Giochi “ringhistici” di Andrea Corona

Andrea Corona

Andrea Corona è nato a Napoli nel 1982. Si è laureato in Filosofia, Politica e Comunicazione presso l’Istituto Universitario Orientale della sua città. Giochi “ringhistici” è la sua prima pubblicazione.

Sito:http://www.andreacorona.it/

Titolo: Giochi “ringhistici” 
Autore: Andrea Corona
Edito da: Casa Editrice Kimerik
Prezzo: 10,00 €
Genere: Saggistica
Pagine: 79 p.
Voto: 

Trama:Dalla quarta di copertina: “Il professional wrestling (o pro wrestling) è una particolare lotta da spettacolo caratterizzata dalla presenza di storie scritte a tavolino (“storylines”) che fungono da pretesti per le stipulazioni degli incontri. I contendenti di questi incontri, nonché i protagonisti delle storie, sono i “pro-wrestlers” che, recitando un copione come in una sorta di fiction televisiva, interpretano dei ruoli precisi. […] Consultando i saggi di alcuni tra i più autorevoli semiologi, sociologi, linguisti, ludologi e filosofi del Novecento che hanno analizzato la natura del gesto nel gioco, emergerà che il professional wrestling è il gioco per eccellenza.

 

Recensione
di molly68

Giochi “ringhistici” mi ha incuriosito molto fin dal titolo, in cui il termine “ringhistici” può essere interpretato sia come un’allusione al ring su cui si svolgono i match sia come un riferimento al “ringhio” che emettono i wrestlers quando si sfidano.

Questo libro molto particolare non appartiene al genere che di solito leggo (narrativa, di ogni tipo), ma si tratta di un saggio. So già che, dopo questa parola, molti di voi sgraneranno gli occhi, pensando con orrore ad un noiosissimo mattone destinato alle colte disquisizioni di un limitato numero di intellettuali. Beh, separate il termine “saggio” dal concetto “noia” e apprezzerete ogni pagina di questa brillante disamina del fenomeno wrestling.

Con arguzia e semplicità di linguaggio, Andrea Corona introduce facilmente il lettore (anche quello che solitamente non si interessa di saggistica e quello profano nell’argomento wrestling) ai concetti e alle teorie filosofiche che inaspettatamente si celano dietro a questa particolare forma di gioco. Avreste mai detto, per esempio, che si potesse stabilire un collegamento tra la Passione di Cristo e un match di wrestling? Oppure che la gestualità di questi incontri fosse riconducibile alla Commedia dell’Arte?

L’Autore ce lo dimostra, facendo esempi dettagliati e citando linee di pensiero a sostegno della sua tesi che il wrestling, nel suo essere così falso eppure vero al tempo stesso, ambiguo e tuttavia prevedibile, goliardico ma violento, è “il Gioco per eccellenza”; diventa una metafora della stessa esistenza, fatto come essa di luci e ombre, di verità e bugie.

Mi sono divertita nel seguire Corona attraverso i ragionamenti che, per deduzione, lo portano a concludere che il pro wrestling incarna l’essenza stessa del Gioco (quello con la maiuscola): le sue riflessioni sono ben documentate, mai prolisse, colte ma senza spocchia, interessanti.

Anche la lunghezza del trattato supporta una lettura piacevole (un’ottantina di pagine in cui nulla di superfluo distoglie il lettore dall’argomento principale), svelandoci aspetti particolari del “gioco” (inteso in senso generale), le sue origini, la sua evoluzione nel tempo, il suo significato nel contesto sociale. Il tutto, ripeto, con uno stile fluido e comprensibile, sagace e puntuale.

Un libro d’esordio interessante che ho voluto segnalarvi, pur non rientrando tra i generi solitamente recensiti in questa sede, anche per l’originalità del tema e l’audace accostamento tra wrestling e teorie filosofiche. In conclusione, Andrea Corona è un autore promettente e sono certa che nel campo della saggistica avrà molto da dire.

 

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