Il rifugio dei cuori solitari di Lucy Dillon

Lucy Dillon

Lucy Dillon, nata nella contea di Cumbria, vive tra Londra e la Wye Valley con il fidanzato, nonché partner di foxtrot, tango e valzer. Ha imparato a ballare quando era molto piccola e da allora spera di essere diventata sempre più brava, anno dopo anno. Il suo sogno è danzare il foxtrot come Ginger Rogers.
“Lezioni di ballo”, proprio su questa passione, è stato il suo primo romanzo, edito in Italia da Garzanti nel 2008.
Nel 2011 sempre per Garzanti è uscito invece Il rifugio dei cuori solitari.
Divide la sua vita fra Londra e la Wye Valley, dove ama passeggiare nelle Malvern Hills con i suoi basset hound, Violet e Bonham.

  

TitoloIl rifugio dei cuori solitari 
Autore: Lucy Dillon (Traduttore: Sara Caraffini)
Serie: //
Edito da: Garzanti (Collana:  Elefanti Bestseller)
Prezzo: 9,90 € 
Genere:  Narrativa,
Pagine: 488 p.
Votohttp://sognandoleggendo.net/wp-content/uploads/5Astelle136.png
  

Trama: Seduta di fronte all’antica scrivania di rovere, Rachel ascolta a malapena il borbottio dell’anziano notaio che sta sbrigando le formalità testamentarie: lo sguardo è fissato verso la sua eredità. Un muso piegato di lato e pieno di comprensione, due enormi occhi color ghiaccio e un orecchio nero floscio e l’altro bianco e dritto. Gem non è un cane come tutti gli altri, è il border collie dell’eccentrica zia Dot che, morendo, ha deciso di lasciare alla nipote tutti i suoi averi: una grande tenuta in campagna, un rifugio per cani abbandonati e soprattutto Gem, l’amico prediletto. Rachel non è certo un tipo da cani e la sua sofisticata e mondana vita a Londra non l’ha preparata al faticoso lavoro in campagna. Ma tutta la sua vecchia esistenza è appena andata a rotoli, perché la sua relazione con Oliver, che era anche il suo capo, è appena finita e Rachel è rimasta senza lavoro, senza soldi e senza amore. Non tutto però è perduto e, proprio grazie a Gem e al suo amore incondizionato, Rachel scopre di avere un vero e proprio sesto senso nel trovare i padroni più adatti a prendersi cura dei piccoli trovatelli del rifugio. Nathalie e Johnny sono una giovane coppia senza figli e solo le corte zampette di Bertie, un tenero basset hound, possono far tornare il sorriso sulle loro labbra, come quando si sono conosciuti. Zoe crede che la piccola Labrador Toffee sia uno scomodo regalo che l’ex marito ha fatto si suoi figli, ma presto deve riconoscere che il vero regalo l’ha ricevuto lei. E Bill, un incallito cuore solitario, non sa resistere ai dolci occhi neri della barboncina Lulu, che lo guardano adoranti da sotto i ciuffi di pelo. A tutti loro Rachel dona una nuova opportunità per una vita migliore, ma dovrà essere forte abbastanza da dare una seconda occasione anche al suo cuore spezzato…

Recensione
di Debora

Senza alcun preavviso, un naso bagnato si spinse su fino alla reticella metallica e Rachel fece un salto quando la sezione anteriore del piccolo recinto vibrò a causa dell’urto di un grosso cane che sollevava di scatto le zampe verso di lei.

Ecco un libro che parla di animali e con un autrice che riesce ad inserire degli elementi nuovi rispetto ad altre storie di questo genere.
Il protagonista infatti non è un solo cane ma molti, tutti ospitati in un rifugio; le loro vite si intrecciano con quelle degli umani.
All’inizio la mole del libro mi ha spaventata; mi chiedevo come si possa parlare di animali per così tante pagine senza cadere troppo nel sentimentalismo. Avevo paura di trovare un cane che affronta mille peripezie per trovare la felicità con il suo padrone. Invece il libro si dimostra veramente piacevole e per niente noioso.

Tale cane tale padrone, sembra essere il motto di questo libro, perché ogni persona ha il suo ideale di cane e quando si incontrano è amore a prima vista.

Nella storia a volte sembra nascondersi una visione sul rapporto uomo- cane che personalmente non mi è molto piaciuta, anche se forse rispecchia l’inconscio e la verità di molti padroni.
Chi ha un vuoto dentro, sembra dirci Lucy Dillon, sembra colmarlo con l’amore di un cane; nel libro infatti c’è chi non riesce ad avere un bambino, chi ha perso il grande amore, chi non trova l’anima gemella e chi è incontentabile. La soluzione ideale per loro è avere un cane.

Grazie ai diversi punti di vista offerti dalla narrazione di più personaggi, che si conoscono tra loro e fanno amicizia, soprattutto perché condividono l’amore per i cani, il lettore è trascinato dalla lettura dall’inizio alla fine. Anche l’ambientazione del libro ha il suo fascino: un rifugio per cani abbandonati dove si respira un aria di amore e solidarietà. Persino le persone che si ritrovano in quel luogo ospitale, per andare a fare lunghe passeggiate ristoratrici nei parchi dei dintorni, sono, in un certo senso, persone lasciate a se stesse. Insomma questo luogo ha l’effetto di un gruppo di auto mutuo aiuto!

Il cane meglio descritto è sicuramente il bassotto; è evidente l’amore dell’autrice per questa razza. Quando descrive il simpatico e buffo cane che ne combina di tutti i colori, sembra avere un’occhio più attento e sensibile.

Sullo sfondo poi è visibile il fatto che le donne in questa storia hanno una marcia in più rispetto agli uomini; l’autrice, a mio parere, ha voluto sottolineare alcune doti delle donne e la loro forza di reazione davanti alle difficoltà. Anche la protagonista principale, Rachel, dimostra una grande forza anche imparando a gestire da sola il rifugio, lasciato da sua zia Dot, e ad amare i cani; di conseguenza imparerà anche a guardare dentro di sé e a cambiare, o meglio, ad essere quella che veramente vuole diventare. Lei la vediamo arrivare con i tacchi a spillo, perfetta e forse con un po’ di puzza sotto il naso ma poi si riscopre tutt’altra persona e ritrova il piacere della semplicità.

Questo libro non è solo la storia di cani che hanno avuto una seconda occasione, ma anche la storia di alcune vite che si intrecciano, creando legami che permettono all’autrice di inserire, tra le pagine, temi come amore e amicizia, tra umani e non.

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