I fiori di sabbia di Corban Addison

Corban Addison

Corban Addison 34 anni, avvocato, vive a Charlottesville in Virginia, e da diversi anni si occupa di violazione dei diritti umani. In particolare, membro attivo della International Justice Mission, che lavora per garantire accesso alla legge e alla giustizia nei Paesi del Terzo Mondo. Il suo primo romanzo, L’altra metà del sole, pubblicato in Italia da Sperling & Kupfer, è stato un successo internazionale, sia di critica sia di pubblico.

Sito: Corban Addison

Pagina FB dell’autore: Corban Addison

I fiori di sabbiaTitolo: I fiori di sabbia 
Autore: Corban Addison (Traduttore: C. Brovelli)
Serie: //
Edito da: Sperling & Kupfer
Prezzo: 17,90 € oppure 9,99 € in formato ebook
Genere: Fiction, attualità
Pagine: 420 p.
Voto: 

Trama: A volte dalla sabbia del deserto nascono i fiori più belli. Zoe Fleming, figlia di un senatore del Congresso americano, ha seguito la passione per la giustizia e, anche se giovanissima, è già un avvocato di successo. Per lei, vivere in un mondo giusto è più di un sogno: è la sua ragione di vita. Per questo ha deciso di partire, e di mettersi al servizio di chi ha meno di tutti. Arriva così in Zambia, a Lusaka, per lavorare in un’associazione non profit che difende i diritti dei bambini. Qui, una notte, viene chiamata all’ospedale locale per occuparsi di una ragazzina vittima di una brutale violenza. È sotto shock e incapace di parlare. Come scoprirà Zoe, si chiama Kuyeya e, anche se ha solo quattordici anni, di cose ne ha già viste molte. Il suo sguardo è buio come un pozzo, svuotato dalla luce dei sogni. Zoe la prende sotto la sua protezione e decide di dare la caccia al colpevole. L’unico che ha il coraggio di seguirla nella sua indagine è Joseph, un poliziotto del luogo. Un angelo che vive tutti i giorni all’inferno. Insieme con lui Zoe condurrà la sua battaglia: fino a scoprire che il responsabile è qualcuno di molto potente, protetto dal governo corrotto del Paese. Ma nonostante questo la loro lotta non si ferma: perché quello che Zoe e Joseph vogliono più di tutto è far tornare il sorriso sulle labbra di Kuyeya.

Recensione
di RoRò

La prova del nostro progresso non sta nel dare ancora di più a chi ha già molto,
ma nel provvedere alle necesità indispensabili di chi vive nel bisogno

Zoe è un brillante avvocato dai natali illustri che, seguendo le orme della filantropica madre, abbandona le ricchezze e gli agi a cui, come figlia di un senatore che corre per la casa bianca, avrebbe diritto per dedicarsi alla lotta e alla salvaguardia dei diritti degli ultimi, dei disperati, dei dimenticati.
Per questo motivo Zoe Fleming decide di lasciare il suo paese e di stabilirsi in Zambia, dove collabora come avvocato per la CILA, un’organizzazione no profit che tutela i diritti dei minori. Con il ritmo e l’atmosfera di un incalzante legal-thriller questo romanzo ha avuto il grande pregio di essermi totalmente ignoto sia per la trama sia per l’autore. In effetti mi ci sono imbattuta casualmente per via della mia recente collaborazione al blog e sarò sincera non credo l’avrei preso in considerazione altrimenti, perché al momento sono distratta da un altro genere di letture.

Ebbene, il romanzo in sé non mi ha colpito per la prosa fluente e curata dell’autore, né per il delicato tema della profanazione infantile dilagante nella cultura dei paesi sud-africani, né tantomeno per il doloroso capitolo della diffusione dell’HIV, no, niente di tutto questo mi ha colpito tanto quanto il messaggio intrinseco che in sé il romanzo rappresenta: l’invito a non dimenticare, a non fluttuare nel lusso dell’indifferenza, a lottare per le cose giuste.

“I libri a volte sono possessivi, vero? Cammini in una libreria e un determinato libro ti salta incontro, come se si fosse spostato lì da solo, soltanto per attirare la tua attenzione. A volte quello che c’è dentro ti cambierà la vita, a volte non ci sarà neanche bisogno di leggerlo. A volte avere intorno un libro è semplicemente un conforto. [Giorni di zucchero, fragole e neve – Sarah A.Allen.].

Ed è esattamente questo ciò che ha fatto questo libro mi ha incontrato in un momento della mia vita in cui mi stavo già interrogando su cose che prima non vedevo sebbene fossero e sono ancora sotto agli occhi di tutti, oggi invece mi sento in comunione più di ieri con questioni che dovrebbero essere una preoccupazione di interesse collettivo proprio in virtù della nostra umanità. Non è forse questo lo scopo più bello di una storia? Quello di risvegliare le coscienze, stimolare la curiosità, invitare alla riflessione e alla conoscenza. Leggendo questo libro, superando la storia dei personaggi e l’intreccio della trama, ho imparato che in Zambia ci sono ancora milioni di persone che contraggono il virus dell’HIV e altrettante che muoiono di AIDS, che i casi di stupri contro le donne sono all’ordine del giorno, così come i casi di profanazione di minore; ho ricordato a me stessa che non bisogna smettere di lottare per ciò che è giusto, ho riscoperto che gli aiuti umanitari non sono una semplice carità a chi è meno fortunato ma un dovere di chi ha di più di riequilibrare le ingiustizie sociali in cui versa buona parte del mondo.

Gli uomini si prendono quello che vogliono,
e la colpa ricade su di noi. Succede in ogni parte del mondo.

Ho ricordato che il potere e la corruzione sono il male peggiore di una società ma sono la dannazione del singolo individuo. Per questo motivo sono riconoscente ad Corban Addison per aver scritto storie come questa che non si limitano ad essere una semplice denuncia ma sono soprattutto un invito a non dimenticare.

 

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