I figli di Atlantide di Mario de Martino

Mario de Martino;

Lascio che sia lo stesso Mario de Martino a presentarsi. Dal sito dell’Autore:

“Sono nato a Torre del Greco nel 1993, ma vivo a Portici (NA), dove frequento il Liceo Scientifico (NdA: Mario si è diplomato quest’anno, col massimo dei voti). Leggo (molto), disegno (non troppo bene), scrivo (…) Adoro J.R.R.Tolkien e Stephen King. P.S. Odio le lenticchie e gli spinaci”

Nonostante la giovane età, ha all’attivo diversi romanzi: “L’Erede, la Spada del Re” (Runde Taarn Edizioni, 2009), “L’Erede, i Sigilli del Male” (Runde Taarn Edizioni, 2010), “Justin Dave e il ragazzo venuto dal futuro” (0111 Edizioni, 2009), “Con gli occhi dell’innocenza” (0111 Edizioni, 2010) e “I Figli di Atlantide” (Casini Editore, 2011).

I Figli di Atlantide  Autore- Mario de MartinoTitolo: I Figli di Atlantide 
Autore: Mario de Martino
Edito da: Casini Editore
Prezzo: 16,90 €
Genere:  Narrativa Contemporanea, Fantasy
Pagine: (per una precisa scelta dell’Editore, le pagine del libro non sono numerate)
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Trama: Robert Gray, funzionario dell’FBI di New York, indaga su uno strano delitto. Gli unici indizi sono una stella a sei punte e una carta dei tarocchi. Tre giovani, Ivan, Sarah e Seiji, vivono in tre luoghi diversi e lontani. A unire le loro vite un medaglione, un’antica civiltà, un’iscrizione arcana e il fatto di essere stati scelti per sciogliere un enigma. Che intenzioni hanno i misteriosi adepti della setta Chrysalis? Quali terribili conseguenze porterà l’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale? Sul mondo incombe una minaccia terribile e la sua salvezza dipende da Ivan, Sarah e Seiji, sempre che sappiano mettere a frutto il misterioso potere del medaglione e l’ammonimento in esso contenuto: Bene vixit qui bene latuit.

– Non ridete se vi informeranno di intrighi governativi – continuò. – Non ridete se vi spiattelleranno qualche teoria del complotto. Non ridete se vi parleranno del Nuovo Ordine Mondiale; potreste star ridendo del vostro futuro. –

Recensione

I Figli di Atlantide è un thriller ben congegnato, ricco d’azione e dalla trama avvincente. Per avvicinarsi a questo libro il lettore deve superare però un non piccolo scoglio: l’età dell’Autore. Un ragazzo così giovane… Beh, se avete avuto qualche dubbio, accantonatelo.

Con abili cambi di prospettiva (a seconda del personaggio, la storia è vista da un punto di vista diverso), registri narrativi diversi, uno stile semplice ma incalzante, il tutto corredato da giochi di parole, anagrammi e sciarade (mi verrebbe da dire “alla Dan Brown”, ma non lo faccio perché voglio che Mario mantenga una sua personalità), il giovane Autore dà prova della sua cultura, quasi sorprendente per un ragazzo della sua età.

La storia è interessante (si parte dalle ultime ore di Atlantide, per giungere attraverso i secoli a un mistero dei nostri giorni), l’intreccio abbastanza originale, la prosa fluida e lo stile efficace e il lettore arriverà al colpo di scena finale quasi senza fiato, guidato da innumerevoli indizi seminati tra le righe con abilità, anche se il cliffhanger (espediente narrativo usato con maestria dall’Autore) conclude il romanzo con il chiaro intento di indurre una forte curiosità circa gli sviluppi successivi (da cui intuiamo che Mario stia già lavorando al prossimo volume).

Tutto quanto detto non fa che rafforzare l’idea che il giovane de Martino abbia una bella strada da percorrere nel campo della scrittura. Il ragazzo deve migliorare certamente alcuni aspetti, non stilistici, ma di “sostanza” (in particolare per quanto concerne la caratterizzazione dei personaggi). D’altro canto, è impensabile che uno scrittore così giovane possa rendere in modo adeguato alcune sfumature di quegli “adulti” del cui mondo è appena entrato a far parte.

Sono certa che l’esperienza renderà via via più profondi i futuri lavori di Mario, facendone dei sicuri successi editoriali.

Tornando a I Figli di Atlantide, voglio ribadire che i pregi di questo libro sono molti e assolutamente non trascurabili. Mario de Martino sa come intessere una trama intrigante e tenere alta l’attenzione del lettore, sa documentarsi, ha notevoli capacità linguistiche e (ultimo, ma non ultimo) possiede un talento che lo inserisce tra le più promettenti penne del panorama letterario italiano (non credo di esagerare, visto che, a soli 18 anni, ha dimostrato di saper passare con disinvoltura da un genere letterario all’altro).

Liberate allora la mente dai preconcetti e leggete questo romanzo, sapendo che giungerete ad un finale lasciato appositamente aperto dall’Autore e preparandovi a un seguito nel quale risiedono molte aspettative.

 

Booktrailer:

httpv://www.youtube.com/watch?v=SfeLn4C_OlQ

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