I tre moschettieri. Il film

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I tre moschettieri

Titolo: I tre moschettieri
Regia:  Paul W.S. Andarson
Sceneggiatura:
Andrew Davies, Alex Litvak
Genere
: Avvenutura
Durata: 102 minuti
Interpreti: Logan Lerman: D’Artagnan
Milla Jovovich: Milady De Winter
Orlando Bloom: Duca di Buckingham
Cristoph Waltz: Cardinale Richelieu
Matthew McFadyen: Athos
Ray Stevenson: Porthos
Luke Evans: Aramis

Nelle sale italiane dal: 14 ottobre 2011
Voto:

Trailer:  https://www.youtube.com/watch?v=U1HO-790PDE

 

Trama: Rivisitazione abbastanza libera dell’arcinoto romanzo di Alexandre Dumas. Vengono mantenuti i momenti portanti dell’azione, anche se molti personaggi ed episodi sono stravolti per convolare ad un finale edificante.

Recensione
di Jacopo Giunchi

Ennesima trasposizione cinematografica del romanzo di cui nessuno, francamente, sentiva il bisogno; tra i molti “I tre moschettieri” e i suoi seguiti, nonchè i vari “La maschera di ferro“, D’Artagnan e compari sono stati proposti  innumerevoli volte al cinema, sin dalle origini.

Una produzione tedesca questa, allestita con divi dal sicuro richiamo (la Jovovich, Bloom), infarcita di riferimenti intertestual al cinema passato e contemporaneo, e combattimenti coreografici che tentano un “cappa e spada post-moderno”, il tutto ovviamente in 3D. Il film è diretto con narrazione e tecnica molto eterogenei, un grosso pasticcio dove si mescolano quadretti composti, inquadrature misticheggianti, combattimenti folli, musiche trionfali, transizioni e titoli di testa che volano su una mappa (alla LOTR e GOT, per intenderci), e molto, molto altro, ma non amalgamato bene.

Il gusto marcato per la contaminazione, ovviamente, non manca di interessare anche i contenuti diegetici: vedremo moschettieri-ninja avventurarsi in ricerche archeologiche alla Dan Brown, nobildonne seicentesche tramutarsi in spie alla “Mission Impossible“, che superano con acrobazie ragnatele di fili per rubare diamanti, oltre all’introduzione di navi volanti che fanno quasi pensare a una deriva steam-punk. La storia rimane abbastanza fedele fino a un certo punto, per poi deragliare apertamente una volta arrivati a palazzo; i moschettieri sono presentati come nel piatto immaginario collettivo (non poteva essere altrimenti). Fatta eccezione per una sfumatura romantica di Athos, Milady è qui un personaggio ambiguo (anche psicologicamente), la regina Anna è completamente riabilitata come vittima innocente del complotto e Bukingham diviene un villain tot-court. Il re e Richelieu sono proposti semplicemente come due puri idioti.

Fotografia ovvia e anonima, effetti speciali tutto sommato buoni, con uso parsimonioso ma pregevole della computer grafica (specialmente i combattimenti e gli schianti delle navi volanti sono molto riusciti). Scelte interessanti vengono fatte sul montaggio e le scenografie, ma nulla di non visto e stravisto, e come già detto, il film mescola un po’ troppe soluzioni con un risultato finale che definirei cacofonico. La sceneggiatura lascia molto a desiderare, con battute spesso smargiasse e fuori luogo, specie durante i duelli. La verosimiglianza storica non può nemmeno essere presa in esame.

Le spade che mulinano, spesso in delle navi (volanti), sostenute da una musica avvincente, ricordano molto da vicino lo stile utilizzato nella saga de “I pirati dei Caraibi“, sensazione rafforzata dalla presenza di Orlando Bloom (ma non è certo lui l’attore che ha fatto la fortuna della saga), riproponendo un azione spettacolare romanticamente enfatizzata che tanto successo ebbe nei primi anni 2000, ma che ha già stancato all’interno degli stessi film pirateschi.

Sicuramente un film di puro intrattenimento, molto movimentato e che non annoia di sicuro, ma dà la sensazione di stare consumando spazzatura, un po’ come quando si mangia al McDonald. Sicuramente ha il merito di aver svecchiato il soggetto proponendolo in una variante nuova e audace, ma benchè il regista si sia preoccupato di incontrare il gusto del pubblico odierno, lo ha fatto in maniera decisamente caotica e pasticciata, prendendo spunti qua e là da film e serie di successo.

Filmetto buono forse per passare un fine serata senza pretese con i bambini, o per chi vuole rivivere le gesta di D’Artagnan in una veste nuova, ma ahimé, i più storceranno il naso. Pasticciato.

 

Jacopo Giunchi

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