Il Giardino delle Parole. Il film

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Il Giardino delle Parole

 

Titolo: Il Giardino delle Parole
Regia: Makoto Shinkai
Sceneggiatura: Makoto Shinkai
Musiche: Daisuke Kashiwa
Genere: Animazione, Drammatico
Durata: 46 minuti

Anno: 2013

GiardinoParole

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Recensioneù di Grove

 

Durante tutto il mese di giugno e parte di luglio in Giappone si parla di stagione delle piogge. Quasi ininterrottamente cade acqua dal cielo, alternandosi in giorni di pioggerella inglese e giorni di diluvio epocale. Un clima molto particolare che non può non ispirare alcuni cineasti, che TGoW2irrimediabilmente si trovano ad ambientare le loro storie in questo periodo dell’anno, primo fra tutti Shinya Tsukamoto con il suo capolavoro: “A Snake of June”.

Anche la storia de “Il Giardino delle Parole” inizia in una giornata di giugno e il rumore della pioggia percepibile già dalla schermata nera dei titoli di testa ci accompagnerà per tutta la durata di questo mediometraggio animato. Cullati dalla splendida colonna sonora di Daisuke Kashiwa, da effetti sonori veramente ben curati e da un’incredibile computer grafica, il regista Makoto Shinkai ci proietta mentalmente e sensorialmente in un magico parco cittadino, luogo di incontro dei due protagonisti della storia. Takao, studente di quindici anni apprendista calzolaio che sogna di diventare uno stilista, e Yukino, donna misteriosa di ventisette anni che, come Takao, preferisce rifugiarsi sotto al gazebo nel bel mezzo del parco durante le mattinate piovose, piuttosto che affrontare la quotidianità.

Paolo Giordano parlava di numeri primi, di anime sole tormentate da motivi diversi che si vengono ad incontrare in un unico punto delTGoW1lo spazio e del tempo, ma che pur sentendosi toccare reciprocamente finiscono per rimanere due linee parallele. Anche qui si parla di mondi contrapposti e allo stesso tempo così vicini tra loro, l’adolescenza e l’età adulta. Yukino in un certo momento della storia ammette di non sentirsi più matura di quando aveva quindici anni, schiacciata dalle sfide della vita, e per Takao quella stessa donna rappresenta il mistero stesso del mondo, mondo che non può ancora comprendere. Per quasi tutta la durata dell’OAV Takao viene posto più in basso nell’inquadratura rispetto a Yukino, come a simboleggiare l’età ma soprattutto la distanza quasi incolmabile tra i due. Ma come ogni dolore che solo la presenza dell’Altro è in grado di curare, le ferite di ognuno possono essere ricucite per dare spazio a nuove sensazioni.

La pioggia, che allontana la gente dai luoghi aperti, diviene la condizione desiderata dai due protagonisti, la scusa per incontrarsi in quel gazebo, luogo ameno in grado di ridare magicamente volto al “non detto”. Il sentimento TGoW3nasce spontaneo, giorno dopo giorno coinvolgendoci in maniera naturale in tutta la sua semplicità, mentre la trama si dipanerà nei quarantasei minuti messi a disposizione dal regista, svelandoci a mano a mano i suoi particolari per poi mostrarsi in tutto il suo splendore nel finale volutamente dolceamaro. “Il Giardino delle Parole” diviene così solamente un istante nel tempo, capace di promesse nel presente e in grado di alimentare la nostra capacità di sognare un futuro. Pura poesia.

Vincitore di molti riconoscimenti tra cui il prestigioso primo premio della sezione AniMovie del Festival del Cinema d’Animazione di Stoccarda, “The Garden Of Words” purtroppo ha visto (alcune del)le nostre sale solo il 21 maggio del 2014 ed è ora disponibile solo su dvd. Un anime da non perdere, che per le sue particolarità e per la sua durata è ahimè finito col passare in sordina nel Bel Paese. Consiglio per la visione delle belle cuffie, uno schermo HD e un bel sottotitolato in italiano con lingua originale per godersi appieno questa perla del cinema d’animazione asiatico.

 

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~ Grove.

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