I ricordi della casa sul lago di Rosie Thomas

Rosie Thomas

Capitan Salgari

Rosie Thomas è un’autrice best seller nel Regno Unito e in diversi Paesi europei. La sua grande passione per i viaggi e le escursioni l’hanno portata a scalare le Alpi e l’Himalaya, a trascorrere un periodo in una stazione di ricerca in Antartide e a percorrere l’antichissima Via della seta. Attualmente vive a Londra.

Sitohttp://www.harpercollins.co.uk/Authors/6539/rosie-thomas

 

Il Corsaro NeroTitoloI ricordi della casa sul lago
Autore: Rosie Thomas (Traduttore: T. Spagnoli)
Serie: //
Edito da: Leggereditore (Collana: Narrativa)
Prezzo: 14,00 € 
Genere:  Narrativa
Pagine: 480 p.
Votohttp://i249.photobucket.com/albums/gg203/nasreen4444/SognandoLeggendo/5Astelle.png
   

Trama: Un segreto di famiglia nascosto fra le pieghe di uno scialle di ineffabile bellezza. Una foto ingiallita dal tempo che ritrae quattro donne e le unisce con un filo invisibile. Un viaggio che cambierà la vita di Mair per sempre. Il richiamo di una terra lontana, e nulla sarà più come prima. Al di là dell’oceano, in uno spazio in cui i confini del tempo si perdono, c’è la valle del Kashmir, con i suoi volti e i suoi colori, le sue storie e la speranza di una nuova vita. Per scoprire la verità, Mair dovrà tessere i fili di una storia troppo a lungo taciuta, facendone riaffiorare il finale perduto. Un romanzo che intreccia due generazioni di donne, superando i limiti dello spazio e del tempo, per restituire al lettore un affresco esotico, avventuroso e indimenticabile di una terra magica.

Recensione
di Talia

Nel Kashmir, maggio era il mese più bello di tutti. I mandorli, i meli e i ciliegi erano in fiore e i petali caduti soffiavano nella brezza come se fossero l’antitesi della neve. […]. Rainer baciò due volte sulle guance Caroline e Myrtle, poi sollevò la mano di Nerys e la toccò delicatamente con le labbra. Lei arrossì per quell’improvvisa tenerezza. “Sono venuto per portare via Nerys” annunciò. “È un ottima giornata per fare un picnic ai Giardini Shalimar”.
“Andate allora” disse Myrtle, facendo un cenno con la mano. “Caroline e io prenderemo il tè, e magari ci faremo un cocktail o due al club”.
“Non vorreste farmi provare il mio nuovo giocattolino, prima?”. Rainer aveva portato con se una nuova macchina fotografica, un’elaborata Leica completa di treppiedi e di una serie di obiettivi. La tolse dalla custodia di cuoio marrone e armeggiò per prepararla. Poi indicò un angolo della veranda incorniciato dal baldacchino di legno intagliato. “Sedetevi lì, prego, con il lago alle spalle”.
“Come volete voi, signor Stamm”.
Myrtle si mise in mezzo, nel posto che le era più congeniale, sollevò il mento e guardò dritta nell’obiettivo. Caroline si sedette accanto a lei, sorridente ma con lo sguardo sulle altre due, in attesa di un suggerimento. Lei e Nerys passarono un braccio attorno alla vita di Myrtle.
“È molto carina. Chiamerò questo ritratto Estate nel Giardino dell’Eden”.

I ricordi della casa sul lago è un libro magnifico, una storia che trascende il tempo, che parla d’amore, di amicizia, di coraggio e di fiducia. Una trama veramente eccezionale in cui la vita di tre giovani donne si intreccia profondamente legata dai travolgenti eventi del destino.

Parallelamente alla loro storia, sviluppatasi in India durante la seconda guerra mondiale, al giorno d’oggi incontriamo Mair, la nipote di Nerys. Alla morte del padre, Mair trova nella sua vecchia casa un bellissimo scialle di lana appartenuto alla nonna, talmente luminoso da sembrare che fluttuasse in aria. Conservato all’interno dello scialle vi è una ciocca di capelli castano scuro con dei riflessi ramati. Mair rimane così incantata dal complicato motivo floreale dello scialle e dai colori meravigliosi e vivi, da chiedersi come mai sua nonna, la moglie di un missionario gallese, fosse in possesso di una tale e costosa meraviglia. Sua madre Gwen era morta quando Mair era ancora piccola, e con lei era andata perduta anche anche la parte di storia legata ai suoi nonni. Improvvisamente si rende conto che vuole saperne di più e, spinta anche dai suoi fratelli, che credono che sia un buon modo per superare il lutto del padre, decide di partire per l’india e di recarsi nelle zone della vecchia missione di sua nonna, alla ricerca di informazioni che possano ricostruirne la storia.

Inizia così il viaggio che la condurrà in posti sempre nuovi, partendo da Changthang, l’odierno confine con la Cina, a est di Leh, nel Ladakh, dove risiede il gompa (monastero tibetano) più antico, a Kargil, il passo che unisce la valle della lana con quella del Kashmir ed infine a Srinagar. Durante il suo viaggio conosce i Beker, una famiglia svizzera con la quale decide di proseguire il suo viaggio fino a quando, saranno costretti a tornare in dietro per cause maggiori. Attraverso gli occhi di Mair, possiamo vedere quello che vide Nerys 50 anni prima e il profondo cambiamento sia economico che culturale a cui è stata soggetta l’India nel corso degli anni.

Tornando alle nostre protagoniste, non posso fare a meno di notare caratteristiche nel loro modo di essere che saltano subito agli occhi: Myrtle è una donna forte, il prototipo della donna moderna, ancora prima della nascita del femminismo. Tuttavia è anche una moglie ed un’amante e non esita a mettere davanti ai suoi bisogni quelli del marito. Il destino la metterà a dura prova. Caroline, invece, è la moglie di un ufficiale inglese in trasferta in India. Caratterialmente è agli antipodi di Myrtle: debole, con poca forza di volontà, sempre in balia degli eventi. Purtroppo le sue avventure non faranno altro che nuocerle.

Nerys è una donna concreta, riservata, con tanta voglia di vivere e di fare. Come Myrtle, che lei considera la sua migliore amica, non si arrende facilmente e soprattutto non perde mai di vista quello che è e i suoi obiettivi. Quando si trasferisce a Srinagar non si lascia corrompere dal mondo di sfarzo e lusso che è una caratteristica prepotente del posto, ma accoglie i cambiamenti a cuore aperto, senza aspettarsi niente in più. Mair non è mai stata una donna legata alla sua famiglia. Al contrario della nonna Nerys, non appena ha potuto allontanarsi da casa per vedere il mondo, l’ha fatto. Tuttavia si sa che non si possono ritrovare delle cose se prima non le si perdono. In India capirà quanto invece è legata ai luoghi della sua infanzia, e solo ora che ha perso il padre ne sentirà per la prima volta la mancanza reale.

Consiglierei questo libro a chiunque. È un po’ lunghino (all’incirca 500 pagine) ma è scritto con il cuore. Una storia meravigliosa, dal finale dolceamaro che mette insieme i pezzi di un puzzle che nessuno risolve da più di 40 anni, lasciandosi dietro una velata scia di malinconia. La Leggereditore ci regala un capolavoro di stile e di accuratezza dei dettagli, dalla copertina all’impostazione delle pagine. A noi non resta che il gusto di leggere.

Booktrailer

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Una replica a “I ricordi della casa sul lago di Rosie Thomas”

  1. Mariateresa ha detto:

    L'ho letto durante le vacanze, all'inizio l'ho trovato un pò lento tant'è che a metà l'ho mollato, ho divorato estasi eterna giusto per cambiare genere, e l'ho ripreso finendolo tutto d'un fiato. Alla fine mi è piaciuto e sono stata contenta di averlo letto però mi ha messo un pò di tristezza…forse come lettura sotto l'ombrellone non era l'ideale…

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