quale brucia la carta secondo la scala di misura in uso nei Paesi anglosassoni, appunto la scala Fahrenheit, e capiamo ben presto il significato di questo titolo. La società futura delineata nel romanzo è apparentemente felice e benestante. I cittadini godono di ogni genere di svago e il governo soddisfa i loro bisogni materiali, sollecitandone continuamente di nuovi attraverso la pubblicità. Gli schermi televisivi, che occupano intere pareti delle case, trasmettono senza interruzioni; i cartelloni pubblicitari nelle strade sono alti come grattacieli per essere certi che tutti possano vederli. Ma in un mondo come questo, la cultura è inutile. L’obiettivo del governo, infatti, è quello di controllare i cittadini garantendone il benessere e distruggendo i libri che potrebbero risvegliarne le coscienze inducendoli a pensare. Si studia sempre meno, i libri sono progressivamente scomparsi, ad eccezione di cataloghi commerciali e fumetti. L’aspetto più inquietante è che i roghi non sono semplicemente decisi dall’alto: il popolo, lasciandosi trascinare nella follia, è parte attiva nella distruzione dei libri, rinuncia “volontariamente” all’uso del pensiero e della ragione per colmare i suoi bisogni materiali. Il governo, influenzando le scelte della massa, ha creato un corpo di specialisti, i militi del fuoco, addetti alla distruzione dei libri che ancora sopravvivono a opera di alcuni sovversivi (da qui il titolo del romanzo). Montag, milite del fuoco ribelle, un giorno salva con un gesto istintivo un libro, impedendo che venga bruciato. Il suo risveglio interiore smaschera l’assurdità della dimensione artificiale in cui vive la società, sfidando le istituzioni e riscoprendo il piacere della libertà. Montag scopre che ci sono delle persone che imparano a memoria i libri per impedire che vadano persi. Dopo averle conosciute, per lui il mondo non sarà più lo stesso: anche il fuoco appare sotto una nuova veste ai suoi occhi, abituati a considerarlo un mezzo di distruzione. E invece il fuoco può scaldare, oltre che bruciare. Gli uomini-libro sono i paladini della cultura, la personificano nel vero senso della parola, decisi a non lasciarsi schiacciare dal sistema: attraverso un metodo che potenzia la capacità di memorizzare, ognuno di questi personaggi ha fissato nella sua mente una grande opera letteraria per consentirne la sopravvivenza alla cieca distruzione attuata dalle autorità.

Il romanzo è stato scritto appena dopo la tragica esperienza della seconda guerra mondiale, in pieno maccartismo, ma i temi affrontati sono spaventosamente attuali e vale la pena di “riscoprirlo” e condividerne i molteplici piani di lettura, in particolare la critica ai totalitarismi, la spiccata fiducia nell’uomo e nella sua capacità di comprendere il valore delle cose veramente importanti, l’invito a considerare il progresso come qualcosa che faccia crescere la società, non che la riduca a una massa passiva, la considerazione che i libri sono qualcosa di prezioso da custodire e da tramandare.

Quando i libri vanno al rogo, brucia anche la libertà. Ecco perché spero che chi tra voi non conosce ancora questo romanzo senta il desiderio di leggerlo e fare sua la lezione di Bradbury: amare e custodire i libri vuol dire amare e custodire la propria libertà.

 

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9 risposte a “Fahrenheit 451 di Ray Bradbury”

  1. ayliss72 ha detto:

    Ciao 🙂 che piacere trovare la recensione di questo libro che ho tanto amato in passato!!!

    Bradbury, Orwell ed altri hanno scritto dei libri in passato, con una tale lungimiranza da far quasi paura.

    Penso che presentarli e farli conoscere a ragazzi giovani, che magari non ne hanno mai sentito parlare sia importantissimo.

    bye CI

  2. molly68 ha detto:

    … ne ho in mente alcuni davvero impensabili!!! e alcuni proprio classici classici!!! XD

    • Ayliss72 ha detto:

      Non voglio magari andare fuori tema, ma credo che i classici siano stupendi da leggere una volta che se ne ha il desiderio. E non per una imposizione scolastica. Ad esempio il famoso "conte di Montecristo" l'ho letto SOLO l'anno scorso e mi ha appassionata tantissimo.

      ASe SL li riproponesse con delle belle recensioni sarebbe grandioso!

      Bye ci

      • Nasreen ha detto:

        Ci stiamo proprio pensando… Piano piano Monica si sta dando da fare… Qua e la qualche recensione di classici ce la ficchiamo. Almeno ci proviamo XD
        Secondo me l'imposizione è la rovina della lettura però ho riletto I promessi Sposi anche DOPO la scuola… Oh, mi han fatto pena come la prima volta xD Un po' come il primo amore, il primo odio non si scorda mai!

    • Nasreen ha detto:

      Scatenati xD

  3. Tania ha detto:

    Fahareneith 451 é un buon libro, anche se risulta decisamente un pò pesante nella prima parte (dove evidenza forzatamente alcuni elementi: dapprima sembra per far entrare il lettore nella giusta mentalità, ma poi diventa un pò troppo esasperante). Un buon libro, in sostanza ma, almeno personalmente, preferisco la saga di Sasanne Collins (Hunger Games), e la saga di Adler James Stark (Resurgence).
    Poi, ovviamente, é una scelta personale ma, avendo del tempo a disposizione, consiglio di leggere anche le due saghe sopra citate: a me sono piaciute di più!
    Buona lettura.

    • _|Nasreen|_ ha detto:

      Beh, indubbiamente Hunger Games è una bella trilogia. L’ho letta. C’è anche da dire che si rivolge ha un pubblico decisamente più giovane di Fahareneith 451

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