Gioielli di Danielle Steel

Ho deciso di recensire questo libro dopo averlo riletto, credo, per la quinta volta. Uno scoppio di nostalgia presumo.

Non ho letto nemmeno 1/3 di tutti i bellissimi libri scritti da Daniel Steel ma, per quanto riguarda, questo rappresenterà per sempre uno dei miei libri preferiti. Un po’ come quando ci chiedono “Quale libro inseriresti nella tua TOP10?”. Bene, questo è uno dei libri che fa parte del mio passato e al quale sono molto legata per motivi personali e sentimentali.

 

Danielle Steel;

Danielle Fernande Dominique Schuelein-Steel nasce il 14 agosto del 1947 a New York. Danielle Steel è una delle autrici più lette della storia, avendo venduto più libri di qualsiasi altro autore vivente. I suoi romanzi sono stati tradotti in 28 lingue e possono essere trovati in più di 40 Paesi.

Steel iniziò a scrivere storie già da piccola, e nella tarda adolescenza iniziò a scrivere anche poesie. Diplomatasi al Liceo Francese di New York (classe 1965) frequentò la New York University e andò in Europa sempre per studiare. All’età di diciannove anni completò il suo primo romanzo ma non fu pubblicato fino al 1973.

Dal 1981, Steel ha messo radici permanenti nella New York Times bestsellers lists. Nel 1989, fu iscritta nel Guinness dei primati per il maggior numero di settimane consecutive in cui il suo libro era rimasto in classifica: 381 settimane consecutive. Sebbene la critica abbia stroncato spesso il suo lavoro, i suoi romanzi sono amati da milioni di donne in tutto il mondo e continuano a essere citati nella bestsellers lists nonché a produrre enormi guadagni.

Ventuno dei suoi libri sono stati adattati per la televisione: tra essi, due hanno ricevuto la nomination al Golden Globe: tra loro, “Gioielli” (titolo originale: “Jewels”). In aggiunta alla narrativa per adulti, Steel ha scritto “Max e Martha”, una collana per giovani lettrici. Questi 10 libri illustrati puntano ad aiutare i bambini che si trovano di fronte a reali problemi della vita: fratelli minori, nuova scuola, la perdita di una persona cara, ecc. Inoltre, Steel è autrice della collana “Freddie”: questi 4 libri parlano di altre situazioni della vita reale: prima notte fuori casa, visita dal dottore, ecc.

Danielle Steel ha anche scritto due opere non di narrativa: “Brilla una stella. La storia di mio figlio” (His Bright Light) trattante la vita e la morte di suo figlio Nicholas Traina, a cui era stato diagnosticato il disturbo bipolare e che per questo si suicidò nel 1997, e “Having a Baby”. Ha anche scritto un libro di poesie intitolato “Love: Poems”.

Nel 2002, Steel è stata premiata dal Governo Francese come “Cavaliere” dell’Ordine delle Arti e della Letteratura, per il suo contributo alla cultura del mondo.

Madre di nove figli (Beatrix, Nick [deceduto], Trevor, Todd, Samatha, Victoria, Vanessa, Maxx e Zara) Danielle Steel ha dedicato a loro alcuni dei suoi romanzi. È stata sposata 5 volte ed è attualmente single. I suoi mariti sono stati: Claude-Eric Lazard, Danny Zugelder, William Toth, John Traina e Tom Perkins.

In aggiunta alla scrittura, Danielle Steel ha fondato e tuttora gestisce due fondazioni. La “Nick Traina Foundation”, dedicata al figlio che ha perso per il suicidio del 1997, finanzia le organizzazioni dedicate alla cura delle malattie mentali e per l’abuso dei bambini. Ritenendo che Nick sarebbe potuto sopravvivere convivendo con la sua malattia (disturbo bipolare), Steel combatte instancabilmente per aumentare la compassione per le malattie mentali. Dalla pressione di legislazione a Washington per organizzare una raccolta di fondi annuale a San Francisco, Steel è diventata la portavoce dei molti che combattono contro queste malattie.

Nel 2003 Steel aprì una Galleria d’Arte a San Francisco, dove vive, per esibire i quadri e le sculture di artisti emergenti. Lei conserva anche la residenza francese dove risiede per parecchi mesi all’anno. Malgrado la sua immagine pubblica e le varie attività, Steel è conosciuta per la sua timidezza, per le rare interviste concesse o per le poche apparizioni in pubblico. Di religione Cristiana Scientista, Ha origini tedesche, ebraiche e portoghesi.

 

Titolo: Gioielli (isbn:9788878247734)
Autore: Danielle Steel
Serie: //
Edito da: Speerling Paperback
Prezzo: 15.000 Lire (nel 1998)
Genere: Romance, Storico
Pagine: 458 p.
Voto:


Trama: Alla vigilia del suo settantacinquesimo compleanno, Sarah Whitfield, affacciata a una delle finestre del suo imponente chateau francese, attende l’arrivo di figli e nipoti. Mentre lo sguardo abbraccia l’orizzonte, un’ondata di ricordi l’invade improvvisamente, riportandola indietro nel tempo, in un denso, vivido flashback in cui la matura signora ripercorre tutta la propria esistenza. Nata in un’ambiente colto e benestante Sarah cresce tra Mahnattam e Southampton, si sposa giovanissima con un amico d’infanzia, ma dopo un anno il matrimonio naufaga. Disperata e vergognosa per il suo stato di divorziata che, all’epoca, poteva permettersi solo Wallis Simpson, la donna si rifugia nella solitudine e solo dopo molte insistenze da parte dei genitori accetta di seguirli in un viaggio in Europa. Nel bel mondo cosmopolita da loro frequentato conosce William, duca di Whifield, quattordicesimo in linea di successione al trono inglese. I due s’innamorano perdutamente e in breve convolano a nozze scegliendo come dimora un meraviglioso, anche se malandato castello in Francia. E questo antico, affascinante edificio – che essi restaurano con entusiasmo – diventa il fulcro della loro storia famigliare: ospita le truppe durante l’occupazione tedesca, attende insieme a Sarah il ritorno di William dalla guerra … e di nuovo li accoglie, finalmente riuniti dopo la drammatica parentesi bellica, rappresentando poi la sede della loro prestigiosa attività di vendere gioielli, l’impresa si trasforma in un colossale business che fornisce preziosi a tutte le teste coronate d’Europa. Mentre gli anni scorrono, le vicissitudini dei vari Witfield intessono un arazzo dalle tinte a volte serene, a volte fosche, in un succedersi di svolte inattese e clamorosi sviluppi.


Opinione Personale: Quando parliamo di “Gioielli” parliamo di un Romance ambientato nella prima metà del Novecento. Parliamo di una fiaba d’amore ambientata in anni terribili; parliamo di un amore eterno che supera inaspettatamente i colpi durissimi di una vita costellata di ostacoli.

Parliamo della forza di una donna in grado di amare, crescere, perdere l’amore, ritrovarlo e tornare comunque a prendersi cura della sua esistenza: dell’uomo che l’aveva sposata e salvata dall’atroce dolore del suo stesso errore. La sua vergogna dell’aver fallito come donna e come moglie.

Eppure, quando sembra aver trovato la pace accanto alla sua inaspettata ancora di salvezza arriva la guerra e gli strappa nuovamente via tutto il suo mondo. Il suo William. Per anni.

Solitudine, dolore colpiscono nuovamente Sarah ma lei ha comunque la forza d’animo di continuare a sperare, di non arrendersi. Finché, alla fine, sembra tutto finire all’arrivo del nemico che, in realtà, si trasforma ben presto in un tiepido riparo. È la guerra che sta consumando il mondo come una cancro ed ognuno cerca di lenire il dolore come può.

Finché un giorno, il tempo che sembrava essersi fermato fra le dolci passeggiate con il Nemico, torna a scorrere. William è vivo, ferito, più morto che vivo ma ancora con lei. E tanto basta.

La vita riprende e torna, traballante, a scorrere sui binari disastrati dell’eredità lasciata dalla Seconda Guerra Mondiale.

E noi, silenziosi spettatori questa turbolenta esistenza, continuiamo a seguire le sorti del Duca di Whitfield e della sua numerosa famiglia. Li seguiamo, muti, in attesa del nuovo inevitabile scossone, che puntualmente e tristemente arriva.

Sarah, di nuovo sola, è alle prese con la sua eredità di duchessa di Whitfield e, nonostante ciò, la vediamo continuare andare avanti e continuare a vivere per i suoi figli. Figli di cui seguiamo i primi passi, i primi sbagli e tutta la forza che serve a Sarah per aiutarli ad ogni nuovo errore.

Amiamo questa famiglia, con tutte le sue stranezze ed ammiriamo Sarah con il suo incrollabile coraggio, la sua eleganza e la sua forza d’animo. Finché, dopo tante pagine immersi nella sua vita, non arriviamo a volerle bene un po’ anche noi.

Come tutte le storie, ovviamente, anche questa ha una fine. Una fine un po’ amara ma che lascia uno spiraglio e la speranza che, dopo tante tribolazioni, l’eredità di William e Sarah Whitfield possa finalmente spiccare il volo e sostenersi con le sue ali.




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