Il linguaggio segreto dei fiori di Vanessa Diffenbaugh

Il linguaggio segreto dei fiori

di Vanessa Diffenbaugh

 

TitoloIl linguaggio segreto dei fiori
Autore: Vanessa Diffenbaugh
Edito da: Garzanti
Prezzo: 9,90€
Pagine: 359

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Trama: Victoria ha paura del contatto fisico. Ha paura delle parole, le sue e quelle degli altri. Soprattutto, ha paura di amare e lasciarsi amare. C’è solo un posto in cui tutte le sue paure sfumano nel silenzio e nella pace: è il suo giardino segreto nel parco pubblico di Portero Hill, a San Francisco. I fiori, che ha piantato lei stessa in questo angolo sconosciuto della città, sono la sua casa. Il suo rifugio. La sua voce. È attraverso il loro linguaggio che Victoria comunica le sue emozioni più profonde. La lavanda per la diffidenza, il cardo per la misantropia, la rosa bianca per la solitudine. Perché Victoria non ha avuto una vita facile. Abbandonata in culla, ha passato l’infanzia saltando da una famiglia adottiva a un’altra. Fino all’incontro, drammatico e sconvolgente, con Elizabeth, l’unica vera madre che abbia mai avuto, la donna che le ha insegnato il linguaggio segreto dei fiori. E adesso, è proprio grazie a questo magico dono che Victoria ha preso in mano la sua vita: ha diciotto anni ormai, e lavora come fioraia. I suoi fiori sono tra i più richiesti della città, regalano la felicità e curano l’anima. Ma Victoria non ha ancora trovato il fiore in grado di rimarginare la sua ferita. Perché il suo cuore si porta dietro una colpa segreta. L’unico capace di estirparla è Grant, un ragazzo misterioso che sembra sapere tutto di lei. Solo lui può levare quel peso dal cuore di Victoria, come spine strappate a uno stelo. Solo lui può prendersi cura delle sue radici invisibili.

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Recensioneùdi AuriCrem

Devo ammettere che sono rimasta piacevolmente sorpresa da questa storia di per sé originale. Il modo in cui viene affrontata una tematica così toccante e fragile come la condizione di orfano è così dolce e gentile, come una carezza in punta di dita.

Dalla trama descritta da Amazon pare quasi che il libro giri intorno a questa particolarissima storia di amore che però non catalizza così tanto l’attenzione. In realtà è proprio Victoria in sé ad essere interessante, puramente e semplicemente interessante, perché è una donna insicura, una donna chiusa, una donna che però avrebbe dentro un mondo sconfinato di sensazioni che tira fuori solo quando è fra i suoi fiori.

Victoria è orfana, sballottata da una famiglia all’altra trova una parvenza di famiglia in Elizabeth che la accudisce e la ama trattandola come una figlia, ma dalla quale verrà separata. Victoria è una donna che non ama le responsabilità, non ama il contatto fisico né i legami, non si fida della vita stessa io credo, talmente tanto è stata maltrattata da questa vita crudele. Victoria ama solo i suoi fiori, che la stessa Elizabeth le ha insegnato a capire, può accettare un dovere solo se è nei confronti dei suoi amati fiori e così incontra Renata, che diventerà la sua datrice di lavoro, se così vogliamo chiamarla.

La storia ci racconta che, una volta maggiorenne, a Victoria viene concessa una stanza in una casa da condividere con altre ragazze che purtroppo hanno subito le stesse angherie dalla vita e siccome sono tutte orfane devono trovare un lavoro per pagare l’affitto, ma Victoria, senza scomporsi, decide di andare a vivere immersa nella natura, nel parco di fronte casa: niente lavoro, niente affitto ma anche niente cibo! Questo diventa presto un problema per lei e, nella disperazione data dalla fame, incontra Renata, la possidente del negozio di fiori sotto casa che le darà presto un lavoro. Così nasce un buon rapporto fra il materno e l’amichevole che indirizzerà Victoria per molti mesi ad andare verso la retta via, la sua vita diventerà sempre più normale ma l’incontro con Grant ribalterà nuovamente la situazione, rigettando la vita di Victoria nella zuffa più clamorosa della storia: l’amore.

È un libro profondamente coinvolgente, più a livello emotivo che non d’azione (anche se in certi punti alcuni fatti ci faranno battere il cuore oltre che le sensazioni!). Lo consiglio a chi ha voglia di risollevarsi dai bassifondi dell’esistenza seguendo l’esempio di Victoria che, con tanta fatica e non senza una mano da parte di coloro che la amano, è riuscita a ricreare un’esistenza degna di questo nome, ripartendo totalmente da zero. Non è detto infatti che chi non ha un passato non abbia diritto ad avere un futuro.

Se era vero che i muschi non hanno radici e l’amore materno può nascere spontaneo, apparentenente dal nulla, allora forse avevo sbagliato a ritenermi incapace di crescere mia figlia. Forse anche chi aveva vissuto isolato e senza affetti poteva imparare ad amare profondamente al pari di chiunque altro.

Voto

 

1Astelle

 

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Vanessa Diffenbaugh: nello scrivere i suoi romanzi, ha tratto ispirazione dalla sua esperienza come madre adottiva. Dopo aver studiato scrittura creativa alla Stanford, ha tenuto corsi di arte e scrittura ai bambini delle comunità di accoglienza. Lei e suo marito hanno tre figli e vivono a Cambridge, nel Massachusetts.

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