FILMvsBOOK: NON LASCIARMI di KAZUO ISHIGURO

FILMvsBOOK:
separatore1Non lasciarmi

di Kazuo Ishiguro

 

Il Libro:
Titolo
: Non lasciarmi
Autore: Kazuo Ishiguro
Edito da: Einaudi
Prezzo: 12 €
Genere: Biografico, distopico, ucronico
Pagine: 291

Il Film:
Titolo: “Non lasciarmi – Never let me go“

Regia: Mark Romanek
Sceneggiatura: Alex Garland
Genere: biografico, distopico, ucronico
Durata: 95 minuti
Interpreti: Carey Mulligan: Kathy
Andrew Garfield: Tommy
Keira Knightly: Ruth
Anno: 2010

anobii-icon Good-Reads-icon amazon-iconTrama: Kathy, Tommy e Ruth vivono in un collegio, Hailsham, immerso nella campagna inglese. Non hanno genitori, ma non sono neppure orfani, e crescono insieme ai compagni, accuditi da un gruppo di tutori, che si occupano della loro educazione. Fin dalla più tenera età nasce fra i tre bambini una grande amicizia. La loro vita, voluta e programmata da un’autorità superiore nascosta, sarà accompagnata dalla musica dei sentimenti, dall’intimità più calda al distacco più violento. Una delle responsabili del collegio, che i bambini chiamano semplicemente Madame, si comporta in modo strano con i piccoli. Anche gli altri tutori hanno talvolta reazioni eccessive quando i bambini pongono domande apparentemente semplici. Cosa ne sarà di loro in futuro? Che cosa significano le parole “donatore” e “assistente”? E perché i loro disegni e le loro poesie, raccolti da Madame in un luogo misterioso, sono così importanti? Non lasciarmi è prima di tutto una grande storia d’amore. È anche un romanzo politico e visionario, dove viene messa in scena un’utopia al rovescio che non vorremmo mai vedere realizzata. È uno di quei libri che agiscono sul lettore come lenti d’ingrandimento: facendogli percepire in modo intenso la fragilità e la finitezza di qualunque vita.

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Recensioneùdi AuriCrem

Questo libro mi aspettava sullo scaffale da quasi due anni quando finalmente ho deciso di prenderlo in mano. Come molti degli ultimi libri letti è stata solo la disperazione del non aver nulla da leggere a portata di mano a farmi prendere questa decisione ed è stata una delle migliori della mia vita. QUESTO è uno dei libri migliori della mia vita.

In un secondo dopoguerra alternativo troviamo la nostra protagonista Kathy che ci racconta la sua vita, prima ad Hailsham, un collegio per futuri donatori e assistenti, poi ai Cottages, strutture nei quali i ragazzi dai collegi vengono smistati per un paio d’anni prima del praticantato. Gli studenti dei collegi sono fondamentalmente esseri umani clonati con la funzione di portare assistenza ai donatori di organi per poi diventarlo loro stessi, un infausto destino. Uno scenario distopico agghiacciante dove l’umanità crea altri esseri umani con la leggerezza di un falegname che crea un burattino. Ma questi ragazzi – seppur tutti preferiscano chiudere gli occhi davanti all’evidenza – sono umani quanto chiunque altro, provano emozioni, hanno un’anima, e tutte queste vite votate unicamente al sacrificio sono dolorose anche solo a vedersi.

Kathy ci parla in qualità di assistente e con dei flashback disordinati ci racconta gli eventi che l’hanno formata e che le hanno concesso di diventare amica di Tommy e Ruth: il primo un bambino molto dolce ma con una seria difficoltà a controllare la rabbia che lo porterà ad essere escluso e deriso dai suoi coetanei, la seconda una piccola vipera che però nasconde in sé un lato buono che solo Tommy e Kathy riusciranno a vedere. Nemmeno a noi lettori è dato capire come e perché i due ragazzi decidano di stringere una così salda amicizia con questa ragazzina egocentrica, dispettosa, che si diverte a gettare ovunque il seme della discordia tirando poi le fila della vita di chi la circonda.

Il film è molto fedele seppur traspaiano alcune sfumature a mio parere inesatte ovvero gli atteggiamenti di Kathy e Ruth. La prima infatti sembra fin da subito molto innamorata di Tommy, in realtà nel libro Ishiguro non ci metterà mai a parte di questo suo sentimento se non quando sarà Ruth stessa a farglielo notare verso la fine del libro. D’altra parte Ruth sembra molto più crudele per certi versi nel film rispetto al libro. Certo nel libro vengono raccontati parecchi aneddoti tralasciati dal regista tramite il quale il lettore potrà cogliere la reale cattiveria della bambina e se in tenera età la si poteva giustificare, quando Ruth si mostrerà crudele e infida anche durante gli anni dei cottages durante la tarda adolescenza, allora sarà spesso imperdonabile il suo comportamento e porterà infatti sia Tommy sia Kathy ad un progressivo allontanamento. In tutti questi aneddoti sarà evidente una punta di sadismo e crudeltà che nel film sarà tramutata in cattiveria pura.

Lo stile dell’autore è onirico, come se stessimo leggendo un sogno ad occhi aperti, o meglio un incubo. Scritto con un vocabolario semplice e dalla struttura fraseologica scorrevole e piacevole. La malinconia e l’angoscia che si percepiscono durante la lettura creano un immenso spunto di riflessione che tedierà il lettore dopo aver finito il libro per parecchio tempo. La morte, il sesso, il progresso, cosa è giusto e cosa no a riguardo? Come vengono percepite queste cose da diverse persone? Perché ognuno di noi dà per scontata una certa visione delle cose che magari per altri è assurda e impensabile? È vero che, come dice Kathy alla fine del film, a qualunque età si muoia, comunque si sia vissuta la propria vita e comunque avvenga la dipartita, nessuno sentirà davvero nel profondo di aver vissuto a pieno? E se ciò è vero, perché non ci è dato avere un po’ di sana pace almeno sul letto di morte?Perché non ci è concesso sentirci finalmente completi e soddisfatti nell’estremo saluto? Perché nessuno può darci delle garanzie? Come dovremmo vivere sapendo che qualunque cosa facciamo, la nostra vita non sarà mai completa, non ci farà mai sentire davvero certi di aver fatto, dato, detto, provato ogni cosa? Cosa faremmo se avessimo la possibilità di curare chi amiamo pagando però un prezzo alto come quello di creare vite a cui non possiamo realmente dare una vera Vita? Sarebbe poi giusto creare artificialmente esseri umani trattandoli poi come riserve senza emozioni pur di salvare gli esseri umani nati in maniera naturale? Che differenza ci sarebbe poi fra gli esseri umani artificiali e quelli naturali? Il modo di procreazione fà poi una reale differenza? E se la risposta è affermativa allora la fecondazione artificiale dà vita ad esseri ritenuti in qualche inferiori a noi?

Queste domande che assillano la mia mente e non mi consentono di pensare a nient’altro sono solo alcuni dei possibili quesiti che un qualunque lettore di questo libro (o spettatore di questo film) potrebbe porsi. Ma le risposte chi ce le dà? Nessuno. Ishiguro ha voluto instillarci il veleno del dubbio sapendo che non avremo mai la possibilità di dare una risposta universale a queste fondamentali domande che sempre più spesso si presentano a chi vuole vivere consapevolmente in questo mondo che corre, progredisce a favore di tutti, ma a favore di chi realmente? A favore di chi se siamo disposti addirittura a creare nostri pari trattandoli da inferiori solo perché ne abbiamo la possibilità, solo perché la mano creatrice non è più ignota ma è la nostra? A questo punto vi pongo un’ultima domanda: se davvero il fatto di essere i creatori di questi umani artificiali ci dà il diritto di tiranneggiare su di loro? I nostri genitori, e i genitori dei nostri genitori e tutte le generazioni passate avrebbero dovuto creare una catena di schiavitù infinita e gerarchica fin quasi ad arrivare a degli animali con sembianze umane e sarebbe stato giusto questo? Sarebbe stato giusto creare uomini e donne per i propri scopi per la sola possibilità di farlo? Tutto questo è tanto diverso dalla distopia che ci propone Ishiguro? Io credo di no.

VOTO:

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Kazuo Ishiguro è nato a Nagasaki nel 1954 e si è trasferito con la famiglia in Inghilterra nel 1960. Tutti i suoi romanzi sono tradotti in italia da Einaudi: Un pallido orizzonte di colline (1982), Un artista del mondo fluttuante (1986), Quel che resta del giorno (ultima edizione Super ET 2016), Gli inconsolabili (1995 e 2012), Quando eravamo orfani (2000), Non lasciarmi (ultima edizione Super ET 2016) e Il gigante sepolto (2015). Per Einaudi ha pubblicato anche la raccolta di racconti Notturni. Cinque storie di musica e crepuscolo (2009 e 2010). Da Quel che resta del giorno (Man Booker Prize 1989) è stato tratto un famoso film con Anthony Hopkins ed Emma Thompson. Nel 2008 il «Times» l’ha incluso fra i 50 più grandi autori britannici dal 1945. Anche da Non lasciarmi è stato tratto un film nel 2010.

by AuriCrem

editing by CriCra

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