Il lato positivo. Il Film

cinemamania

Il lato positivo – Silver Linings Playbook

Titolo: Il lato positivo – Silver Linings Playbook

Regia: David O. Russel
Sceneggiatura:
David O. Russel
Genere
: Commedia
Durata: 122 minuti
Interpreti: Bradley Cooper: Pat
Jennifer Lawrence: Tiffany
Robert DeNiro: Pat Senior
Chris Tucker: Danny
Julia Stiles: Veronica
Jhon ortiz: Ronnie
Paul Herman. Randy

Nelle sale italiane dal: 07 Marzo 2013
Voto:

Trailer italiano HD

 

Trama: Trattamento del romanzo di Matthew Quick “L’orlo argenteo delle nuvole”. Pat, dopo essere uscito da una clinica psichiatrica, è deciso a riprendere il controllo della sua vita e a riconquistare la moglie, ma il suo disturbo bipolare sembra condannarlo a fallire nei suoi propositi. L’incontro con Tiffany cambierà tutto e porterà Pat a vivere in una prospettiva diversa.

Recensione
di Jacopo Giunchi

Ero molto indeciso sul genere con cui taggare questo film. La sua struttura, infatti, è uno schema tipico della commedia romantica (l’amore sboccia mentre lei aiuta lui a conquistare un’altra), ma il film può essere accostato al dramma psico(pato)logico per la condizione disturbata dei protagonisti, tema molto delicato e rischioso da trattare, che preclude alla base qualsiasi pretesa di leggerezza.

Tiffany e Pat hanno subito forti traumi che hanno lasciato profonde cicatrici nella loro psiche e non riescono a farsi comprendere appieno dai personaggi “normali”, dal pubblico e neanche tra loro due, finendo inevitabilmente per essere etichettati come “squinternati”, quasi dei pariah da evitare o trattare con sussiego. Non sono casi di follia estraneante, ma disturbi molto comuni con cui molti hanno a che fare tutti i giorni; i due sono in grado di stare in mezzo alla gente e si rendono conto del loro stato; possono ambire a una vita “normale”, ma c’è una parte di loro che non controllano che, a volte, emerge compromettendo il loro sforzo di ricostruire un esistenza equilibrata.

È prorpio la loro condizione di emarginati che accomuna i due protagonisti e fornisce le basi per cominciare un rapporto: entrambi hanno perso il loro matrimonio, sono trattati con sufficienza dalle rispettive famiglie, non sopportano i dottori e gli psicofarmaci e sentono il bisogno di esternare verità considerate inopportune dai più. Senza questo punto d’incontro, nonostante la forte attrazione che si instaura al primo sguardo, i loro caratteri non potrebbero mai convivere: lui ossessionato dal miraggio di riconquistare l’ex-moglie, lei smarrita in un susseguirsi di squallidi rapporti sessuali. Questa unione viene inoltre incoraggiata inizialmente dai familiari e dai medici, quasi a voler formare e mettere in quarantena la coppia di “squinternati”.

 L’indagine sulla malattia mentale viene a un certo punto smorzata e abbandonata per lasciare spazio alla love story. Pat, infatti, si rende presto conto che per raggiungere i suoi scopi deve prendere le sue medicine e da quel momento il suo disturbo si manifesta in maniera marginale e sporadica. Chiaramente il film perde molto spessore e rientra pienamente nei binari della commedia romantica, con tanto di balletto finale; peccato perché c’erano tutte le premesse (in primis l’ottima interpretazione degli attori) per sviscerare a fondo un argomento di largo interesse poco trattato dal cinema; per chi volesse vedere una pellicola che parla più a fondo del tema, suggerisco l’ottimo “The soulist”, di J. Wright.

Jennifer Lawrence, la coraggiosa cacciatrice di “Hunger games”, incanta tutti con la sua eccellente performance, che le vale Oscar e Golden Globe, facendo sicuramente impennare le sue quotazioni. La psiche turbata del personaggio le dà la possibilità di mostrare tutta la sua ecletticità nel rendere un’ampia gamma di stati d’animo; le sue espressioni ferme che lasciano trapelare, con movimenti appena percettibili, un malcelato tumulto interiore, la sua conturbante e sinuosa sensualità, la sua voce, che riesce a trasmettere orgoglio e fragilità allo stesso tempo, rivelano il grande talento della giovane attrice (22 anni), che se la cava egregiamente anche nel ballo. Notevole anche Bradley Cooper, che si sta ormai affrancando dall’etichetta di attore comico grazie ai suoi ultimi ruoli. Il personaggio di Pat è sicuramente molto impegnativo in quanto affetto da un disturbo bipolare che varia d’intensità in diversi momenti della storia: l’interpretazione di Cooper è molto convincente e riesce anche a far sorridere con le occasionali battute che il suo personaggio, ignaro dell’effetto umoristico, pronuncia. Robert DeNiro pare essere messo lì giusto perché è Robert DeNiro; non era assolutamente necessario scomodare il leggendario attore per la parte di Pat Senior e, anzi, le sue espressioni e le sue movenze, ormai scolpite nell’immaginario collettivo, rendono le scene artefatte.

Il padre di Pat e molti altri personaggi minori sono presentati spesso come infelici, conformisti, affetti da piccole manie e incapaci di dare sfogo alle loro pulsioni. Pat Senior è uno scommettitore compulsivo, violento, fissato con il football e tutta una serie di rituali scaramantici con i quali crede di poter influenzare l’esito delle partite; Ronnie, il migliore amico di Pat, si sente soffocato dalla sua nuova condizione di padre di famiglia:  oberato di lavoro e tenuto al guinzaglio dalla moglie, si sfoga di nascosto nel garage ascoltando musica heavy metal. Il testo suggerisce che ognuno ha il proprio personale disturbo mentale, che viene però accettato dalla società finché non disturba il quieto vivere e soprattutto finché consente di continuare a lavorare e fare soldi. I protagonisti, giudicati malati dal resto della comunità, riescono invece a vedere una realtà nascosta agli occhi dei “normali”, che vivono nel timore di apparire “anormali”. Sono liberi dai vincoli formali che attanagliano gli altri e non hanno paura di trasgredire alle norme comportamentali per esprimere il loro mondo interiore.

Il film è ambientato quasi esclusivamente in un piccolo quartiere della Pennsylvania. La strada diventa luogo metaforico del continuo rincorrersi di Tiffany e Pat, che inseguono alacremente i rispettivi  sogni di serenità circondati dalle placide e monotone villette a schiera. Il ritmo del film è inizialmente veloce e frammentato per allinearsi allo stato mentale di Pat, in seguito si distende progressivamente per adeguarsi al crescente romanticismo della storia. Anche questa soluzione rappresenta il risvolto registico di un film caratterizzato da una duplice natura dove coesistono commedia e fenomenologia della psiche, una natura che definirei bipolare.

Un film su di un best seller contemporaneo, che ci regala un’edificante storia d’amore senza trascurare contenuti seri, con il risultato di essere allo stesso tempo leggero e impegnativo. Consigliato.

Jacopo Giunchi

Lascia un commento

0 risposte a “Il lato positivo. Il Film”

  1. […] della rivolta sociale. Ovviamente torna la Lawrence, che nel frattempo ha guadagnato un Oscar per “Il lato positivo”, e Josh Hutcherson nei panni di Peeta. Rimangono anche Woody Harrelson e Donald Sutherland, come si […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi