I cacciatori di libri di Raphael Jerusalmy

I cacciatori di libri

di Raphael Jerusalmy

 

i cacciatori di libriTitolo: I cacciatori di libri
Autore: Raphael Jerusalmy
Traduttore: F. Alba
Serie: //
Edito da: edizioni e/o
Prezzo: 18.00 €
Genere: Romanzo storico
Pagine: 278

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Trama: Ambientato alla fine del Medioevo, all’epoca dell’invenzione della stampa, il romanzo racconta di una misteriosa cospirazione nata per contrastare l’oscurantismo della Chiesa e difendere la cultura e la libertà di pensiero dalla censura dell’Inquisizione. La singolare alleanza coinvolge nientemeno che il trono  di Francia, i Medici di Firenze e un gruppo di monaci e di rabbini che operano a Gerusalemme in totale clandestinità, per conservare, ricopiare e diffondere le preziose opere del passato. Il personaggio principale del libro è il poeta François Villon, autore di celebri ballate e in un certo senso fondatore della lingua francese moderna. Figura straordinaria  e contraddittoria, letterato e insieme malfattore, all’età di trentun anni venne imprigionato per i suoi crimini e condannato all’impiccagione. Sappiamo che alla fine Luigi XI gli concesse la grazia, ma a quel punto di lui si perdono completamente le tracce. Jerusalmy si diverte a immaginare questa seconda parte della sua vita e gli affida il ruolo d’intermediario tra il sovrano e i membri della confraternita. Villon è uno spirito libero e non si lascia manipolare né si piega agli interessi dei potenti. Affiancato dal burbero Colin e dalla bella e silenziosa Aisha, François persegue uno scopo tutto personale (a salvaguardia di ciò che lui definisce la “Parola”) e conclude la missione in Terra santa in maniera imprevedibile, dimostrando che a volte i libri possono anche cambiare il corso degli eventi.

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Recensioneùdi Francesca Rossi

Un romanzo storico eppure profondamente attuale. Quando un uomo cerca di prevaricarne un altro, quando vuole che solo una parola, un’opinione sia legge, cosa fa prima di tutto? Brucia i libri. O magari li nasconde dove nessuno potrà trovarli. Oppure ne impedisce la lettura facendo leva sui timori più oscuri, come la morte, il peccato, l’aldilà e l’inferno.

Ciò per un motivo ben preciso: il libro è conoscenza e la conoscenza rende liberi. Chi sa leggere e scrivere tiene in mano il mondo e non è un’esagerazione. Diventa più difficile ingannare chi legge, chi vive altre vite attraverso le pagine di un libro e, dunque, può immedesimarsi in mille situazioni, parte delle quali verranno anche vissute.

Si bruciavano libri durante il nazismo, per esempio, o nel triste periodo dominato dall’inquisizione. Fermiamoci qui, perché è proprio questo il periodo che ci interessa. Per la precisione il 1463. L’Europa sta attraversando un momento storico fondamentale per l’evoluzione culturale, sociale e politica. Siamo all’alba di un nuovo mondo, nel momento di passaggio tra il manoscritto e l’invenzione della stampa a caratteri mobili, tra una cultura elitaria e una più accessibile al popolo (almeno nella teoria), tra il Medioevo e Il Rinascimento, epoca di splendori e scoperte, cullati dalla cultura dell’Umanesimo.

Il francese François Villon (1431-1463) è il protagonista della storia che vi presentiamo oggi, “I Cacciatori di Libri”, romanzo d’avventura, d’amore per i libri, contro qualunque estremismo e qualunque forma di oscurantismo, scritto in maniera eccellente da Raphael Jerusalmy.

Villon è considerato il primo poeta della modernità: dal punto di vista storico sappiamo che venne arrestato e rilasciato diverse volte, fino alla condanna definitiva per impiccagione che venne convertita in esilio per dieci anni. A quel tempo François aveva trentuno anni, era l’8 gennaio del 1463. Cosa ne sia stato di lui dopo quella data, nessuno lo sa. Per alcuni è morto, per altri ha vissuto il resto della vita da vagabondo. Di fatto, però, non ci sono prove, ma moltissime zone d’ombra.
Da qui parte Raphael Jerusalmy per costruire un romanzo mozzafiato, che si lascia leggere fino alla fine senza mai il minimo accenno di noia.

L’autore immagina che Villon riesca a uscire di prigione grazie a una proposta rischiosa quanto travolgente; una missione su incarico del re Luigi XI. Salvare dei manoscritti preziosi e rari dalle grinfie dell’inquisizione. Una mossa strategica che avrà, come ripercussione, un indebolimento del Vaticano e dei suoi granitici dogmi.

Villon, amante della cultura e della libertà, accetta, divenendo una sorta di spia, di agente sotto copertura ante litteram, un tramite fra il trono di Francia, l’Italia dell’Umanesimo e la Gerusalemme di una misteriosa confraternita di rabbiniche che ha come scopo proprio quello di salvare la parola scritta che è memoria e simbolo di civiltà.

Inizia in questo modo una serie di avventure rocambolesche che portano il nostro protagonista a conoscere e confrontarsi con gli esempi più illustri del passato occidentale, personaggi eccezionali come Marsilio Ficino o Lorenzo il Magnifico.

Villon, la sua astuzia e la sua intelligenza, sono delle pedine di un grande scacchiere politico in cui la diplomazia “ufficiale” corre parallelamente a una “occulta”, giocata sull’ambiguità e su accordi non palesi tra potenze (cosa che è sempre accaduta).

Lo stile del romanzo è di alto livello, con descrizioni di luoghi, di libri, argomentazioni politiche e religiose che sono specchio della grande erudizione dell’autore.
“I Cacciatori di Libri” è una storia colta, piena di enigmi, in cui il protagonista compie una sorta di “percorso iniziatico” proprio attraverso i libri, alla scoperta di verità che molti non sono disposti a condividere. Fatti tenuti nascosti e che, in qualche modo, cambieranno lo stesso Villon, rendendolo da semplice “marionetta” manovrata da potenti, a vero e proprio giocatore in grado di cambiare un destino già scritto.

Il romanzo di Raphael Jerusalmy richiede attenzione e riflessione; non è una narrazione che scivola via, ma una storia che lascia il segno e ci mostra il potere del libero pensiero nelle mani degli uomini.
Un potere che per nulla al mondo possiamo rischiare di perdere.

Voto

 

1Astelle

 

 

Raphaël JerusalmyRaphaël Jerusalmy, ex agente dei servizi segreti israeliani, in seguito impegnato in azioni umanitarie, ora commercia in libri antichi a Tel Aviv. Il suo primo romanzo, Salvare Mozart( Prix Roblès 2013), è uscito per le edizioni e/o nel 2013.

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