Gemelle Imperfette di Affinity Konar

Gemelle imperfette

di Affinity Konar

Titolo: Gemelle imperfette
Autore: Affinity Konar || Traduttore: Elisa Banfi
Edito da: Longanesi
Genere: Narrativa
Pagine: 368 p. || Prezzo: 16,90€ book – 3,99€ ebook

Trama dell’editore:
Stasha e Pearl Zamorski arrivano ad Auschwitz nel 1944, insieme alla madre e al nonno. In quel nuovo, oscuro mondo le due gemelle si rifugiano nella reciproca vicinanza, proteggendosi grazie a un particolare linguaggio in codice e a giochi risalenti alla loro infanzia. Inserite nel gruppo di gemelli noto come lo Zoo di Mengele, le ragazze fanno esperienza di privilegi e orrori sconosciuti agli altri. Si trovano così cambiate, private della natura comune che le univa, le loro identità alterate dal peso della colpa e del dolore. Quell’inverno, durante un concerto organizzato da Mengele, Pearl scompare. Stasha, disorientata e afflitta, continua a sperare che sia ancora viva. Quando l’Armata Rossa è ormai vicina, Stasha e il suo amico Feliks, un ragazzo in cerca di vendetta per il fratello morto, intraprendono un viaggio attraverso una Polonia distrutta. Saldi nel loro intento nonostante la fame e le ferite nel corpo e nell’anima e il caos che li circonda, inseguono la speranza che Mengele possa essere catturato. Mentre i due ragazzi scoprono cosa è accaduto all’esterno durante la prigionia, dovranno anche cercare il proprio posto in un mondo a loro ormai sconosciuto.

Recensione

       di MartiMoka

 

Affinty Konar, autrice di “Gemelle imperfette”, in un’intervista aveva dichiarato che “Saranno sempre necessari luoghi che ci ricordano il potere distruttivo della crudeltà umana”. È stato proprio questo monito a portarla a raccontare la storia di Pearl e Stasha, due gemelle che nel campo di concentramento di Auschwitz hanno conosciuto la vera disumanità.

Al centro del romanzo, il rapporto delle due sorelle e il tentativo di Mengele di spezzare la loro unione. L’autrice è riuscita nel difficile ruolo di raccontare le atrocità degli esperimenti del cosiddetto angelo della morte ma solamente accennandoli, così come venivano percepiti dalle due bambine. La Konar sceglie di alternare la voce narrante delle due bambine per sottolineare l’apparente interscambiabilità delle due, come fossero una voce unica che ogni volta riesce a cogliere dettagli diversi rispetto alla volta precedente. Dico apparentemente perché proprio negli esperimenti di Mengele si rivelano le differenze di Stasha e Pearl.

Nel racconto perpetrato attraverso gli occhi delle due bambine si percepisce una certa leggerezza che però non abbassa il livello di disperazione ma, al contrario, lo eleva, in un contrasto tra ciò che è realmente vissuto e come viene trasformato dalla mente delle bambine per resistere. L’empatia del lettore è massima, non solo per il tema affrontato, ma soprattutto perché con questa scelta narrativa il lettore entra in punta di piedi direttamente nella mente delle due protagoniste.

In più di un episodio a stonare è quello che i bambini devono sopportare nello “zoo di Mengele” e la loro attitudine naturale al gioco. Per questo Pearl e Stasha decidono di dividersi i compiti per la sopravvivenza. La prima si sarebbe occupata delle cose tristi, ma anche di quelle buone e del passato. Mentre la seconda delle divertenti, delle cattive e del futuro. Quando Pearl scompare non è solo l’unità delle due bambine a spezzarsi ma anche il precario equilibrio concesso dalla suddivisione dei compiti. A Stasha non rimane che occuparsi di quanto c’è di cattivo e del futuro perché senza la sorella non è più in grado neanche di ridere. Nel nuovo futuro ritrovare Pearl e vendicarsi di Mengele diventano gli unici scopi degni di essere considerati. La seconda parte del romanzo è infatti incentrata sulla fuga di Stasha e il suo tentativo di raggiungere il dottore. In questa parte il ritmo narrativo, inevitabilmente, rallenta e si nota una deviazione dalla veridicità del racconto, questo rompe la magia creatasi nella prima parte.

Affinity Konar costruisce il mondo brutale di Auschwitz con eleganza e lo fa con una narrazione lineare, senza fronzoli e un tono delicato. Riesce a concretizzare il racconto di un dolore senza perdersi nei suoi più oscuri meandri, ma rimanendo sempre lucida ed estremamente pungente. La storia di Stasha e Pearl, pur non addolcita come nelle favole, ha un “lieto” fine.

Voto:

Affinity Konar: è cresciuta in California. Mentre scriveva Gemelle imperfette ha lavorato come tutor, correttrice di bozze, redattrice e editor di libri per bambini. Ha studiato letteratura alla San Francisco State University e alla Columbia. Di origini polacche e ebraiche, vive attualmente a Los Angeles.

Posted by MartiMoka

Edited by Fede

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