FILMvsBOOK: Il Profumo di Patrick Suskind

FILMvsBOOK:
separatore1Il profumo

di Patrick Suskind

 

Il Libro:
Titolo
: Il profumo
Autore: Patrick Suskind
Edito da: TEA
Prezzo: 5 €
Genere: Biografico, noir
Pagine: 259

Il Film:
Titolo: “Profumo – Storia di un assassino

Regia: Tom Tykwer
Sceneggiatura: Tom Tykwer, Andrew Birkin, Bernd Eichinger
Genere: biografico, noir
Durata: 147 minuti
Interpreti: Ben Wishaw: Jean-Baptiste Grenouille
Dustin Hoffman: Giuseppe Baldini
Rachel Hurd-Wood : Laura
Anno: 2006

anobii-icon Good-Reads-icon amazon-iconTrama: Nel diciottesimo secolo visse in Francia un uomo, tra le figure più geniali e scellerate di quell’epoca non povera di geniali e scellerate figure. Qui sarà raccontata la sua storia. Si chiama Jean-Baptiste Grenouille, e se il suo nome, contrariamente al nome di altri mostri geniali quali de Sade, Saint-Just, Fouché, Bonaparte, ecc., oggi è caduto nell’oblio, non è certo perché il suo genio e unica ambizione rimase in un territorio che nella storia non lascia traccia: nel fugace regno degli odori.

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Recensioneùdi AuriCrem

Per leggere questo libro mi ci sono voluti ben 4 anni; infatti lo acquistai nel lontano 2012 e provai svariate volte ad iniziarlo ma ogni volta lo trovavo sempre troppo crudo e violento fin dal primo capitolo, abbandonandolo. Non sapendo però cosa leggere avendo ben poco in casa a disposizione, un mese fa su consiglio di amici iniziai nuovamente questo libro, con la convinzione che lo avrei chiuso per sempre di lì a poco senza cavarne un ragno dal buco. Così non è stato invece! Il libro è sì crudo e violento ma così elegantemente scritto e d’impatto che non si può abbandonarlo. Ma andiamo con ordine…

http://sognandoleggendo.net/wp-content/uploads/34994_gal.jpgIl libro narra la storia e la vita di questo personaggio singolare, Jean-Baptiste Grenouille. Fin dalla nascita è un bambino indesiderato, temuto da tutti non per qualcosa che lui faccia o dica, ma per la sua sola presenza intimidatoria per natura, o forse per la freddezza dei suoi occhi, o per la sua tenacia nell’aggrapparsi ad una vita che egli stesso capirà di disprezzare. È nella Francia di metà ‘700 che Grenouille nasce, cresce e prende coscienza della sua peculiarità: il suo olfatto. Il bambino ha fin da subito una predisposizione per gli odori di ogni sorta, la sua stessa capacità di parola va di pari passo con la sua conoscenza degli odori, perciò impara a parlare molto tardi ma non per questo è meno intelligente degli altri bambini. La sua forza non sta comunque nell’intelligenza ma bensì nella pazienza. Come lo scrittore stesso ci dice, Grenouille è in grado come un insetto parassita di attendere tempi interminabili prima di svegliarsi dal suo letargo e aggrapparsi tenacemente alle giuste occasioni. Il bambino nasce sotto un banco del pesce, da una madre al suo quinto parto, unico andato a buon fine contro ogni sua stessa previsione. Credendolo morto infatti, lo abbandona assicurandosi così una condanna a morte. Addirittura lo scrittore insinua che il bambino fosse fin dal suo primo anelito così crudele da strillare e annunciare la sua presenza garantendo alla morte la madre non perché volesse vivere, anzi, bensì per il puro godimento nel dolore altrui. Il bambino viene messo in orfanotrofio e, all’età propizia, viene mandato a lavorare in una conceria. Da qui in poi non vi rivelerò altro per lasciarvi il piacere della lettura.

La scrittura è molto diretta, priva di fronzoli che ci indorano la pillola. Suskind ci vuole trasmettere la crudeltà di questo essere che, seppur geniale, fu una piaga di quei tempi. Le sue azioni (che non rivelo per non fare spoiler) sono inimmaginabili e nonostante ciò, lo scrittore è in grado di trasmetterci il più possibile del fautore di siffatti crimini. L’esistenza di una persona come Grenouille sembra impossibile, ma è comunque facile provare ad immaginarsela ugualmente visti i tempi che corrono, e non credo sia difficile trovarne una o più di una con la stessa freddezza, tenacia, nel perseguire obbiettivi che richiedono azioni atroci. Nella sua complessità tutte le sfaccettature del protagonista fanno di lui un uomo inesistente, così complesso e dalla psiche oscura, poliedrico, che alla fine del libro ci farà forse anche un po’ pena per la sua presa di coscienza dell’impossibilità di farsi amare non tanto per ciò che è ma per ciò che non prova. L’uomo sembra infatti incapace di provare sentimenti di alcun tipo, se non brama e foga di acquisire sempre più profumi per la sua collezione mentale e, da un tratto del libro in poi, anche tangibile e reale.

Il film è molto fedele al libro. Trovo gli attori molto calzanti, e visto il mio amore per Alan Rickman e Rachel Hurd-Wood, non potevo che amarlo. Ogni descrizione viene ben rappresentata in questo film dagli sfondi cupi e dai pochi protagonisti caratteristici e speculari al libro. Ogni cosa è come l’avevo immaginata leggendo. L’unica pecca che ho trovato è stata l’interpretazione di Grenouille; nel film infatti mi è parso molto più umano che nel libro, capace quasi di rimorso, amore, e pulsioni sessuali che nel testo non erano assolutamente citate. Ho visto un protagonista con cui è più facile entrare in sintonia, cosa che nel libro risulta chiaramente impossibile, forse in maniera addirittura voluta dallo scrittore. Grenouille è chiaramente rappresentativo di un uomo da compatire per le sue disgrazie, per cui dispiacersi della sua natura apatica ma che è impossibile perdonare totalmente. L’unico momento, oltre il finale, dove ho trovato impossibile – anche nel libro – non provare pena, si è verificato quando il protagonista scopre di non avere un proprio odore, e se per lui l’odore è tutto, non averne uno è, proprio come lui stesso afferma tramite i geniali giri di parole di Suskind, come non esistere del tutto.

Consiglio decisamente la lettura del volume, forse solo con un piccolo post scrittum a chi ha uno stomaco particolarmente debole e ancor più il film lo sconsiglio caldamente a chi è particolarmente suscettibile. Lo stile non è particolarmente incalzante, anzi come ho già scritto, è un volume che ho letto in più tempo del previsto, ma questo perché la scrittura stessa di Suskind ci invoglia a gustarci capitolo per capitolo la biografia di un così singolare personaggio. Le descrizioni particolareggiate sono effettuate nel tipico stile tradizionale e ampolloso dell’autore e danno davvero l’impressione di calarsi in quella Francia sudicia, priva di valori e piena di nauseabondi odori insopportabili; fra quei rozzi e incivili abitanti di campagna o dei bassi borghi della Parigi settecentesca prerivoluzionaria, o passeggiando fra gli aristocratici in superficie profumati con i migliori intrugli, ma con la nota di fondo del puzzo atroce che solo Grenouille poteva percepire con il suo naso sopraffino. Ci sembrerà di vagare fra i corridoi della bottega di Baldini, profumiere fallito che avrà un ruolo fondamentale nella storia.

Insomma, se non si è capito ho amato il libro anche grazie alla scrittura di Suskind, di cui voglio sicuramente leggere altro per approfondire questo stile d’altri tempi e questa macabra immaginazione!

VOTO:

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Patrick Suskind: nasce nel 1949 in Baviera ad Ambach. Ha vissuto a Monaco e a Parigi. Esordisce con il testo teatrale Il contrabbasso (scritto nel 1981 e pubblicato nel 1984) e prosegue poi la sua carriera scrivendo il romanzo Il profumo nel 1985; pubblica poi Il piccione (1987), Storia del signor Sommer (1991), Ossessioni (che raccoglie dei racconti scritti tra il 1975 e il 1985) e Sull’amore, sulla morte (2007)

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