Eccoci nuovamente (due volte in un giorno solo ^^) a parlare, questa volta, di un’autrice Italiana. L’angolino dell’Esordiente è sempre attivo e noi, nel limite del possibile, ci diamo da fare. Prossimamente verrà letto e recensito “I Custodi della Luce” di Tanja Sartori. Non perdetevi il prossimo appuntamento!

 

Stefania Auci;

Stefani Auci è nata nella piccola città di Trapani. La sua famiglia le ha insegnato molte cose, prima fra tutte, un amore immenso per i libri e per la lettura, l’arte e la musica.

Dopo aver girato un po’ per l’Italia, si è stabilita a Palermo, con il marito ed i figli. Ha alle spalle esperienze differenti, che hanno rappresentato altrettanti modi per cercare la sua identità lavorativa e personale: segretaria d’orchestra, insegnante di diritto, per un breve periodo anche avvocato e cancelliere presso un Tribunale del centro Italia. Proprio quest’ultima esperienza, (conclusasi in maniera infelice a causa di una dirigenza che non ha ritenuto utile salvaguardare una madre lavoratrice) l’ ha riportato sui passi del primo amore. La scrittura.

Scrive da quando aveva dodici anni. A sedici ha scritto il suo primo paranormal, su tre quaderni a quadri che conserva come un tesoro.

Quella che presenta oggi è la sua Prima Opera, una raccolta di racconti tratti dalla sua “grande storia”: Moray Place 12, Edimburgo. Una vicenda articolata su tre volumi, che è nata in un pomeriggio di un gennaio caldo del 2008 e che è alla ricerca di un editore.

Il volume che raccoglie questi racconti, delle slices of life in verità, si chiama “Hidden in the dark”, nella collana Rossocuore (curatrici S. Catastini e C. Contili) ed è edito dalla 0111 edizioni di S. Lovati

 

Sitoweb: http://www.morayplace12.blogspot.com/

 

Fonte: http://www.yabooks.eu/component/content/article/4-bioautori/43-stefania-auci.html

 

 

Titolo: Hidden in the Dark (isbn:9788863072594)
Autore: Stefania Auci
Serie: //
Edito da: 0111 Edizioni (Collana Rosso Cuore)
Prezzo: 9,90 €
Genere: Young Fantasy, Vampiri
Pagine: 66
Voto:

Trama: Tre racconti. Tre slice of life, tre storie che si svolgono in epoche differenti. Due protagonisti. Due vampiri: Samuel, angelico e distaccato, incapace di provare pietà fino a che un misero essere umano non entra nella sua vita, stravolgendola. Oliver, un assassino gelido senza rimorso, incapace di amare ma che protegge la sua compagna come un lupo. Personaggi non annacquati, anche se le loro vite si intersecano con quelle degli umani, finendo per esserne parte. Oscuri e intensi, privi di rimorso, amorali. Approfonditi psicologicamente, con uno stile forte, graffiante, queste storie sono brevi ma intense, difficili da dimenticare.

Per tutti, uno scenario: Edimburgo, città di una bellezza struggente e terribile, elegante, fatta di ombre, che cela oscuri segreti.)

Frase più bella: “Però… hai ragione. Anima contro corpo. È questo che contraddistingue la nostra esistenza, Oliver: gli esseri umani sono anima e corpo; noi siamo corpi senza anima. Quello che togliamo loro è ciò che noi non possiamo più avere.”

 

Estratto: http://issuu.com/0111edizioni/docs/ante.hiddeninthedark/1

 

Opinione Personale: Grazie alla disponibilità dell’autrice, noi di Sognando Leggendo, abbiamo avuto modo di mettere i nostri occhietti impietosi (alcune volte…) su questa raccolta di racconti fantasy. Sono tre, i racconti, e sono incentrati principalmente su due personaggi ovvero Olivier Gordon e Samuel Gregor.

Chi sono?

Ovviamente due vampiri, ma meno scontato è il fatto che si tratta di due Vampiri con la “V” maiuscola una volta tanto!

In questo periodo fatto di vampiri buoni, con anime lacerate dai sensi di colpa e tutti incentrati nel tentavo di redimersi,  Stefania Auci è riuscita a narrare con semplicità ed eleganza l’aspetto più vero di queste creature fantastiche.

Bevitori di sangue, assassini, esseri immortali, demoni della notte… Questo sono i vampiri della Auci e a noi non resta che gettarci con grazia fra le pagine di questa raccolta con la consapevolezza che, con questi esseri, non può esserci un lieto fine.

O forse sì?

Sono tre racconti che vedono come già detto Samuel, il creatore, e Olivier, il figlio, alle prese con i loro istinti ed il piacere di essere creature della notte. Olivier, con la sua aria fredda e crudele, è perfino orgoglioso della sua natura di assassino e non viene intaccato dal desiderio di uccidere ed annientare la forza d’animo altrui. Samuel, da parte sua, ha come scopo, oltre che soddisfare il suo bisogno di nutrirsi, la necessità di catturare e appropriarsi con ingordigia della bellezza e di tutto ciò che è in grado di affascinante ed emozionante. L’impossibilità di provare qualcosa oltre alla sete di sangue ed il desiderio di uccidere li rende predatori proprio di tutto ciò che hanno perduto insieme all’umanità e che, inconsciamente(?), vorrebbero.

L’excursus nella loro mente mentre giocano con il “cibo” è qualcosa di semplicemente affascinante, supper riprovevole. Ogni amante del genere non potrà che perdersi con piacere e umano ribrezzo accanto alla fredda determinazione e noncuranza di questi esseri. Loro uccidono perché vogliono farlo, fine, tutto il resto è irrilevante.

Giocare, avvilire, distruggere e appropriarsi di ciò che bramano è questo il pensiero che percepisce il lettore, che lo colpisce e lo stordisce mentre non può far altro che provare pietà. Per loro e per le loro vittime.

Il secondo racconto è altrettanto affascinante ma, memore della tendenza contemporanea, spinge leggermente il lettore a porsi sulla difensiva. Temiamo un tracollo caratteriale del personaggio di Samuel e, in un certo senso, il cambiamento c’è ed è forse fin troppo evidente per non far storcere il naso. Troppa umanità tutto di un colpo per un essere di almeno trecento anni fatta di omicidi e, soprattutto, di piacere tratto dalla devastazione della bellezza altrui. Perché è questo che per secoli ha portato avanti e divertito questo vampiro: il desiderio di distruggere ed avvilire la bellezza delle sue vittime.

Il terzo racconto invece riporta la raccolta allo stupendo livello del primo. Questa volta è Oliver che narra e si confronta direttamente con il lettore. Ci sbeffeggia per la nostra umanità mettendo bene in chiaro quanto poco incline sia a considerarci poco più che spuntini con tutti i nostri difetti. Difetti la maggior parte dei quali, fortunatamente, ha perduto con la perdita della sua anima. Ci giudica, punta il dito di fronte alla nostra stoltezza e al nostro egoismo che tendiamo di nascondere, soprattutto a Natale, e si infuria quando, l’unica umana che abbia mai tollerato, gli fa un regalo. Regalo che, però, gli regala un attimo di doloroso calore che sembra rinnegare implicitamente tutti i giudizi poco prima sputati verso la grazia umana.

In questo caso il cambiamento sortito nei decenni, rispetto al primo romanzo, è evidente anche in Oliver ma questo non ha stravolto interamente il suo personaggio che, come è ovvio che sia, rimane freddo, cinico e disilluso.

In conclusione, questa raccolta, presenta degli elementi veramente notevoli primo fra i quali lo stile elegante ed appassionato della scrittrice. La trama in sé non è nulla di eccezionale ma, la capacità della Auci di narrare avvolgendo e coinvolgendo il lettore permette di addentrarsi nelle atmosfere cupe e nei sentimenti pericolosi e contorti di queste creature con sentimento e tentazione. Il suo stile è impeccabile, pulito e fascinoso… Forse meglio di molti autori cosiddetti “affermati”.

Dei tre racconti, ovviamente, “La signora in viola” presenta con disincantato fatalismo la natura di queste creature senzienti ma per niente interessati all’aspetto umano della loro esistenza che relegano unicamente al ruolo di giocattolo e cibo. Ferocemente tragico!

In ultimo “Natale a Heriot Row” ci mostra con desolata chiarezza l’incapacità ma allo stesso tempo il bisogno insostenibile di questi esseri di “andare oltre”; di riuscire a provare qualcosa di diverso dalla sete e dall’indifferenza verso il genere umano. Incapacità che molto probabilmente non sarà assoluta ma che non potrà essere, né oggi né mai, completamente mutata. Ed è questo senso di ineluttabilità che, in un certo senso, ci affascina e ci rattrista quasi fino a perdonare loro la loro stessa natura.

Breve ma assolutamente degno di essere letto per tutto gli amanti dei vampiri ma, badate bene, dei Vampiri quelli veri, figli immortali di Bram Stocker e Anne Rice.

 

 

Dove reperirlo:

– E’ possibile contattare l’autrice tramite aNobii

– Possiamo contattare per voi l’autrice e mettervi in comincazione

– Su IBS.it

– Sul http://www.ilclubdeilettori.com/

– In scambio su http://www.gliscambisti.it/

 

Studentessa universitaria a pieno regime e lavoratrice a tempo perso con una sana morbosa ossessione per la lettura. Collezionista di accendini, libri e sogni nel cassetto, Nasreen è la fondatrice di "Sognando Leggendo" che porta avanti con pugno di ferro, lingua sferzante e un gran cuore. Tutt'ora incellophanato, ma grande. Garantiamo.