Harry Potter e la maledizione dell’erede di J.K.Rowling, J.Thorne & J.Tiffany

Harry Potter e la maledizione dell’erede

di J.K. Rowling, J.Thorne & J. Tiffany

 

Titolo: Harry Potter e la maledizione dell’erede Parte 1 & 2
Autore: J.K. Rowling, John Tiffany, Jack Thorne (Traduzione di Luigi Spagnol)
Edito da: Salani
Prezzo: Cartaceo 19,80 € // Ebook 14,99 €
Genere: Sceneggiatura, Fantasy
Pagine: 368 p.

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goodreads.pngTrama: È sempre stato difficile essere Harry Potter e non è molto più facile ora che è un dipendente oberato di lavoro al Ministero della Magia, un marito e padre di tre ragazzi in età scolare. Mentre Harry alle prese con un passato che rifiuta di rimanere al suo posto, il suo figlio più giovane Albus deve lottare con il peso di un’eredità di famiglia che non hai mai voluto. Quando il passato e il presente si fondono minacciosamente, entrambi padre e figlio imparano la scomoda verità: qualche volta, l’oscurità viene da posti inaspettati.

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Recensioneùdi Nirvana

Esiste un modo per rimediare al passato? Per cancellare quell’unico sbaglio, che ti ha reso umano e vulnerabile, in una strada altrimenti piastrellata di successi? Se possiedi un giratempo e sei figlio di Harry Potter, a quanto pare, sì.

Harry Potter e la maledizione dell’erede è l’ottavo libro della serie, attesissimo e insperato sequel della famosa saga che ha portato adulti e piccini in questo mondo di magia nel lontano 1997. Chiariamo qualcosa: Harry Potter e la maledizione dell’erede non è il classico romanzo che vi aspettereste, è una vera e propria sceneggiatura teatrale. Harry Potter 8 infatti, nasce come pièce teatrale da una storia originale di J.K Rowling, riadattata da Jack Thorne e John Tiffany (andata in scena a Londra il 30 Luglio 2016, riscuotendo enorme successo).

Avevamo lasciato il maghetto con gli occhiali da adulto, con la sua famiglia, mentre accompagnava i figli maggiori all’espresso per Hogwarts. Il più piccolo, Albus SeverusAl’, chiedeva pieno di indecisione al padre “Pensi che – che succederebbe se sono – e se mi mettessero in Serpeverde?” Harry aveva risposto, apparentemente tranquillo: “E cosa ci sarebbe di male in questo?
Ricordate queste parole?

Nel presente, Harry e suo figlio non vanno molto d’accordo. Simili d’aspetto, sembrano uno l’antitesi dell’altro e tra segreti, verità taciute e difficoltà di comunicazione, il loro legame si incrinerà in maniera quasi irreparabile.
Albus diventa un ragazzo irrequieto, solitario e oscuro, emarginato sociale additato a disgrazia per quello che comporta il suo nome e la sua ‘eredità paterna’ agli occhi del mondo esterno.

Albus non è un eroe, non vuole quell’attenzione, eppure anela a uno scopo più grande per la sua vita e il suo futuro. Scopo che si troverà a ricreare, quasi con forza, a costo di piegare il passato alla sua volontà, complice la minaccia di una maledizione legata a uno storico nemico.
Ad accompagnarlo ci sarà il suo compagno di (s)venture, Scorpius, non il Malfoy che ci aspetteremmo. Anche lui rifugge dalla sua pesante eredità paterna in cerca di una pace interiore e saggezza che spesso contrastano con il nome di famiglia.
Ironia della sorte, i figli di due dei più famosi alunni di Hogwarts sono due outcast. Nel corso della storia, persi nel loro mondo di magie e sotterfugi, si riveleranno incapaci di stringere una qualsivoglia relazione con il prossimo.
Legame meraviglioso, puro, quello fra i due ragazzi, che insegna anche un piccola pillola morale: l’apparenza inganna. Il passato non si può riscrivere ma il futuro può essere libero da qualsiasi condizionamento.

Ancora una volta la Rowling ci mette di fronte a interrogativi esistenziali: si può cambiare il passato? E chi è davvero Harry Potter?
Suo figlio minore dovrà intraprendere quest’avventura di scoperta di un uomo che conosceva solo in apparenza e che si rivelerà nascondere dubbi e paure come tutti gli altri. Lo stesso dovrà fare Harry, che dovrà realizzare la complessità del figlio ed imparare ad accettarlo per quello che è.

Questa non è la storia di Harry Potter, di suo figlio Albus o di antiche nemesi. È la storia di un legame, quello di padre e figlio, di incomprensioni, aspettative e ribellione.
Il nemico si presenta sottoforma di aspettativa sociale, tema attuale e specchio del mondo odierno, peso che per il giovane Albus diventa un ostacolo enorme, insormontabile, che gli offusca l’esistenza e lo getta nell’ombra della depressione. Il confronto con il padre diventa un tarlo giornaliero per Albus, anti-eroe e a tratti villan del libro, che lo porta a commettere una serie di errori. Ma dopotutto esiste la perfezione? La Rowling tratta con maestria il tema della riscoperta dell’umanità, che ci mostrerà esasperata nei suoi momenti più oscuri, rivelando la figura dell’eroe imperfetto.

Impossibile anche distaccarsi dai vecchi personaggi, che ritroviamo con piacevole dolore, perché la Rowling ce li ripropone in tutti i modi, come se in un gioco virtuale provasse tutte i possibili finali alternativi che non aveva potuto mettere in atto prima. Le figure del passato tentano di riemergere con forza, positive e sagge, per la maggior parte, come fantasmi buoni che portano consiglio.
In mirabolanti avventure ambientate tra passati e futuri alternativi, il duo, quasi tragi-comico, Albus-Scorpius riuscirà a riscattare i loro nomi e rimediare ai danni fatti?

Terribilmente deludente, a mio dire, il personaggio di Rose Weasley. Snob, inutile, neanche l’ombra di sua madre. E in effetti, se una pecca c’è in questo libro è l’assenza di un forte personaggio femminile.

Difficile dare un punteggio a questo libro, il tocco della Rowling è sicuramente unico e inconfondibile ma al tempo stesso è difficile reggere l’aspettativa di una saga di tale portata dopo tanti anni. Eppure riesce ad emozionarti allo stesso modo, ti trascina brutalmente, ancora una volta, nel fantastico mondo di Harry Potter. Si conclude con una punta d’amarezza e si, anche indignazione.
Se questo libro vi ha lasciato con l’amaro in bocca non disperate, la Rowlings ha promesso una ripubblicazione riadattata a romanzo nel 2017. Per il vero e proprio romanzo, quindi, c’è ancora da aspettare!

Voto:

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J.K. Rowling,(Yate, 31 luglio 1965[1]) è una scrittrice britannica. La sua fama è legata alla serie di romanzi di Harry Potter, che ha scritto firmandosi con lo pseudonimo J. K. Rowling (in cui “K” sta per Kathleen, nome della nonna paterna), motivo per cui la scrittrice è spesso indicata impropriamente come Joanne Kathleen Rowling. In seguito al suo matrimonio del 2001 il suo nome legale è Joanne Murray. Nel 2013 pubblica la sua prima opera con lo pseudonimo di Robert Galbraith. Nel 2011 è stata inserita da Forbes nella classifica delle donne più ricche del Regno Unito.

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Jack Thorne, (6 Dicembre 1978) è uno scenografo e drammaturgo inglese. Nato a Bristol, in Inghilterra, ha scritto per la radio, il teatro e il cinema, in particolare per gli show tv Skins, Cast-offs, This Is England ’86, This Is England ’88, This Is England ’90, The Fades, The Last Panthers e il film The Scouting Book for Boys. Attualmente vive a Londra.

 

John Tiffany, (Yorkshire, 1971) è un direttore teatrale inglese. Ha diretto la produzione di successo internazionale Black Watch e Once. Ha vinto un Tony Award, un Olivier Award, un Drama Desk Award e un Obie Award. Tiffany è stato Associate Director per il National Theatre of Scotland dal 2005 al 2012 e Radcliffe Fellow all’Università di Harvard per l’anno accademico 2010-2011.

∼ by Nirvana

Editing by CriCra

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Una replica a “Harry Potter e la maledizione dell’erede di J.K.Rowling, J.Thorne & J.Tiffany”

  1. .::Nasreen::. ha detto:

    Mamma mia quanto sono d’accordo… Come può essere nata una “Rose” del genere da Hermione e Ron? Non ha senso.
    Ron è ottuso ma gretto e ottuso? Era questo che era destinato a diventare senza la sua bella Hermione? Che brutto personaggio “Rose”, davvero… orrendo.

    Spero che arrivi, presto, la versione “romanzata” di questo copione, per adesso ho un tremendo amaro in bocca. Che lettura difficile da “recensire”

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