Fumetteria: Oggi parliamo di ‘Suzuka di Kōji Seo’

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Recensioni Fumetti&Manga
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Suzuka
di Kōji Seo

Il manga e l’anime

Manga

Titolo: Suzuka
Autore: Kōji Seo
Editore: Kodansha
Editore Italiano: Star Comics
Genere: Shonen, Sentimentale, Sportivo, Commedia
Volumi: 18

Voto: 8-

 

Anime

Titolo: Suzuka
Studi d’animazione: Studio Comet
Regista: Hiroshi Fukutomi
Anno di trasmissione: 2005
Rete televisiva: TV Tokyo, Bandai Channel
Episodi: 26

Voto: 5,5

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Trama

La storia segue la vita di uno studente quindicenne, Yamato Akitsuki, che si trasferisce dalla rurale prefettura di Hiroshima a Tokyo per frequentare il liceo. Prima di giungere nella sua nuova casa, una stanza del dormitorio della zia materna Ayano, Yamato decide di passare da quella che sarà la sua nuova scuola, dove nota una ragazza che si allena nel salto in alto. La ragazza è Suzuka Asahina, anch’essa inquilina della zia Ayano e sua vicina di casa, trasferitasi nella stessa scuola di Yamato grazie ad una borsa di studio ottenuta per meriti sportivi. Suzuka non è solo bella e atletica: è intelligente, caustica e con la testa sulle spalle. Come ci si può aspettare, per Yamato è amore a prima vista.

Ed è per fare colpo su di lei che Yamato decide di unirsi al club di atletica leggera, dove scoprirà di avere talento come velocista. Ed è qui che la storia inizia.

 

Recensioneù

Di Francesco Mirabella

Riassumere la trama del manga non gli rende assolutamente giustizia; se ci si limita a parlare della storia a grandi linee questa suona fin troppo simile ad altri shonen romantici, primo fra tutti Maison Ikkoku. Ed effettivamente, i primi capitoli della storia non si allontanano molto da quelli che sono i cliché degli shonen romantici, con l’introduzione dell’amico esperto sul gentil sesso e dell’amica d’infanzia innamorata da sempre del protagonista. Man mano che la storia va avanti, però, queste somiglianze vanno scemando e l’opera assume una propria unicità che la distingue dai classici del genere e le conferisce vita propria.
Il punto di forza di “Suzuka” sono i personaggi che popolano il mondo disegnato dall’autore. Prima di tutto, va evidenziata la sostanziale parità numerica tra personaggi maschili e personaggi femminili, e ogni personaggio ha il suo ruolo e la sua motivazione. L’approccio realistico adottato da Seo ci fa sentire i personaggi come veri, al punto che viene quasi naturale considerarli come persone realmente esistenti. Per quanto, alla loro introduzione, alcuni personaggi possano somigliare fin troppo ai classici archetipi del genere, ognuno di loro è in realtà ben delineato, sfaccettato, complesso e cambia, o meglio, matura col proseguire della storia, affrontando un proprio percorso di crescita. Il Yamato diciannovenne dell’ultimo capitolo è completamente diverso dal Yamato quindicenne, così com’è giusto che sia: cambiamenti naturali, graduali, frutto dell’esperienza accumulata durante gli anni, a cui il lettore non fa neanche caso finché, ripensando ai primi capitoli, si accorge che il personaggio è cresciuto davvero. Questo rende i personaggi interessanti e dotati di una loro sostanza. Yamato si distingue dai classici protagonisti del genere, di norma dotati di buon cuore ma poco più che inetti: è determinato, un gran lavoratore, diretto e non ha paura di confessare i suoi sentimenti.

Il tono realista della storia (con l’eccezione di momenti di comicità quasi surreale) ne aumenta la profondità, rendendo naturale empatizzare con i personaggi. Quello che ci viene narrato non appare mai forzato: quello che succede ci colpisce perché può succedere nella vita reale. La naturalità e il realismo delle situazioni e delle relazioni che i personaggi affrontano e delle loro reazioni coinvolge ancora di più il lettore proprio perché è facile capire quello che sta succedendo e immedesimarvisi. Il lieto fine non viene “imposto” ai personaggi: lo meritano, ed affrontano svariate difficoltà e ostacoli per raggiungerlo.
Lì dove molte storie finiscono, con i protagonisti che dopo tanto tira e molla decidono di iniziare una relazione, Seo colloca invece il vero inizio della storia. L’essere una coppia non elimina le difficoltà, non è un lieto fine in sè, ma apre a nuove strade, nuovi problemi che vanno affrontati.

L’autore non si allontana troppo dallo stile visivo a cui gli shonen romantici ci hanno abituati, ma abbina al suo tocco personale anche un’eccellente cura dei dettagli, come vestiti che cadono in modo differente a seconda del materiale di cui sono fatti, o i riflessi nelle finestre durante la notte oltre a scenari apparentemente semplici, ma in realtà molto dettagliati. Nei primi capitoli è presente una buona dose di fanservice abbastanza esplicito, che però non diventa mai il fulcro del manga e che va comunque scemando nei capitolo successivi fino a scomparire del tutto.

L’anime, purtroppo, non rende alcuna giustizia al manga originale. Le voci mancano di personalità (persino la doppiatrice di Suzuka, Kanako Mitsubashi, che l’autore ha sempre immaginato come voce del personaggio, non brilla), l’animazione può essere definita accettabile nei suoi momenti migliori, senza picchi ma con svariate cadute qua e là per diventare poi oggettivamente scadente durante le scene sportive, il che è imperdonabile vista l’importanza dell’atletica in questa storia. Opening ed Ending theme sono orecchiabili, ma non particolarmente memorabili, mentre la soundtrack in generale si presta bene alla scene che accompagna, ad eccezione di quelle comiche. Il fatto che la storia s’interrompa poi lì dove, secondo buona parte dei fan, il manga diventa veramente superlativo, certo non aiuta l’anime che rimane un prodotto anonimo.

Personalmente, raccomando la lettura del manga agli appassionati del genere che vogliono una storia quanto più possibile simile al vero: “Suzuka” è appassionante, in grado di coinvolgere il lettore incollandolo alle pagine e facendogli sentire quello che i personaggi sentono. L’anime, invece, non presenta alcun particolare merito e posso consigliarne la visione soltanto a chi ha già apprezzato il manga e vuole vederne l’anime per “completezza”.

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autore
Kōji Seo:
 Seo è nato il 26 Luglio del 1974 a Shobara, nella prefettura di Hiroshima. Durante il liceo è stato membro del club di Atletica leggera e da allora è appassionato di sport e si appassionato al baseball, entrambi elementi presenti in Suzuka. Ha debuttato nel 1996 con la one-shot “Half and Half” (poi rielaborata e riproposta in 13 capitoli ). Ha raggiunto il successo con i manga Cross Over (2002-2003) e Suzuka (2004-2007).

Le sue opere principali si collocano nello stesso universo narrativo, seguendo la storie dei suoi personaggi dal primo anno di liceo alla maturità. “Suzuka”viene ufficiosamente vista dai fan come il primo capitolo di una trilogia che prosegue con “A town where you live”, collocata temporalmente dopo gli eventi di “Suzuka” e vede come protagonista Haruto Kirishima, anche lui della prefettura di Hiroshima come Yamato (e come lo stesso autore), e “Fuuka”, il cui protagonista, Yuu Haruna, incontra la figlia dei protagonisti di “Suzuka”. “Fuuka” è ancora in corso e le prime due puntate dell’anime sono andate in onda il 6 Gennaio.

By Francesco Mirabella 

Editing by CriCra

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Una replica a “Fumetteria: Oggi parliamo di ‘Suzuka di Kōji Seo’”

  1. Citrix ha detto:

    Wow! Mi metto alla ricerca! ☺?

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