Il club dei suicidi di Albert Borris

Il club dei suicidi

di Albert Borris

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Titolo: Il club dei suicidi
Autore: Albert Borris
Edito da: Giunti Editore
Prezzo: € 9.90 cartaceo
Genere: Romanzo
Pagine: 304

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Trama: Sul sedile posteriore della macchina il timido protagonista Owen ripensa ai suoi sette tentativi di suicidio fallito. Così inizia “Crash into me”, un romanzo on the road, il viaggio strampalato della strana compagnia dei “Suicide Dogs”, quattro teenagers legati da un patto di morte. Dopo essersi conosciuti in una chat per aspiranti suicidi, i ragazzi decidono di partire dal New Jersey e attraversare il paese in un pellegrinaggio che toccherà le tombe di alcune celebrità che si sono tolte la vita, dalla poetessa Anne Sexton, prima tappa a Boston, a Kurt Cobain, passando per Judy Garland, Ernest Hemingway e Hunter S. Thompson. Un rituale che dovrebbe preludere al loro stesso suicidio. Scenario drammatico per il traguardo: la Death Valley.

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Recensioneùdi Claudy

Albert Borris sa come parlare di temi spinosi quali il suicidio o le dipendenze: lo fa con semplicità e immediatezza in questo libro, raccontando la storia di quattro adolescenti che intraprendono un viaggio attraverso l’America per visitare le tombe dei grandi personaggi della storia che si sono suicidati. Hanno stretto un patto scellerato: alla fine del viaggio si toglieranno la vita anche loro.

Il viaggio è qui un vero e proprio percorso formativo: i quattro ragazzi, conosciutisi sul web, imparano a volersi bene, ad ascoltarsi, ad aiutarsi. Diventano amici.

La voce narrante è quella di Owen, il ragazzo che ha vissuto il dramma più grande. Attraverso il suo racconto conosciamo anche gli altri tre protagonisti e le loro storie.

I quattro ragazzi non sono ribelli o delinquenti, sono quattro anime ferite, sole, con alle spalle famiglie mezze distrutte o poco attente. Fondano un club di aspiranti suicidi, hanno anche già provato “a farla finita”, ma hanno fallito.

Ora vogliono onorare le tombe di chi invece è riuscito nell’intento, per una forma di simpatia e di comprensione del gesto, a volte addirittura di venerazione.

Si tratta di un libro per adolescenti, utile per capire che a volte basta poco per riacquistare fiducia nella vita e nelle proprie risorse; il messaggio è molto positivo: la vita vale la pena di essere vissuta, tutti soffriamo, tutti subiamo sconfitte e delusioni. Ma là fuori c’è anche tanto di buono.

Il viaggio stesso offre ai protagonisti l’opportunità di assaggiare la bellezza del mondo che li circonda. Viaggiare in gruppo fa bene, i momenti di confronto sono molteplici, si vedono luoghi e si conoscono persone. E tutto quello che si incontra lascia un segno dentro di noi, arricchendoci.

Owen e gli altri realizzano che esiste qualcosa per cui vale la pena lottare: imparano prima di tutto a voler bene agli altri, si preoccupano per i loro compagni di viaggio prima che di sé stessi.

Non è un libro difficile, scorre via veloce, ci sono molti dialoghi, le frasi sono brevi ed è quasi privo di descrizioni dettagliate. Resta un libro interessante, forse un po’ troppo lontano dai miei gusti attuali, ma che ai giovani lettori può senz’altro offrire ottimi spunti di riflessione.

VOTO:

 
Albert Borris: Albert Borris ha seguito i leopardi della neve sull’Himalaya, ha attravresato l’Islanda con uno zaino in spalla, ha affrontato le Ultra Maratone in Georgia, ma la sua preferita avventura quotidiana è quella di confrontarsi con il mondo degli adolescenti. In qualità di insegnante e consulente, prepara seminari sulla prevenzione del suicidio e sui problemi di dipendenza dalle droghe.
By Claudy

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