I Figli del Serpente di G.L.Barone

G.L. Barone;

G..L. Barone, acronimo di Giuseppe Leto Barone. Nato il 14 marzo 1974, è uno degli autori emergenti della nuova letteratura spionistica internazionale; vive e lavora tra la Lombardia e la Val d’Aosta.

Fino da giovanissimo impegnato in politica, si è laureato in Giurisprudenza ed ha, per breve tempo, prima di dedicarsi stabilmente alla scrittura, svolto la carriera legale. Dal 2008 collabora anche con il quotidiano online Polisblog.it .

Ha pubblicato per Montedit Editore “Il Segreto dell’Unione” (2003), il suo romanzo d’esordio: un thriller fantapolitico ambientato in una futura unione politica Europea, che descrive come oscura e corrotta.

Nel 2004 é stato premiato dall’Accademia Italiana di lettere Scienze ed Arti “Terra del Vesuvio”, come vincitore del prestigioso premio letterario della sesta Biennale Culturale, e nel 2006 “Il segreto dell’Unione” ha ricevuto il prestigioso riconoscimento al Premio Internazionale Navarro.

Nel giugno 2006 è uscito “Punto di rottura” il suo secondo romanzo, una spy story che prende le mosse da un fatto di cronaca realmente accaduto: un missile lanciato dalla Corea del Nord verso il Giappone nel 1999.

“I Figli del Serpente” è il suo terzo romanzo, pubblicato da A.Car Edizioni nel dicembre 2010.

Sito: http://www.glbarone.it/

 

Il terrorismo islamico è una pestilenza su scala mondiale,
fino a dove siamo disposti a spingerci per annientarlo?

 

Titolo: I Figli del Serpente (isbn:9788864900063)
Autore: G.L. Barone
Serie: //
Edito da:A. Car.Edizione
Prezzo: 18,00€
Genere: Adult, Thriller, Romanzo Contemporaneo, Avventura, Spy Story
Pagine: 426 p.
Voto:

Trama:

Un sottile filo invisibile lega la lotta al terrorismo e i salotti dell’alta finanza. Lo sapeva bene Kurt Weistaler, comandante della Guardia Svizzera Pontificia, brutalmente assassinato nel suo appartamento una calda mattina di maggio.
Sono trascorsi soltanto pochi mesi dal terribile attentato che ha distrutto il simbolo della cristianità, la Sacra Sindone custodita nel Duomo di Torino, e si profila l’ennesimo scandalo all’ombra della Santa Sede. L’indagine viene quindi affidata ad una giovane procuratrice romana, la dottoressa Rosati, figlia di un potente onorevole, che nel corso dell’inchiesta porta alla luce intricati rapporti tra il presidente dello Ior, l’Istituto di Credito Vaticano, e il defunto Weistaler.
Viene così aperta la porta su una verità che non può essere rivelata: l’omicidio del Comandante delle Guardie Svizzere è solo il primo passo di un disegno molto più ampio per nascondere un importante segreto ed un folle piano.
In che modo sono collegati la distruzione della Sacra Sindone e la morte del Comandante della Guardia Svizzera? E chi è l’Ultimo Messaggero che sembra stia tirando le fila di un intreccio che coinvolge le più alte cariche dello Stato?
La dottoressa Rosati non è la sola a cercare di scoprirlo: anche Andreas Henkel, ex agente dell’Stb – il Servizio di Sicurezza Cecoslovacco – si precipita a Roma appena saputo del delitto e, inevitabilmente, il suo destino finirà per incrociarsi con quello della procuratrice.
Sono trascorsi otto secoli dall’ultima Crociata… È tempo di ricominciare a combattere.

Recensione:

Per qualcuno G.L Barone è il nuovo Dan Brown italiano, accostamento ambizioso ma, tutto sommato, non troppo privo di fondamento. Barone si rivela una piacevolissima sorpresa e le quasi 400 pagine del suo nuovo spy thirller, scivolano via in un continuo crescendo di tensione che coinvolge il lettore dal primo all’ultimo capitolo. Finire nel fantomatico “ancora un altro capitolo...” sembra quasi scontato e impossibile da evitare.

Terrorismo, alta finanza, Sacra Sindone, Vaticano, Genetica, Scienza, Cristianesimo e le Guardie Svizzere. Cosa si può creare unendo e amalgamando con capacità e maestria questi elementi? La risposta è semplice: un piccolo capolavoro di tensione e intrighi “Made in Italy“.

L’autore ha uno stile assolutamente pulito, diretto e stuzzicante. Permette al lettore di partecipare alle vicende vissute dalla dottoressa Rosati e da Andreas Henkel, giocando con le vicissitudini e con gli avvenimenti. E’ difficile anticipare le mosse dei protagonisti, ma riusciamo sempre a seguire le conclusioni logiche che porteranno la Procuratrice a compiere una determinata azione piuttosto che un’altra. Le risposte non sembrano mai “cadute dal cielo”, ma sono giustificate.

Il libro si apre con un riferimento minimo alla Sacra Sindone e con l’assassinio del comandante delle Guardie Svizzere il giorno del giuramento delle reclute che appare, almeno inizialmente, un omicidio di natura passionale. Fortunatamente, però, l’indagine viene affidata al procuratore Rosati e qualcosa, o meglio, il suo istinto, le dice che le cose sono ben più complicate di quanto sembrino a primo impatto.

Nel complesso la trama è molto accattivante, ma anche piuttosto complessa, soprattutto visto che si muove su diversi piani temporali che necessitano di un attimo di assestamento da parte del lettore, prima che la lettura diventi piacevole e sciolta come risulta essere.

Diversamente da altri romanzi spy story, o quanto meno “thriller”, che sconfinano spesso nella fantascienza, il romanzo di Barone mantiene sempre e comunque una certa verosimiglianza. Lo scrittore, infatti, cerca di trovare dei collegamenti fra il terrorismo, il potere derivante dalla gestione di grandi capitali in alta finanza e, inevitabilmente, sul coinvolgimento dello Stato Pontificio (ricordiamo che stiamo parlando di uno degli stati più ricchi al mondo e, onestamente, anche uno di quelli con le “mani in pasta” praticamente ovunque).

Un romanzo insolito, ma assolutamente ben scritto e degno di essere annoverato fra uno dei migliori italiani letti recentemente. L’autore non ha proprio nulla da invidiare agli autori americani.

 

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