I fiumi di Londra di Ben Aaronovitch

Ben Aaronovitch

Ben Aaronovitch

Ben Aaronovitch è nato a Londra nel 1964. Sceneggiatore di serie televisive di grande successo in Inghilterra, come Dark Knight, Jupiter Moon, Casualty e Doctor Who, è autore di numerosi romanzi, tra cui una trilogia urban fantasy dedicata al detective mago Peter Grant, della quale I fiumi di Londra  costituisce il primo libro.

Sito dell’Autore: http://www.the-folly.com/

Serie I fiumi di Londra:

1. I fiumi di Londra, 2011
2. Moon over Soho, 2011
3. Whispers underground, 2012

 

Titolo: I fiumi di Londra
Autore: Ben Aaronovitch
Edito da: Fanucci editore
Collana: Tif Extra
Prezzo: 9,90 €
Genere: Narrativa
Pagine: 350 p.
Voto:

Trama: Peter Grant, un aspirante agente di polizia in attesa di accedere al famigerato Metropolitan Police Service di Londra, ha due preoccupazioni: evitare la prospettiva di un noioso lavoro d’ufficio e guadagnarsi i favori della vivace e spregiudicata collega Leslie May. Nel corso di un’inchiesta su un caso di omicidio, Peter riesce inspiegabilmente a ottenere la testimonianza di uno strano individuo, estremamente loquace ma decisamente morto, e a richiamare su di sé l’attenzione dell’enigmatico ispettore Thomas Nightingale, l’ultimo mago d’Inghilterra, capo di un’unità segreta della polizia dedicata alla magia e al soprannaturale. Peter possiede poteri magici, e deve mettere le proprie straordinarie abilità al servizio del bene comune. Aggirandosi tra covi di vampiri nei sobborghi londinesi, negoziando tregue tra le divinità del Tamigi, dissotterrando tombe a Covent Garden, Grant cercherà di governare lo spirito di ribellione della città e riportare, forse, l’ordine nel caos che domina Londra.

Recensione
di molly68

Leggo da così tanto tempo che ormai dovrei aver imparato a non fidarmi degli annunci roboanti che spesso accompagnano l’uscita di un libro. E invece ci ricasco sempre. Attratta da una bella copertina, da una trama intrigante e da un prezzo assolutamente invitante, ho deciso di comprare questo libro soprattutto per aver letto questa frase: “Un romanzo imperdibile per i fan di Neil Gaiman”.
Sperando dunque di ritrovare in questo romanzo le atmosfere che avevo adorato nel “gaimaniano” Nessun dove, ho iniziato a leggere nutrendo grandi aspettative.  Ecco dunque far capolino tra le pagine i vicoli bui, le fitte nebbie, i quartieri austeri e splendidi di Londra. Chi ci è stato, sa che nessuna città solletica l’immaginario come riesce a fare Londra (neanche Parigi, e non me ne vogliano gli amanti della Ville Lumiére), divenendo ambientazione perfetta per qualsiasi genere di romanzo.

Aaronovitch, dunque, sceglie una Londra dickensiana, fumosa e dark, per il suo racconto gotico… no, più poliziesco… o forse fantasy… Difficile catalogare questo libro: l’Autore, palesemente divertito nel giocare con antiche credenze popolari e location affascinanti, fa un pot-pourri di molti generi, mescolando abilmente poliziesco, urban fantasy, horror, gotico e quant’altro riusciate a elencare.
L’inizio è originale e avvincente. Un ritmo quasi televisivo (non dimentichiamo che Aaronovitch è sceneggiatore di fiction) scandisce gli eventi, mentre Londra si svela agli occhi del lettore in tutta la sua magnificenza, inesplicabile e misteriosa, percorsa da un fiume inaspettatamente “vivo”, che nel suo scorrere millenario è divenuto custode di segreti inconfessabili. Ma Londra è anche fatta di una suggestiva quotidianità, ed ecco che l’Autore ci fa familiarizzare con la vita delle forze dell’ordine, impegnate nella risoluzione degli strani casi di omicidio che stanno colpendo la città. In questo contesto, il giovane Peter Grant (io narrante del romanzo) scopre di possedere un grande potere e affronta un insolito apprendistato.

La trama, decisamente originale, sostenuta da uno stile scorrevole e godibile, da un ritmo incalzante e da un’atmosfera surreale, mostra inizialmente un grande potenziale ma, dopo i primi capitoli, purtroppo, la storia si “sgonfia”, proseguendo in modo molto meno brillante e perdendo gradualmente la capacità di tenere vivo l’interesse del lettore. Sembra quasi che a un certo punto l’Autore perda il controllo della storia che ha avviato, mentre sotto gli occhi disorientati del lettore si susseguono (quasi senza logica e con crescente confusione) brutali omicidi, aneddoti londinesi, addestramenti magici ed esseri soprannaturali di ogni genere (ce n’é davvero per tutti i gusti: fantasmi, zombie, vampiri, maghi e spiriti dei fiumi). 

Peccato per questo precipitare nel caos (accentuato anche da una revisione poco accurata che si lascia dietro parecchi refusi e da una traduzione spesso approssimativa), perché qua e là Aaronovitch lascia intravedere un pungente humor, molto inglese, e offre una buona caratterizzazione dei personaggi (in particolare quelli secondari, anche se il mio preferito è un non-umano, il piccolo e furbissimo terrier bianco e marrone, Toby).

Onestamente,  avrei evitato il paragone con Gaiman. Per il resto, attendo il secondo volume della serie per vedere come evolve.

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