FILMVSBOOK: Figlia del Silenzio di Kim Edwards

FILMvsBOOK:
separatore1Figlia del silenzio

di Kim Edwards

 

Il Libro:
Titolo
: Figlia del silenzio
Autore: Kim Edwards
Edito da: Garzanti
Prezzo: 9,90€
Genere: drammatico, biografico
Pagine: 419

Il Film:
Titolo: “Figlia del silenzio“

Regia: Mick Jackson
Sceneggiatura: John Pielmeier, Kim Edwards
Genere: drammatico, biografico
Durata: 90 minuti
Interpreti: Dermot Mulroney: David
Gretchen Mol: Norah
Anno: 2008

anobii-icon Good-Reads-icon amazon-iconTrama: Lexington, 1964. Sulla città infuria una tempesta di neve. È notte quando Norah Henry avverte le prime doglie: è impossibile raggiungere l’ospedale e suo marito David decide di far nascere il bambino con l’aiuto di Caroline, la sua infermiera. Norah partorisce due gemelli: il maschio, nato per primo, è perfettamente sano, ma i tratti del viso della bambina rivelano immediatamentela sindrome di Down. Travolto dalla disperazione, David affida la piccola a Caroline, ordinandole di rinchiuderla in un istituto. A Norah, sedata dall’anestesia durante il parto, dice che la bambina è morta. Ma Caroline non può abbandonare la piccola Phoebe. Con un coraggio che non credeva di avere, fugge in un’altra città, determinata a prendersi cura della bambina e a conservare un segreto che solo lei e David conoscono. Un segreto che nel tempo si farà sempre più insopportabile e, come una piovra, allungherà i suoi tentacoli sulla vita di David e della sua famiglia: lui, ossessionato dal senso di colpa, ma incapace di affrontare la realtà, Norah, inconsolabile per la figlia che crede morta, e Paul, il fratellino di Phoebe, che cresce in una casa piena di dolore. Intanto Caroline vivrà con gioia l’inaspettata maternità ma dovrà affrontare anche molte difficoltà: Phoebe è vivace e sensibile ma i suoi problemi e i pregiudizi che la circondano costringeranno Caroline a combattere una dura battaglia contro il mondo. Fino al giorno in cui i destini delle due famiglie torneranno a incrociarsi…

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Recensioneùdi AuriCrem

Avevo grandi aspettative su questo libro, non avevo mai letto nulla sulla sindrome di down ed è un tema che mi premeva affrontare partendo non da un manuale o da una storia vera ma da un romanzo che magari, per me, sarebbe stato un pochino meno impegnativo. Di certo non mi sbagliavo perché questo libro è di una lentezza e noia imbarazzante!

La storia per l’appunto è ambientata negli anni sessanta. Durante una notte di neve, la moglie del dottor David Henry dà alla luce due gemelli: il primo un maschietto sano (Paul) e la seconda una femminuccia affetta dalla sindrome di down (Phoebe). Il dottore decide quindi di affidare all’infermiera l’incarico di portare la bambina in un istituto per malati di mente dicendo poi alla moglie che la bambina era purtroppo morta durante il parto. Alla base della scelta di David sta un terribile passato durante il quale la sorellina morì a soli 12 anni, distruggendo ovviamente le vite di tutti i famigliari, in particolare quella della madre. Non volendo vedere soffrire terribilmente la moglie, convinto che la bambina sarebbe morta in breve tempo a causa delle complicazioni legate alla sua sindrome, dà vita ad una menzogna che distruggerà per sempre le loro vite. L’infermiera, vedendo cosa è realmente quell’istituto – una prigione dove ad ogni angolo un paziente è vittima di mille soprusi da parte del personale – decide di tenerla con sé.

Il personaggio dell’infermiera e di quello che diventerà poi suo marito (e non dico il nome per evitare spoiler) sono gli unici che ho un pochino apprezzato per la loro tenacia. David l’ho odiato sin da subito e mi pare ovvio il perché. Seppur io possa capire le azioni di Norah, la moglie del dottor Henry, non ce l’ho davvero fatta ad entrare in empatia con un personaggio che per reprimere il dolore tradisce di continuo il marito. Non parliamo del figlio poi, fin da quando è nato ha sempre odiato i genitori, non si sa per quale sorta di motivo, un figlio decisamente difficile!

Ho trovato molto più adatta la rappresentazione cinematografica rispetto a quella romanzata. La storia scorre molto più velocemente ovviamente e il cast non è davvero niente male! Il film è poi molto fedele seppur manchino alcuni pezzi che comunque secondo me non sono stati di grande importanza nel libro, anzi, li ho trovati solo dei fatti casuali messi lì per allungare un brodo già troppo lungo. Il libro conta circa 420 pagine, ma sono totalmente inesistenti i colpi di scena, tutto ciò che potrebbe risultare interessante viene preannunciato da un comportamento dei personaggi che rende evidente quale sarà la piega che prenderà la storia.

Adoro Dermot Mulroney come attore e ha reso quasi migliore di quanto non fosse nel libro il personaggio di David e, soprattutto nelle scene iniziali quando mentirà alla moglie dicendole che la bambina è morta, l’ho trovato d’impatto, una recitazione degna del suo nome! Mi aspettavo una Caroline (l’infermiera che diventerà poi la madre della piccola Phoebe) un po’ più giovane ma ho comunque apprezzato molto l’interpretazione di Emily Watson.

In sintesi consiglio vivamente la visione del film ma sconsiglio altrettanto la lettura del libro!

Lui pensò che le sue dita erano fragili, come le ossa di un uccellino. «Amore», continuò, ma gli si spezzò la voce e non trovò più le parole che aveva preparato con tanta attenzione. Chiuse gli occhi e quando riuscì a parlare di nuovo, le labbra pronunciarono parole diverse da quelle che aveva preparato. «Amore mio, soffro tanto. La nostra bambina è morta appena nata.»

Avendo io assegnato due stelline e mezzo al libro e tre e mezzo al film, di media questa combinazione si aggiudica tre stelline.

VOTO:

Kim Edwards (1958) è una scrittrice statunitense. Ha raggiunto la notorietà con il suo primo romanzo, Figlia del silenzio, che compare nella lista dei bestseller del New York Times, e che ha vinto il Popular Fiction Award e il British Book Award 2008.

 

  • by AuriCrem
    editing by 

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