Firenze Libro Aperto 2017

Firenze Libro Aperto
Prima Edizione 2017

 

Conclusa la prima edizione di “Firenze Libro Aperto”, eccomi pronta a sparare le mie cartucce.

Siamo partiti con calma, prevedendo una giornata tranquilla a sniffare carta ed inchiostro, arrivando a Firenze verso l’ora di pranzo. La fiera è stata allestita alla Fortezza da Basso, un punto fiera (e storico) situato strategicamente nel cuore di Firenze a pochi passi dalla stazione centrale di Santa Maria Novella e facilmente raggiungibile anche in auto.

Presi i biglietti, storco immediatamente il naso: non ricevo alcuna mappa fiera.

«Va beh» mi dico «Saranno rimasti momentaneamente sprovvisti. È sabato, quasi mezzogiorno, ci può stare. Saranno sicuramente all’interno».

Col fiorellino! Ho vagato lungo tutto il perimetro come un criceto in un labirinto, non c’era una fiorellino di mappa a pagarla oro e neanche un fiorellino di stand predisposto, cosa che in altre fiere minori ho sempre trovato.

«Non è un buon inizio» mi dico. Già il sito non era granché (sito web), la mappa presente era mal visibile dai dispositivi mobili e anche questo non va assolutamente bene, dato che tutti oramai hanno uno smartphone. Ma andiamo avanti.

La fiera era allestita al piano sotterraneo del padiglione Spadolini (uno dei principali all’interno della Fortezza), con diversi punti ristoro, che non ristoravano però il tuo portafoglio (problema che, però, dobbiamo ammetterlo, viene riscontrato in tutte le fiere del settore, inclusa quella principale italiana di Torino), e diverse sale di presentazione; queste non avevano muri divisori ma tutto sommato non si “creavano noie” tra di loro.

Gli stand – in apparenza – disposti ad aree A, B, C e D suddivise per tematiche e Case Editrici erano grandi e ti riempivano gli occhi, forse un po’ troppo. Potrete visionare la lista di tutte le CE presenti ⇒ Lista Espositori.

Non sono mai contenta, perdonatemi.

Iniziamo a vagare con un’espressione un po’ persa. Senza la mappa non è stato immediato capire con che logica erano stati suddivisi gli stand, area bambini a parte.


E qui arriva la prima ondata di rompiscatole:
veniamo assaliti da promoter di corsi motivazionali che ci intrattengono per un quarto d’ora buono con discorsi di cui non ci importava assolutamente niente ma, essendo ragazzi educati, ascoltiamo e, con una certa fretta, sgomberiamo l’ala. Peccato, in quella sezione c’erano cose interessanti, ma sentirsi braccati come agnelli dai lupi ci ha fatto passare qualsiasi voglia di continuare a visitare quell’area.

Proseguiamo verso uno stand di una CE di cui non ricordo il nome per colpa del secondo rompiscatole: tizio, o tizia non ricordo, di una qualche organizzazione benefica che mi infila il suo volantino sotto al naso mentre sto leggendo la trama di un libro. Se avessi avuto i poteri di Superman quell’umano sarebbe morto! Una cosa che odio è la prepotenza e il modo in cui ho risposto spero serva per il futuro. Peccato che questi polipi umani fossero OVUNQUE e distrarsi un attimo equivaleva a perdere almeno un quarto d’ora nel tentativo di svicolare alla svelta.

Dopo un’ora e mezza di guardia e ladri mi ero già rotta letteralmente le scatole di dover scappare da ogni stand.

Decidiamo comunque di provare a cercare qualche libro, eravamo lì per quello. Girando e girando, tentano di rifilarmi la Bibbia in inglese (brividi) trovo due titoli io, e altri i miei compagni di sventura.

C’erano moltissime CE per bambini, molte librerie con titoli che puoi comprare tranquillamente sul web (non facevano sconti fiera o promozioni… Lasciamo perdere! E le CE minori con stand fatti bene ne ho visti veramente pochi. Molte avevano tantissimi libri, peccato che la disposizione un po’ troppo causale rendesse difficile individuare un libro piuttosto che un altro, rendendo difficile la distinzione dei generi. Serviva più di un giro per capire dove trovare chi o cosa (la mappa porca miseria!!!), e non ho avuto il piacere di ricevere segnalibri omaggio (solo uno) cosa mai successa sinceramente.

Insomma, come prima fiera mi ha un po’ lasciato l’amaro in bocca, mi aspettavo qualcosa di meglio organizzato.

La fiera del libro di Pisa è la metà ma organizzata molto meglio e soprattutto senza rotture di scatole che, per carità, capisco abbiano chiesto l’intervento ma sinceramente lo spam umano l’ho trovato pesante, a una fiera del libro dove chi ci va lo fa per rilassarsi.

Per concludere, direi un sei scarso come fiera perché comunque gli stand validi c’erano – specialmente i minori – e qualcosa sono riuscita a trovare, ma c’è taaaanto da migliorare e prima di tornarci, aspetterò almeno un paio di edizioni.

By Valuccina

 

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