Hotel. Camere di riflessione di Mino Pica

Mino Pica

Capitan Salgari

Nato a Brindisi, è giornalista pubblicista e laureato in scienze della comunicazione. Attualmente lavora e collabora; sostiene la musica, la purezza di luoghi, sapori e persone, il silenzio, la contaminazione dell’espressione, la ricerca dell’essere e la voglia di cambiare l’ordine delle cose. Nel 2008 pubblica L’attesa dell’attesa (Giovane Holden Edizioni). Citato fra gli scrittori pugliesi dal volume Letteratura del Novecento in Puglia 1970-2008 (Catalano, Progedit, 2009), nel 2011 pubblica Cucina Interiore con Lupo Editore, un menù di momenti con sottofondo musicale, in cui autorizzarsi alla libertà di essere come si è, con una bella quota di poesia. Nello stesso anno partecipa alla scrittura di Via Maestra (Hobos Edizioni), percorsi di narrativa in terra di Brindisi. Hotel è stato scritto nell’estate 2012.

Sito: Mino Pica

 

Il Corsaro NeroTitolo: Hotel. Camere di riflessione
Autore: Mino Pica
Serie: //
Edito da: Lupo Rosso
Prezzo: 12,00 €
Genere: Narrativa
Pagine: 118 p.
Voto: http://sognandoleggendo.net/wp-content/uploads/3Astelle33.png

  

Trama: Un uomo si ferma davanti alla porta automatica, posa i bagagli per terra nell’attesa che si apra. Poi varca l’ingresso e con lo sguardo cerca di orientarsi per individuare la reception. Individuato il personale di ricevimento, che cordialmente lo attende con un sorriso, attraversa con un passo deciso la hall ed è lì pronto a prendere possesso della sua camera, del suo spazio di isolamento, del suo angolo di separazione dal mondo e dalla confusione. Consegna il documento. Si prendono la sua carta identità per restituirgliela alla fine del soggiorno. Ma quell’uomo non ne ha bisogno, perché in quell’hotel lui sta cercando di riappropriarsi proprio di se stesso. Al di là di ogni pezzo di carta che lo attesti o meno. Prende quindi la sua chiave, si chiude la porta alle spalle ed è nella sua camera. Si ferma, eppure è proprio in quel momento che il suo viaggio è iniziato. Benvenuto in Hotel: una pausa rigenerante nel viaggio burrascoso della vita, una possibilità ricettiva che fornisce alloggi a identità soffocate da un sistema contemporaneo esterno che non lascia fiato. Hotel è la metafora dell’esistenza umana. Hotel è un viaggio dentro se stessi, alla ricerca di un recesso, in cui possa albergare lo spirito umano che ha bisogno di ritrovare la sua essenza.

Recensione
di Debora

Usciamo per incontrare, restiamo per incontrarci, camminiamo per non rimanere indietro, corriamo per stare avanti e restiamo immobili aspettando il momento giusto; ogni istante della nostra vita è condiviso e tutto potrebbe essere nulla se non fosse raccontato a qualcuno, spiegato, convissuto.

Questo testo è l’ennesimo esempio di come ultimamente, a mio parere, alcuni autori esordienti italiani vogliano buttarsi in generi di scrittura diversi dal solito. Mino Pica si allontana, credo di proposito, dalla letteratura che potremmo definire più commerciale, compiendo una scelta, secondo me, davvero coraggiosa, in una società in cui i libri più letti sono troppo spesso vuoti, privi di spessore e contenuti.

Il suo libro Hotel non è una vera e propria storia; non possiamo trovarci una trama o dei personaggi, perché ognuno di noi può ritrovare se stesso nelle stanze di questo luogo. L’autore, in alcuni tratti del libro, sembra proprio rivolgersi all’intero genere umano: vittima della società, che ha perso la sua essenza, e vittima del tran tran e della frettolosità della vita quotidiana, che ci costringe ad andare avanti quasi meccanicamente, senza pensare ne porci domande.
Hotel è un libro che è metafora della vita e che abbonda di una scrittura davvero elaborata, a volte difficile da comprendere, utilizzando molte ripetizioni; altre volte esalta i verbi nelle frasi. Ogni scelta stilistica è pensata.

Ne consiglio la lettura a piccole dosi, per poter scavare meglio nei significati della parole di Mino Pica. Forse potreste accompagnare la lettura con la musica, di cui l’autore vi offre precise indicazioni, lasciandovi un elenco di brani musicali associato ad ogni capitolo. Non lasciatevi sfuggire i titoli, perché possono offrirvi una chiave di lettura.
Non posso certo consigliare la lettura di questo libro a tutti; io stessa non ne ho colto ogni sfumatura. Si presta sicuramente ad una seconda lettura più attenta e pensata.

 

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