Fumetteria: Ushio e Tora

Fumetteria

Fumetteria
Recensioni Fumetti&Manga
separatore2

Ushio e Tora
di Kazuhiro Fujita

Il manga 

TitoloUshio e Tora
Autore: Kazuhiro Fujita
Edizione Italiana: Star Comics
Genere: Shonen, Azione, Commedia
Volumi: 11 (in corso)

Trama: Ushio Aotsuki vive con il padre Shigure, un monaco buddista, in un piccolo tempio. Un giorno, mentre riordina una vecchio magazzino, cade per caso in una botola che lo porta in un sotterraneo dove trova un demone inchiodato al muro da una lancia. Il demone rivela di essere stato inchiodato dalla lancia e tenuto prigioniero per 500 anni e ordina ad Ushio di lasciarlo andare, così che possa tornare a seminare terrore tra gli umani. Ovviamente Ushio rifiuta, ma è poi costretto a venire a patti col demone quando la sua aura richiama molti demoni minori che attaccano Asuko e Mayuko, amiche d’infanzia di Ushio. Il demone, liberato dalla lancia, spazza via tutti i demoni minori ma, quando si avventa su Ushio, la lancia si mette in mezzo. Si tratta della Lancia della Bestia, un potente artefatto creato per combattere i demoni…

 

separatore2

Recensioneù

di Francesco Mirabella

In questi ultimi anni abbiamo assistito al ritorno in fumetteria di molti manga che hanno fatto la storia del genere, segnando gli anni 80 e 90, e stabilendo lo standard per quelli che li avrebbero seguiti. Abbiamo già avuto le perfect edition di Video Girl Ai, Maison Ikkoku (Cara Dolce Kyoko) e al gruppo si aggiungono anche Ushio e Tora. Opera di Kazuhiro Fujita, Ushio e Tora è stato originariamente pubblicato da Shogakukan nella rivista Weekly Shonen Sunday dal 1990 al 1996. In Italia, Ushio e Tora è stato inizialmente pubblicato dalla Granata Press nel 1994 ma visto il fallimento della casa editrice nel 1996, l’opera è stata portata a termine dalla Star Comics. Una serie OAV di dieci episodi è stata trasmessa in Giappone tra il 1992 e il 1993 e, a cavallo tra il 2015 e il 2016 Ushio e Tora hanno avuto un adattamento anime di 39 episodi. Il livello dell’anime è elevatissimo, dalla qualità dei disegni alla colonna sonora passando per i doppiatori (Rikiya Koyama, il doppiatore di Tora, è praticamente perfetto nel suo ruolo), con l’unica nota negativa del mancato adattamento di circa un terzo delle storie presenti nel manga.

Sarebbe incredibilmente sbagliato mettere Ushio e Tora sullo stesso piano di Dragonball e dei suoi eredi (One Piece, Naruto, Bleach): Kazuhiro Fujita riesce a mettere insieme azione, commedia, horror, violenza e sentimenti grazie al suo tratto unico, sporco, ma allo stesso tempo incredibilmente dettagliato, in grado di passare dal buffo al terrificante da una vignetta all’altra con naturalezza. Il miglior esempio dell’abilità dell’artista è presente nel sesto volume della perfect edition, quando Ushio e Tora viaggiano all’interno del corpo umano per liberare un amico dai demoni che lo avevano posseduto, impiantandosi nel suo cervello; anche se sono solo sfondi, l’autore mette la massima cura nel disegnare fasci nervosi, muscoli, ossa e tutto ciò che Ushio incontra nel suo viaggio, regalandoci uno dei migliori e più spettacolari archi narrativi non solo della storia, ma degli shonen in generale.

L’azione e la violenza sono solo lo sfondo in quella che è una storia di crescita e di amicizia. Ushio e Tora si distingue da molti Shonen d’azione per la rapidità e la frenesia dei combattimenti che, con qualche eccezione, non sono il centro d’attenzione ma un mezzo per raccontare una storia: non ci saranno power-up improvvisi né tecniche tirate fuori all’ultimo momento per sconfiggere il cattivo di turno, l’attenzione non sarà sul combattimento in quanto tale ma su quello che rappresenta. Lo stile di Fujita rende ogni lotta più vera, più violenta, più drammatica, più dinamica.

I personaggi sono il vero punto di forza di questa storia. Ogni personaggio ha una profondità e un’emotività in grado di renderlo sempre più vero e memorabile man mano che la storia prosegue, allontanandosi dai classici archetipi del genere; Ushio, per esempio, sembra essere il solito protagonista shonen, ma si differenzia sempre di più dal protagonista tipo con l’avanzare della trama, assumendo sempre più sfaccettature man mano che sente aumentare la responsabilità e il peso delle sue azioni. Se inizialmente sembra che Ushio sia il classico prescelto, quest’idea viene poi ribaltata su se stessa: lui non è speciale perché una forza superiore ha deciso che lo sia, ma lo è perché, pur potendo voltare le spalle ad ogni responsabilità senza che nessuno potesse rimproverargli niente, ha deciso di farsene carico. E questo discorso può essere fatto per ogni personaggio.

Passiamo ora alla nuova edizione italiana.

Sicuramente, la più rilevante nota positiva di questa perfect edition è la suddivisione delle storia. Ogni capitolo di Ushio e Tora, infatti, s’inserisce in un arco narrativo più ampio. Ecco, a differenza del normale tankobon (che ospita un numero predeterminato di pagine o capitoli) la perfect edition chiude ogni arco narrativo: niente più storie in sospeso, niente azione tranciata a metà. La qualità della traduzione è più che buona, così come la carta e l’impaginazione.

Tuttavia, il nono volume si presenta con metà dello spessore a cui i primi otto ci hanno abituato e così anche l’undicesimo. Certo, questo è dovuto all’intelligente divisione per archi narrativi, per cui la casa editrice ha deciso di non sforare il numero di pagine… ma se consideriamo il prezzo del prodotto (8 euro) si rimane comunque con l’amaro in bocca.

In definitiva, consiglio l’acquisto?

Se non avete la vecchia edizione nello scaffale, allora la risposta è sì. Siamo di fronte a uno dei grandi classici del genere, uno dei migliori manga di sempre, un titolo che dovrebbe essere in ogni collezione. Ma se siete tra i fortunati ad avere la vecchia edizione, allora potete farne a meno.

separatore2

Kazuhiro Fujita è nato è nato il 24 Maggio del 1964 ad Ashikawa, nell’isola di Hokkaido. Tra il 1984 e il 1988 pubblica una serie di storie brevi prima di esordire professionalmente disegnando per la rivista Weekly Shonen Sunday. Ushio e Tora è la sua prima opera, insignita del premio Shogakukan nel 1992 e del premio Seiun nel 1997. La sua seconda opera più famosa è Karakuri Circus, iniziata nel 1997 e conclusasi nel 2006.

 

Articolo di Francesco Mirabella
Editing by CriCra

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi