Il passaggio di Jake – Giulia Moretti

Il passaggio di Jake

di Giulia Moretti


Titolo
: Il passaggio di Jake
Autore: Giulia Moretti
Edito da: Aletti Editore
Prezzo: 14,00 €
Genere: YA drammatico, di formazione.
Pagine: 264 p.

amazon-icon goodreads-badge-featured-2.pngTRAMA: Jake è un ragazzo di quasi quattordici anni che, appena terminate le medie, si affaccia ad un’estate fatta di divertimento e spensieratezza, senza sapere però, che quella sarebbe stata solo l’inizio di un’indimenticabile avventura, la quale avrebbe sconvolto completamente la sua vita. Un giorno di luglio durante un violento temporale rimane solo in casa assalito dalla depressione, ma la sua noia viene interrotta da un evento inaspettato e piuttosto inquietante: dalla porta della sua camera proviene una voce, più precisamente la voce di una ragazza, Denise. Preso dal panico e dallo sconcerto, in un primo momento Jake si convince di essere pazzo ma, la voce di quell’anima, che lo supplica di un aiuto, diventa, giorno dopo giorno, parte essenziale delle sue giornate e obbiettivo principale della sua giovane esistenza. Trascinato dall’irresistibile fascino del mistero, Jake inizia a mentire ai propri amici e genitori, comincia una vita fatta di scelte rischiose e corse contro il tempo, nella quale la realtà incontra il sogno e l’immaginazione, in un mondo ai limiti del possibile.

Retro del libro: … a un certo punto, vicino alla sua camera, sentì bussare più forte, quasi con insistenza. La cosa ora si stava facendo inquietante, lui non aveva ancora capito, aveva solo la certezza che in quella casa sarebbe dovuto essere solo, ma non lo era, perché qualcuno in camera sua stava bussando, e la porta era aperta, e fuori non c’era nessuno, non c’era nessuno da nessuna parte, ma il ticchettio veniva da lì, ed era impossibile, perché chi bussa lo fa dall’altra parte della porta, e la porta era aperta e non c’era nessuno.

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Recensioneùdi La Chain Allie

Quella linea sottile tra realtà e immaginazione…

Jake ha quasi quattordici anni e sta trascorrendo la sua estate tra partite di pallone, uscite con gli amici, passeggiate in riva al mare,  in un susseguirsi di giorni sempre uguali tra loro, senza che accada mai nulla di davvero particolare o degno di essere ricordato. A spezzare la monotonia di questo scorrere del tempo, in modo quasi surreale, giunge una voce: la voce di Denise, la voce di una persona rimasta incastrata in questo purgatorio che è la porta della camera da letto di Jake. Da qui nasce uno scambio di dialoghi, di prese di coscienza, di realizzazioni che mutano radicalmente il protagonista – creando un legame se vogliamo indissolubile con Denise – che lo aiutano a risolvere quello che è l’enigma del suo essere rimasta bloccata nel limbo, senza riuscire ad andare avanti, ad andare oltre.

“Forse possiamo sentirci ogni tanto, o anche solo quando piove…”
“Allora dovrebbe piovere più spesso.”

Devo essere sincera parlando di questo libro: interruppi la lettura verso le prime 50 pagine, poiché i capitoli iniziali mi sembravano un po’ ripetitivi e solo ripensandoci una volta terminato, mi sono resa conto che in realtà servivano per sondare il terreno per gettare le radici ad una storia solida e coinvolgente.
Le frasi sono correttamente articolate anche se spesso possono risultare lunghe, ma i dialoghi all’interno riescono a spezzare e a dare il giusto colore alla storia che risulta sempre spontanea e mai forzata. Una storia che tiene con lo sguardo ancorato alle pagine con la curiosità viva fino alla fine, delineando la purezza e l’onestà dei sentimenti che trasmette.

Il “passaggio” presente nel titolo è sia metafora che realtà.

  • Il passaggio è inteso come crescita in quanto Jake all’inizio è un bambino spensierato e se vogliamo ingenuo, che durante gli avvenimenti muta maturando, diventando consapevole del mondo circostante e dei sentimenti che ne derivano;
  • Il passaggio si riferisce anche a Denise, al suo essere incastrata in un luogo dal quale non riesce ad uscire;
  • Possiamo considerare anche la porta e il fosso dei passaggi, che oltre ad essere luoghi fisici sono metaforici per definire il confine tra realtà e immaginazione.

Entrambi i protagonisti della storia si trovano in una fase di transizione: quella di Jake è determinata dall’incontro della realtà in cui sono costretti e da quella che è la necessità di trovare il proprio posto nel mondo tramite la coscienza di sé e del proprio valore; quella di Denise è costretta nella porta, passaggio tra la perfezione e la trasgressione (come scritto nel romanzo).
Per quanto riguarda i personaggi secondari sono quelli che chiunque potrebbe incontrare per strada, al bar, in un pub, sono persone comuni.

“Jake stavolta devi vedertela da solo. Probabilmente è troppo importante per raccontarlo a qualcuno, ma lo è anche perché nessuno lo sa a parte te. Sei tu quello che sa cosa fare, nessun’altro. E se tu sei l’unico che può essere a conoscenza di questa cosa, significa che solo tu sei in grado di gestirla.”
“Come faccio?”
“Si chiama crescere Jake.”

Solitamente, quando si compra un libro, vuoi o non vuoi, lo si giudica dalla copertina: dopo aver terminato “Il passaggio di Jake” prendo ancora più coscienza di quanto sia inutile farlo. La copertina dall’esterno potrebbe sembrare troppo banale, invece è essenziale.

Una nota di demerito che non posso fare a meno di sottolineare è per chi ha revisionato il libro che risulta piena di errori di ortografia elementari, e a volte ridicoli, che disturbano la lettura e costringono quasi a interromperla del tutto, poiché, non solo sono brutti da vedere in un libro pubblicato, ma smorzano il tono drammatico e malinconico della storia. Dopo 180 pagine questi diminuiscono e forse le persone che si sono occupati della revisione si sono resi conto di avere a disposizione il correttore ortografico sulla pagina Word, utile per evitare certe blasfemie. Proprio per questo motivo sono rimasta ancorata ad un voto così basso, pur avendo davvero apprezzato la storia.

Visto che la storia è stata scritta da Giulia Moretti tra i quattordici e i sedici anni, mi è venuto da pensare che abbiano voluto lasciare la stesura originale per trasmettere i pensieri diretti della scrittrice di quello scorrere degli anni; cosa che avrebbe in parte giustificato gli errori se fosse stata inserita una prefazione in cui si spiegava con due righe questa scelta. Ma così non è stato.

“Sembra che tu voglia solo trovare una risposta.”
“Non è quello che vuoi anche tu?”
“Io voglio trovare la risposta giusta!”

Pur avendo notato questi errori, sono felice di poterlo consigliare a un pubblico molto vasto che comprende sia ragazzi che adulti. Un buonissimo esordio per questa giovanissima scrittrice che è riuscita ad affrontare temi tipici degli scrittori ormai lanciati.

Voto

Giulia Moretti è una giovane scrittrice, nata a Vibo Valentia nel 1997 ma residente a Roma. Ha frequentato il liceo scientifico e attualmente studia presso la facoltà di ingegneria aerospaziale alla Sapienza. Ha scritto questo racconto tra i 14 e 16 anni e dopo averlo proposto alla casa editrice Aletti Editore nella collana de “Gli Emersi”, è stato considerato idoneo alla pubblicazione e finalmente (con sua grande gioia) pubblicato nel 2016. La copertina è stata disegnata dalla sorella, Francesca Moretti.

by La Chain Allie

editing by CriCra

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