Il ritorno del giovane principe di A.G. Roemmers

A. G. Roemmers

è nato a Buenos Aires e ha compiuto i suoi studi a Madrid. Ha cominciato a scrivere da ragazzo e ha pubblicato poesie che hanno vinto numerosi premi, fra cui il premio del Pen Club di Spagna e il premio Miguel Hernández. Ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti per meriti culturali dal governo della città di Buenos Aires e dalla Camera dei deputati argentina. Attualmente è vicepresidente della Fondazione argentina per la poesia, Presidente onorario dell’Associazione americana di poesia ed è stato nominato Embajador de las Letras Argentinas dalla Società argentina degli scrittori. Alejandro Roemmers ha saputo coniugare la sua attività di industriale, che lo ha fatto viaggiare in tutto il mondo, con la sua più profonda vocazione per la scrittura, di cui è espressione Il ritorno del giovane principe, pubblicato in quindici lingue, un romanzo spirituale che affronta tematiche universali e profondamente umane, tese alla riconquista di valori che la nostra epoca ha smarrito.

Il Corsaro NeroTitolo: Il ritorno del giovane principe
Autore: A. G. Roemmers (Traduttore: C. Marseguerra)
Serie: //
Edito da: Corbaccio (Collana: Narratori Corbaccio)
Prezzo: 9,90 €
Genere: Narrativa

Pagine: 116p.

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TramaIl ritorno del giovane principe è un libro per tutti e per tutte le età. È una storia semplice e poetica che ho scritto con lo scopo di trasmettere le esperienze e le conoscenze di cui ho fatto tesoro nella mia vita. Per me la vita è una splendida opportunità di accrescimento spirituale in cui bisogna saper preservare l’innocenza di quando si era bambini e al tempo stesso chiedersi cosa si può fare contro le grandi ingiustizie, la sofferenza, il male nel mondo…
Questo piccolo libro, che ho scritto in un periodo buio, cerca di dare delle risposte. L’ho scritto per un ristretto gruppo di amici e di persone a me care, ma in seguito, grazie al loro entusiasmo, ho deciso di offrirlo a un pubblico più ampio. E la pronta risposta dei lettori mi ha confermato nella mia idea che fosse giusto condividere le esperienze che avevo vissuto e gli insegnamenti che ne avevo tratto. Il ritorno del giovane principe ha avuto il potere di trasformare la mia vita in un momento difficile e di traghettarmi verso un futuro più felice e mi auguro che possa allietare chiunque lo legga»

Recensione
di Nihal 

Scommetto che tutti noi almeno da bambini (ma spero anche da adulti) abbiamo affrontato il viaggio dall’asteroide B612 fino alla Terra, insieme al Piccolo Principe, approfittando di una migrazione di uccelli selvatici. Abbiamo conosciuto, insieme a lui, la logica contorta degli adulti, intenti in qualcosa che gli toglie il tempo per essere felici. Ora, a distanza di quasi 70 anni, Roemmers ci ripresenta un Piccolo Principe adolescente, alle prese coi dubbi e delusioni.

Sul pianeta del Piccolo Principe è cresciuta una nuova Erba, decisa a distruggere i sogni e le illusioni in cui era vissuto fino ad allora, così la cassa contenente la sua pecora, regalo dell’amico aviatore conosciuto tempo prima, diventa il disegno di una scatola troppo piccola per contenere davvero l’animale. Il Principe è turbato: di fronte a questa verità degli occhi non sa come considerare il gesto del suo amico, se come una bugia o un regalo. Decide, allora, di tornare sulla Terra per trovare il suo amico, ma finisce disperso in Patagonia dove un uomo in viaggio lo trova per caso. I due iniziano una conversazione su alcuni aspetti della vita, che risolverà i dubbi del Principe e dimostrerà al viaggiatore se è così bravo ad agire come lo è a parlare.

Devo dire che è stata una debolezza da parte mia l’entusiasmo con cui ho aspettato questo libro: infatti una volta arrivato l’ho capito e ho iniziato a ridimensionare le mie aspettative. Credo che la cosa più bella del Piccolo Principe siano gli innumerevoli livelli di lettura, quel suo modo poetico di raccontare il mondo con poche e semplici metafore. Ed è proprio questo tratto caratteristico che manca alla scrittura di Roemmers. Ciò che ci troviamo a leggere è un vero e proprio monologo di ciò che pensa l’autore sui temi più importanti della vita: la realtà, diventare adulti, l’amicizia, il senso della vita. Con quella che all’inizio mi è sembrata presunzione, ma che poi ho scoperto essere semplice banalità, l’autore ci propina le sue lunghe riflessioni, corredate di esempi spesso inutili, e lascia al Principe solo lo spazio di agire e di fargli capire che è lui il primo a tradire le sue belle convinzioni.

Un libro quindi educativo, che vuole spingere a riflettere su sè stessi e sulle cose importanti, non solo su quello in cui crediamo ma sul modo in cui agiamo. Cosa che non sarebbe male se non sembrasse di trovarci davanti al libro del catechismo con la sua morale, i suoi consigli di vita: fai bene che il bene ti torna, non giudicare le persone se prima non le conosci, l’essere è più importante dell’avere, bisogna affrontare i problemi e non fuggire davanti ad essi, ecc… Un monologo infinito su come va il mondo e su come gli uomini dovrebbero comportarsi in proposito, diretto e a tratti pomposo, senza metafore, senza una storia che ci mostri che tutte le cose dette siano vere. Una vera delusione, lo sconsiglio a chi è stanco di leggere libri pieni di inutili moralismi e filosofia da quattro soldi. A chi invece adora smielate discussioni sul senso della vita e sull’importanza di essere buoni e puri,  questo libro piacerà sicuramente.

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