Hunger Games di Suzanne Collins [Il canto della rivolta]

Suzanne Collins

Suzanne Collins è una nota autrice statunitense di libri e spettacoli televisivi per bambini, Hunger Games è il primo romanzo che si scosta da questo genere. L’ispirazione per questo libro le è venuta dal mito del Labirinto del Minotauro, ma l’idea si è fatta strada nella sua mente mentre faceva zapping tra le immagini dei reality show e quelle della guerra vera. Oggi vive in Connecticut con la sua famiglia.

Trilogia Hunger Games;

1. Hunger Games. I giochi della fame (isbn: 9788804594109)
2. Hunger Games. La ragazza di fuoco (isbn: 9788804603528)
3. Hunger Games. Il canto della rivolta (isbn: 9788804621881)

Titolo: Hunger Games. I giochi della fame
Autore: Suzanne Collins
Serie: The Hunger Games, 1
Edito da: Mondadori
Prezzo: 17,00 €
Genere: Fantascienza, Young/Adult, Fantasy
Pagine: 369 p.
Voto:

TramaGli Hunger Games sono un reality show, i cui partecipanti vengono sorteggiati, due per ogni distretto, dai 12 di Panem e devono combattere all’interno di un’arena e solo l’ultimo sopravvissuto potrà tornare a casa. Istituiti da Capital City per festeggiare la vittoria nella Rivolta dei Distretti, durante la quale il Distretto 13 fu completamente distrutto, servono anche a ricordare ai loro sfruttati abitanti la supremazia della città e a soffocare ogni scintilla di ribellione. Quando, durante la mietitura, viene sorteggiata la sorellina per i 74° Hunger Games, Katniss non può far altro che offrirsi volontaria, anche se questo vuol dire morire. Insieme a lei viene sorteggiato un suo coetaneo, Peeta, un ragazzo gentile e generoso che dichiara al mondo il suo amore per Katniss. Ma negli Hunger Games non ci sono amici, non ci sono sentimenti e non c’è morale, vige una sola regola: uccidere o morire.

Vincere significa fama e ricchezza.
Perdere significa morte certa.
Ma per vincere bisogna scegliere.
Tra sopravvivenza e amore.
Egoismo e amicizia.
Quando sei disposto a perdere?
Che gli Hunger games abbiano inizio


Recensione
di Nihal 

Ambientato in un ipotetico futuro, il libro riprende a tratti l’Orwell di 1984, a tratti il mito greco del Minotauro di Creta. Anche qui, infatti, come faceva Atene con Creta, i distretti sottomessi a causa della sconfitta subita devono pagare annualmente mandando dei tribuni per espiare la colpa di aver sfidato una così grande potenza. La vita nei distretti è rigidamente controllata dai Pacificatori che si assicurano che ognuno compia il lavoro a cui è destinato e che tutti rispettino le regole, pena la morte. Sconcertante è la descrizione degli abitanti di Capital City, gente privilegiata, dedita alle feste e alla mondanità, che aspetta con ansia gli Hunger Games che per loro sono davvero un evento, una festa nazionale, e che sembrano non rendersi conto che i giocatori sono ragazzini condannati a morire. L’unica cosa che gli interessa è lo spettacolo in sé, che sia esso fatto di scenografiche morti o di storie d’amicizia e di amore destinate al peggio. Con una maestria eccezionale, l’autrice descrive la situazione ormai crescente di “analfabetismo emozionale”, in un mondo dove la vita umana viene usata per il successo di uno spettacolo televisivo e dove le persone, troppo prese dalle immagini, non si accorgono della realtà sociale e della tirannia politica in cui vivono. É il mondo dei media dove la gente vede solo ciò che “qualcuno” vuole che veda e sa solo quello che “qualcuno” vuole che sappia, un mondo in cui non si governa solo la vita sociale ma anche i pensieri delle persone. Ma nei distretti la realtà è ben diversa: la popolazione sfruttata, impaurita e stanca non aspetta altro che un segnale per dare il via alla rivoluzione e far scatenare la rabbia per i soprusi subiti per ben 74 anni. Ed è ciò che la protagonista gli dà quando inconsapevolmente decide, guidata dalle parole di Peeta, che non vuole essere solo una pedina del governo e che se anche dovrà morire lo farà conservando la sua dignità di essere umano. Hunger Games è un libro che fa riflettere, che apre la mente a situazioni portate alle estreme conseguenze, fenomeni sempre più presenti nel nostro mondo. Ma è anche un grido di speranza, la dimostrazione che una persona, anche se non vuole, può fare la differenza.

Katniss è una quindicenne cinica, costretta a crescere troppo in fretta a causa delle precarie condizioni in cui vive la gente del suo distretto e soprattutto a causa della prematura morte del padre, che ha fatto cadere in depressione la madre rendendola incapace di prendersi cura della sua famiglia. Non crede nella giustizia e nei legami, è una sopravvissuta, non solo perchè riesce ad andare avanti nonostante le difficoltà ma soprattutto perché la sua vita le scorre accanto senza che lei se ne accorga. Paradossalmente inizia a vivere nel momento in cui si offre come Tribuno per gli Hunger Games: finalmente capisce che non è sola come ha sempre pensato, si trova per la prima volta davanti all’amore, quando Peeta dichiara in televisione ciò che prova per lei. Katniss cerca di negare in tutti modi queste emozioni, cerca di abbandonare tutto ciò che ritiene potrebbe esserle di ostacolo nel compiere la sua missione: uccidere. Ma l’amicizia non si prevede, l’amore non si ferma e inconsapevolmente Katniss inizia la sua personale lotta contro Capital City, rifiutando di essere solo un automa e con l’intenzione di non rinunciare alla sua umanità per cedere alle trame di un gioco mortale e di una politica votata al controllo totale dei cittadini, che propone una visione dei distretti come allevamenti di animali utili al lavoro o al macello, che acceca gli abitanti di Capital City con spettacoli ed eventi mondani che distolgono la loro attenzione dalla situazione sociale.

 

Titolo: Hunger Games. La ragazza di fuoco
Autore: Suzanne Collins
Serie: The Hunger Games, 2
Edito da: Mondadori
Prezzo: 17,00 €
Genere: Fantascienza, Young/Adult, Fantasy
Pagine: 375 p.
Voto:

TramaGrazie a una minaccia di suicidio, Katniss e Peeta hanno vinto gli Hunger Games sfidando pubblicamente lo Stato. Il loro gesto ribelle scatena la reazione nei 12 distretti di Panem, diventando un simbolo di libertà. Ma il presidente Snow non dimentica e per vendicarsi indice una nuova edizione dei giochi: un torneo in cui a sfidarsi saranno tutti i precedenti vincitori. I protagonisti finiscono così nuovamente nell’arena. E le torture fisiche e psicologiche che hanno già subito non saranno niente in confronto a quello che li aspetta…

 Sola in cucina con Gale, mi siedo sullo sgabello di Hazelle e gli tengo la mano. Dopo un po’, le mie dita trovano il suo viso. Tocco parti di lui che non avevo avuto modo di toccare prima. Le folte sopracciglia scure, la curva della guancia, la linea del naso, l’incavo alla base del collo. Seguo i contorni della barba corta ed ispida sulla sua mascella ed alla fine giungo alle sue labbra. Morbide e piene, leggermente screpolate. Il suo respiro scalda la mia pelle ghiacciata.
Sembriamo tutti più giovani quando siamo addormentati? Perché in questo istante Gale potrebbe essere il ragazzo che incontrai nei boschi diversi anni fa, quello che mi accusò di rubare dalle sue trappole. Che coppia eravamo… orfani di padre, spavetati e al tempo stesso decisi a tenere in vita le nostre famiglie. Disperati eppure non più soli, da allora, perché ci eravamo trovati. Penso a centinaia di momenti trascorsi nei boschi, ai pomeriggi pigri in cui pescavamo, al giorno che gli insegnai a nuotare, alla volta che mi torsi un ginocchio e lui mi portò di peso fino a casa. Contavamo l’uno sull’altra, ci guardavamo alle spalle a vicenda, ci incitavamo reciprocamente a essere coraggiosi.
Per la prima volta penso a noi a ruoli invertiti. Immagino di guardare Gale che si offre volontario per salvare Rory durante la mietitura, che viene strappato via dalla mia vita, che per sopravvivere si innamora di un’altra e che torna a casa con lei. Che abita accanto a lei. Che promette di sposare lei.
Il rancore che provo nei suoi confronti per causa di questa ragazza fantasma, per tutto quanto, è così reale e istantaneo da soffocarmi. Gale è mio. Io sono sua. Qualsiasi altra cosa è impensabile. Perché ho avuto bisogno che lui venisse frustato fin quasi a morte per capirlo?

 

Recensione
di RanYuu

Scrivere una recensione su una delle saghe più in voga del momento è sempre difficile, un po’ perché immagini che chi leggerà il titolo dirà “Ancora? E mo’ basta!” arcistufo del sovraccarico di pareri positivi e di trending topic su Twitter a suon di “Katniss sei tutti noi” “Team Peeta” e via discorrendo, un po’ perché immagino che anche chi non commenterà e leggerà il mio parere probabilmente mi tirerà roba marcia addosso.

Scrivere una recensione su una saga che tutti amano e a cui tu dai tre misere stelline e mezza è ancora più faticoso.

Non so se spinti dalla corrente inebriante del film (a proposito del quale avrei alcune critiche da fare, ma poi andrei fuori tema) o dalla chicossisima spilla della Ghiandaia Imitatrice che tutti desiderano (pure io, eh) riescono solamente a commentare con occhi sbrilluccicanti questa saga.

Devo ammettere che l’idea di questi giochi della fame, spietati e cruenti, non mi ha mai coinvolto tanto, forse perché avendo letto in precedenza Battle Royale avevo il cuore che batteva a mille ad ogni pagina e si sa che le emozioni forti faticano a tornare; il triangolo amoroso di Katniss, Peeta e  Gale non mi sembra né tanto un triangolo né tanto amoroso.

Più che La Ragazza di Fuoco, la protagonista dovrebbe chiamarsi La Tipa di Ghiaccio : non vedo nessun tipo di emozione, forse solo qualche “Oddio, mi ha spaventato tantissimo, avresti potuto morire, idiota, e mi hai pure sgualcito la tuta!”

In questo secondo capitolo però ho visto un barlume di speranza (la mia è che ci sia più dinamicità e sostanza) e qualcosa inizia infatti  a smuoversi : Katniss non si rende conto di cosa sia riuscita a risvegliare da quando ha stravolto le regole del gioco, quale sentimento dormiente abbia aizzato, come una fiammella da tempo estinta e quanto significhi la sua presenza per tutto il popolo di Panem: ha dato vita alla rivolta dei distretti che nessuno di quei capelloni cotonati e impomatati di Capitol riesce a fermare. Una rivolta che si espande a macchia d’olio, ma che avrà conseguenze terribili e devastanti.

“Dovevamo salvarti perché tu sei la ghiandaia imitatrice, Katniss. Finché sei viva, vive anche la rivoluzione.”

Katniss e Peeta saranno ancora una volta i rappresentanti del 12°distretto per gli Hunger Games e ancora una volta dovranno vedersela con avversari spietati e trappole ancora più subdole… ma niente è come sembra e Kat verrà messa di fronte alla dura realtà in un finale da far cadere la mascella a terra.

Un finale che mi ha destato la curiosità necessaria per poter affermare che non sto più nella pelle nell’attesa di poter leggere Il Canto della Rivolta, terzo e ultimo libro della saga in uscita in questi giorni.

Ne vedremmo delle belle!

TitoloIl canto della rivolta 
Autore: Suzanne Collins
Serie: Hunger Games, 3
Edito da: Mondadori [coll. Chrysalide]
Prezzo: 17.00 €
Genere: Young Adult, Fantasy, Fantascienza
Pagine: 432 p.
Voto:

 

Trama: Contro ogni previsione, Katniss Everdeen è sopravvissuta all’Arena degli Hunger Games. Due volte. Ora vive in una bella casa, nel Distretto 12, con sua madre e la sorella Prim. E sta per sposarsi. Sarà una cerimonia bellissima, e Katniss indosserà un abito meraviglioso. Sembra un sogno… Invece è un incubo. Katniss è in pericolo. E con lei tutti coloro a cui vuole bene. Tutti coloro che le sono vicini. Tutti gli abitanti del Distretto. Perché la sua ultima vittoria ha offeso le alte sfere, a Capitol City. E il presidente Snow ha giurato vendetta. Comincia la guerra. Quella vera. Al cui confronto l’Arena sembrerà una passeggiata.

Recensione
di Luce84

Eccomi finalmente a commentare l’ultimo capitolo di questa splendida trilogia che ormai è diventata un cult, penso che ormai quasi tutti ne abbiano perlomeno sentito parlare.
Ammetto che, nonostante mi sia avvicinata a questa saga solo recentemente, ho atteso con ansia che uscisse questo libro per saperne di più riguardo le sorti dei protagonisti e devo dire che, a parte il finale che mi ha lasciato abbastanza stranita, ne è valsa assolutamente la pena. Sono state poche le volte che sono riuscita ad appassionarmi a qualcosa così in fretta.

La narrazione incomincia proprio dal punto in cui era stato interrotto il libro precedente, La ragazza di fuoco: Katniss si ritrova al distretto 13 che si scopre non essere mai stato distrutto. La popolazione di questo distretto è stata sì decimata dalle epidemie ma è ancora in piedi, ben organizzata e armata, con un solido governo e pronta a sfidare il potere di Capitol City.
Certo per la nostra protagonista, dopo tutto quello che ha vissuto e preoccupata per le condizioni di Peeta catturato dai nemici, non sarà per niente facile ambientarsi viste anche le sue condizioni psichiche. Essere finita due volte nell’arena, di cui una pronta a fare di tutto per morire, non è di certo una passeggiata di salute!
Una nota positiva però c’è: nonostante la sua ribellione abbia provocato la distruzione totale del distretto 12 Gale è riuscito a salvare alcuni abitanti tra cui la madre e la sorella, che finalmente si trovano al sicuro e non devono più preoccuparsi delle ripicche del presidente Snow.

Il governo vuole che diventi a tutti gli effetti la ghiandaia imitatrice, il simbolo della rivolta, ma la ragazza non sembra per niente disposta ad accettare questo ruolo. Ci sarà solo un evento che riuscirà a farle cambiare idea (no, mi dispiace, non svelo qual è) e che la spingerà a ricoprire questo ruolo, ovviamente solo dopo aver posto le sue condizioni; inutile dire che la sua presa di posizione non farà per nulla piacere alla presidentessa Coin, capo del distretto 13.
La lotta di potere e la mancanza di fiducia reciproca tra le due figure femminili è evidente fin dalle prime pagine; sembra esserci però un rapporto di reciproca tolleranza tra le due, dovuto al fine comune, ma sarà davvero così?

Ci ritroviamo ancora una volta di fronte a un gruppo di persone che cerca in tutti i modi di proteggere Katniss, che ovviamente fa di tutto per essere in prima linea a combattere, disobbedendo anche agli ordini del comandante Boggs.
Il personaggio del comandante Boggs è stato una vera sorpresa. È il personaggio che forse mi ha colpito di più in quest’ultimo capitolo, non voglio svelare nulla ma mi hanno veramente colpito alcune sue prese di posizione quando si è schierato dalla parte di Katniss.

Ho già svelato che Gale si trova sempre al fianco della ragazza di fuoco, non abbandonandola mai anche nelle situazione più difficili, ma alcune di voi si staranno ponendo delle domanda su Peeta, non voglio rovinarvi la lettura del libro per cui non posso dirvi nulla, ma preparatevi a dei veri e propri colpi di scena! Ne vedrete delle belle, fidatevi.

Questo libro è veramente ricco di emozioni, i colpi di scena di certo non mancano e alcuni vi provocheranno pure le lacrime. In conclusione voglio mettervi la pulce nell’orecchio lasciandovi con delle domande: Secondo voi la guerra è poi così diversa dagli Hunger Games? Il desiderio di potere della Coin è poi così diverso da quello del presidente Snow? Il distretto 13 è veramente così diverso da Capitol City? Per avere la risposta posso solo consigliarvi di leggere il capitolo conclusivo di questa appassionante trilogia che ha conquistato milioni di lettori in tutto il mondo!

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6 risposte a “Hunger Games di Suzanne Collins [Il canto della rivolta]”

  1. Nasreen ha detto:

    Devo leggerla questa saga… ormai è appurato °_° ma devo prima smaltire gli altri 35 libri che ho in attesa… T_T

  2. Arianna1989 ha detto:

    Concordo con tutto quello detto qui sopra da Nasreen solo che i miei libri ancora da leggere sono di più xD

  3. Nihal ha detto:

    ragazze credetemi ne vale la pena, io il primo l'ho letto in un giorno, e il secondo in due anche se mi ero ripromessa di farlo durare di più XD

  4. […] Saga “Hunger Games” – [Ragazzi] – [Recensioni Libri] – […]

  5. Rhine ha detto:

    Vi assicuro che è bellissimo, dovete prenderlo!

  6. Nihal ha detto:

    sono d'accordo sto impazzendo nell'attesa dell'uscita del terzo e ultimo capitolo che sembra sempre più lontana =(

  7. Debora ha detto:

    l'ultimo libro mi ha un po' delusa….specie nel finale! ho troppo amato questa saga x non dare comunque un giudizio positivo 🙂

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