Frammenti di follia quotidiana di Matteo Lecca

Matteo Lecca 

Nato nel febbraio del 1983 e cresciuto nell’hinterland cagliaritano, ha conseguito il diploma di maturità scientifica. Ha abbandonato gli studi universitari per dedicarsi alla scrittura, sua passione fin dall’infanzia, dietro il consiglio di un’accreditata Guida Spirituale. Oltre che di letteratura si interessa di musica (ha fatto parte per un certo periodo di un ensemble “polimorfo”) e di fenomeni di costume. Una profonda attrazione per l’Islanda probabilmente guiderà i suoi futuri passi creativi.

Titolo: Frammenti di follia quotidiana
Autore: Matteo Lecca
Edito da: Youcanprint
Prezzo: 10,00 € 
Genere: Racconti
Pagine: 120 p.
Voto:

Trama: Un viaggio attraverso le tessere di un mosaico surreale, le psichedelie mentali che si pongono agli occhi di chi è alla folle ricerca della propria normalità.

Recensione
di Topolinamarta

È un libro che mi è parso strano fin dalla prima riga, quello che mi accingo a recensire. In questo caso non dico “strano” attribuendogli necessariamente un’accezione negativa, ma non sarei sincera se dicessi che si tratta di uno “strano” del tutto positivo. Ora cercherò, quindi, di mostrarvi le mie impressioni su questa raccolta di frammenti, e chissà che non riesca anch’io a chiarirmi le idee, che ammetto siano tuttora non molto definite e a volte addirittura contrastanti.

La difficoltà nel fornire un quadro generale di questo libro è in parte dovuta al fatto che non è contenuta in esso alcuna trama: si tratta di vere e proprie istantanee, come delle «schegge» di testo che sembrano ritagliate da una composizione più grande. Ma ciò che rende particolari questi frammenti è che sono tutti slegati tra di loro, seppure presi tutti insieme formano un quadro completo. Mi è piaciuto molto come sono stati definiti dal riassunto sulla quarta del libro, ovvero “tessere che appartengono a un mosaico surreale”, perché è stata proprio questa la sensazione che ho provato a lettura ultimata: quella di osservare un gran numero di fotografie che hanno poco a che fare le une con le altre, ma che guardate dall’esterno restituiscono un’unica immagine che le comprende tutte, come appunto una sorta di mosaico di racconti.

L’unico problema, però, è che ai miei occhi il risultato finale non si è rivelato un’immagine perfetta come la Gioconda che vedete qui a fianco: sebbene i particolari del quadro, presi uno per uno, mi fossero sembrati splendidi, quasi perfetti, la sensazione generale era di poca organicità, come se i vari spezzoni fossero stati assemblati un po’ a caso, e non seguendo un ordine logico.
Questo, ahimè, ha avuto una conseguenza non bellissima, per quanto riguarda il mio personale gradimento. Tutti i frammenti occupano poche righe di testo, il che da un lato è un bene, perché permette frequenti pause e garantisce, almeno in apparenza, una discreta scorrevolezza. Ma l’apparenza, si sa, a volte inganna: la verità è che gli stessi frammenti sono scritti con uno stile ricercato che rende impossibile una lettura veloce, rilassata, di quelle che richiedono poco impegno o concentrazione.
Qui ogni frase meriterebbe di essere centellinata, letta e riletta, e spesso e volentieri è stato tutt’altro che facile riuscire a districarmi tra i periodi complessi e l’uso di parole non più comuni. Probabilmente, dunque, è stato il costante senso di disorientamento e a volte di vera e propria confusione che ha reso la mia lettura macchinosa e non mi ha permesso di apprezzarlo per quello che è: si tratta senz’altro di un libro notevole, ricco di spunti di riflessione intensi, ma che proprio per questo esige dei lettori abituati ad un genere così ricercato e soprattutto armati di pazienza. In caso contrario, si rischia di sfiorare la noia e di perdersi tra le parole come in un labirinto senza uscita.

Il mio consiglio a voi lettori, dunque, è di fare quello che io non ho potuto per motivi di tempo: se amate questo genere di libri, ricchi di pensieri brevi ma complessi, tenetelo sul comodino e leggetelo un po’ per volta, a piccole dosi, soffermandovi ogni volta a riflettervi sopra. Vi dico ciò perché, a mio parere, si tratta di uno di quei libri ricercati come pochi, ma che non si possono gustare a dovere se non assaporati fino in fondo.

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