Il patto della viverna di Maurizio Vicedomini

Maurizio Vicedomini

Maurizio Vicedomini è nato a Napoli, studia Lettere Moderne presso l’università Federico II di Napoli. Legge Fantasy e generi affini da almeno una decina di anni, passando da Tolkien a Feist, da Cronwell a Weis&Hickman. Il suo primo amore – quello che non si dimentica – resta R.A. Salvatore. Più di ogni altra cosa, forse a esclusione della lettura, scrive. Di base Fantasy, ma più va avanti, meno ha voglia di limitare il suo estro creativo. Nonostante la giovane età Maurizio scrive da molto, ma solo di recente si è affacciato al “mondo” della scrittura. Ha partecipato con successo a diversi concorsi per racconti e ha pubblicato a febbraio 2012 il suo primo lavoro monografico, Myrddin di Avalon.
Oltre al suo blog  http://www.mauriziovicedomini.com/, collabora con TrueFantasy con la rubrica FantaCliché, con Fantasy Planet con articoli di saggistica e con Fralerighe con articoli saltuari.

Sitohttp://www.mauriziovicedomini.com/
Maurizio Vicedomini su FB: https://www.facebook.com/ZackLion
la sua libreria anobiihttp://www.anobii.com/mavicedomini/books

  

TitoloIl patto della Viverna
Autore: Maurizio Vicedomini (Illustratore: Nadia Mozzillo)
Serie: //
Edito da: Ciesse Edizioni (Collana: Gold)
Prezzo: 14,00 € (ebook 5 euro)
Genere:  Fantasy
Pagine: 3o4 p.
Votohttp://i249.photobucket.com/albums/gg203/nasreen4444/SognandoLeggendo/3Bstelle.png
  

Trama: Nel freddo nord della taiga, un’armata scheletrica rade al suolo un villaggio dopo l’altro, avanzando verso il sud più profondo. Sopravvissuti alla distruzione, Tiros, Khalin e Alannah inizieranno la loro caccia contro un nemico che governa la negromanzia, forte dei poteri di un antico legame. Ma al patto si contrappone una promessa: la promessa di un cacciatore bramoso di vendetta, disposto a fronteggiare la morte stessa pur di portare il giusto riposo al suo popolo.

Recensione
di Debora

Come se fosse ancora imprigionato dalle liane del vecchio, Tiros rimase in ginocchio, lo sguardo smarrito in ciò che aveva visto.
In ciò che aveva perso.

Ho il piacere di presentarvi un libro di genere fantasy di un autore a mio parere molto promettente, Maurizio Vicedomini. Fin dalle prime pagine conosciamo i giovani protagonisti che daranno inizio alla  storia Tiros e Alannah, facenti parte di una tribù di cacciatori.
Il lettore si allea subito con questi due personaggi nutrendo insieme a loro i sospetti verso Kalin, giunto proprio la notte in cui il villaggio dei nostri protagonisti è stato distrutto. Il suo arrivo, così propizio, mette nei due molti dubbi.

Il primo sentimento che prende dunque vita in questo romanzo fantastico è il quello di vendetta provato dai due giovani che intraprendono questo lungo viaggio alla ricerca dei nemici che hanno distrutto il loro villaggio. L’immagine del villaggio che va a fuoco e il desiderio di vendetta mi sono parsi un po’ un clichè, visto e sentito troppe volte nella letteratura e anche nella filmografia. Nel viaggio dei due non tutto appare così semplice; durante il cammino faranno molti incontri e capire quale sia la strada giusta è difficile. In fondo la distinzione tra bene e male non è così netta come noi crediamo ma è molto labile e sottile. Questo è uno degli insegnamenti principali che ci vorrebbe trasmettere l’autore.

Molti saranno i combattimenti che si troveranno ad affrontare e il lettore riesce a seguirli in ogni loro mossa e coglieremo come anche le spade in questo romanzo hanno un anima.
Data anche la mole del libro sono molte le cose da capire e ci troveremo immersi in un mondo sconosciuto, coinvolti in misteriosi intrighi che l’autore snoda poco per volta. Dà molto spazio alle congetture e alle varie supposizioni dei personaggi. Assistiamo poi a moltissimi riti compiuti dai sacerdoti, descritti in ogni passaggio, e veniamo quindi immersi nel mondo delle sette dove una persona difficilmente riesce a mantenere la sua individualità o addirittura la sua dignità.

Una pecca nel romanzo a mio parere è che si fatica ad affezionarsi ai personaggi. Io li ho apprezzati solo nei momenti in cui avevano reazioni un po’ più forti, perché diciamolo, a volte, considerando le situazioni caotiche e disastrose in cui si trovavano, accettavano tutto troppo passivamente. Inoltre, nel corso della storia non ho notato particolari cambiamenti nel loro animo o un evoluzione progressiva.

Questo autore ha davvero molte potenzialità. I suoi punti di forza sono le descrizioni delle ambientazioni naturali come il bosco e le battaglie che risultano sempre vive agli occhi del lettore che coglie ogni scatto del corpo, ogni difesa dei combattenti. C’è poi moltissima carne al fuoco, viverne, battaglie, sette religiose e molti, forse troppi, personaggi, come ho già detto, che hanno la pecca, a mio parere di essere poco caratterizzati; in questo modo il lettore non prova empatia per nessuno di loro e poche sono le sensazioni che suscitano. Mi sarebbe piaciuto provare rabbia, tristezza, dispiacere ma purtroppo non è accaduto. La narrazione non è dal punto di vista di un solo personaggio ma di molti. Forse anche questo a reso difficile l’identificazione con uno di loro.
Questo insieme di elementi mi hanno sinceramente reso la lettura un po’ noiosa e difficile, non tanto per lo stile narrativo dell’autore, che risulta essere scorrevole, ma più per una sensazione di confusione.

Da lettrice donna poi forse è stata la mancanza di una figura femminile di rilievo nella storia, che non mi ha fatto appassionare abbastanza.
La viverna è certamente la creatura più affascinante presente nel romanzo e forse, proprio per questo, avrei voluto che fosse maggiormente approfondita la sua figura ed il suo spirito.

Booktrailer

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2 risposte a “Il patto della viverna di Maurizio Vicedomini”

  1. Gentile Debora, ti ringrazio per la recensione e le critiche. Sono felice che i difetti da te trovati non ti abbiano rovinato la lettura – almeno a giudicare dal voto – e ne farò tesoro per i miei prossimi scritti.

    Un saluto,

    Maurizio Vicedomini

    • Debora ha detto:

      E' stato un piacere Maurizio 🙂 no non hanno rovinato la lettura, hai capito bene quello che volevo dire 😉 spero di rileggerti presto perché hai una scrittura davvero ricca di particolari!

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