Il Gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach

Il gabbiano Jonathan Livingston

di Richard Bach

 

TitoloIl gabbiano Jonathan Livingston
Autore: Richard Bach
Edito da: Biblioteca Univ. Rizzoli
Prezzo: 7,50€
Genere: fiaba/romanzo breve
Pagine: 105

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Trama: Jonathan Livingston è un gabbiano che abbandona la massa dei comuni gabbiani per i quali volare non è che un semplice e goffo mezzo per procurarsi il cibo e impara a eseguire il volo come atto di perizia e intelligenza, fonte di perfezione e di gioia. Diventa così un simbolo, la guida ideale di chi ha la forza di ubbidire alla propria legge interiore; di chi prova un piacere particolare nel far bene le cose a cui si dedica. E con Jonathan il lettore viene trascinato in un’entusiasmante avventura di volo, di aria pura, di libertà.

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Recensioneùdi AuriCrem

Presi in mano questo volumetto per staccare da un’interminabile saga che mi sta tuttora divorando, lo lessi in un pomeriggio, le 105 pagine comprese di parecchie illustrazioni sono in realtà 38 pagine di lettura. Il libro ormai stantio dagli anni di stazionamento nella libreria dei miei genitori e poi solo di recente ereditato da me.

Non sapevo bene cosa aspettarmi, divisa fra mia madre che lo elogiava e qualche recensione online che lo definiva mediocre. Essendo io molto superficiale e perciò giudicando spesso e volentieri un libro non tanto dalla copertina quanto dal numero di pagine non mi aspettavo nulla di spettacolare, nonostante i pochi libri brevi da me letti si siano spesso dimostrati molto meglio di ciò che mi aspettassi, meglio addirittura di saghe da 2000 pagine (vedi 50 sfumature, che Dio ce ne scampi!).

“Ma dì un po’, come fai ad amare una tale marmaglia di uccelli che ha tentato addirittura d’ammazzarti?”
“Oh, Fletch, non è mica per questo che li ami! È chiaro che non ami la cattiveria e l’odio, questo no. Ma bisogna esercitarsi a discernere il vero gabbiano, a vedere la bontà che c’è in ognuno, e aiutarli a scoprirla da se stessi, in se stessi. È questo che intendo io per amore.”

Per venire al sodo, c’è poco da dire riguardo al libro, il racconto è originale, apre gli orizzonti, ci immedesimiamo subito nel nostro piccolo amico pennuto Jonathan che protende le sue sagge membra verso una perfezione ed una libertà quasi utopistiche. Così tenace e così perseverante da divenire prima allievo e poi maestro di vita e poi addirittura forgiatore del futuro maestro.

Il racconto in sé ha dell’impossibile, letto con gli occhi di un bambino è un libro stupido, privo di senso. Letto con gli occhi di un adulto è una lettura toccante, che ci lascia con una malinconia mista a speranza, un futuro migliore ci attende se noi lo cerchiamo con la consapevolezza che noi possiamo forgiarci fra i venti del mondo, senza contrastare la corrente ma cavalcandola, senza ricercare la vendetta nelle vite di chi ci ha spinto giù ma aiutando loro a sollevarsi dalla bassezza del loro piedistallo fatto di minute piccolezze.

Non dar retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi. Gli occhi vedono solo ciò che è limitato. Guarda col tuo intelletto, e scopri quello che conosci già, allora imparerai come si vola.

La biografia di Bach su Wikipedia (sempre fidata amica) ci racconta come per lui il volo sia stata una costante nella sua vita, un mestiere e poi addirittura una metafora di vita, la rappresentazione in terra di una perfezione da noi non raggiungibile. Ma non è questo ciò su cui ci invita a ragionare Bach; lui ci invita a credere che tramite l’amore incondizionato, tramite il sacrificio, tramite l’altruismo e la condivisione del sapere come una rete universale che attraversa le menti e i cuori di ogni singolo individuo e che perciò ci lega indissolubilmente, ecco tramite tutto ciò noi possiamo aspirare a un livello più alto dell’esistenza, un’esistenza fatta di obbiettivi superati e obbiettivi ancora da realizzare, record e migliorie, possiamo aspirare ad una vita che sempre più si avvicina alla perfezione non solo del singolo ma in armonia con chi ci sta intorno, e pur non apprezzandoci noi saremo disposti a tendergli una mano non per farlo arrancare nel baratro, non per farlo correre dietro di noi ma per farlo camminare a fianco a noi, al nostro stesso passo, insieme.

D’ora in poi vivere qui sarà più vario e interessante…
Noi avremo una nuova ragione di vita.
Ci solleveremo dalle tenebre dell’ignoranza, ci accorgeremo di essere creature di grande intelligenza e abilità.
Saremo liberi!
Impareremo a volare!

Un libro per tutti, direi non per i più piccoli per il semplice fatto che la metafora è profonda e va colta nella sua interezza da una mente meno dispersiva e fragile di quella di un bambino. Lettura da un pomeriggio uggioso o da notte insonne, più frettolosa come la mia oppure più approfondita come un lettore migliore di me saprebbe fare.

Voto

 

 

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Richard David Bach: è uno scrittore statunitense nato nel 1936. Ha ottenuto un’ampia popolarità a livello internazionale, a partire dagli anni settanta con la pubblicazione de Il gabbiano Jonathan Livingston e altre opere letterarie. Attualmente vive e lavora a Seattle. Nato come pilota dell’aviazione (anche acrobatico), divenne poi scrittore di manuali tecnici e infine si dedicò alla narrativa. Dai suoi 3 matrimoni sono nati ben 6 figli.

 

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