Il rumore dei tuoi passi di Valentina D’Urbano

Il rumore dei tuoi passi

di Valentina D’Urbano

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Titolo: Il rumore dei tuoi passi
Autore: Valentina D’Urbano
Edito da: Longanesi
Prezzo: € 14.90 cartaceo
Genere: Romanzo
Pagine: 320 p.

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Trama: In un luogo fatto di polvere, dove ogni cosa ha un soprannome, dove il quartiere in cui sono nati e cresciuti è chiamato “la Fortezza”, Beatrice e Alfredo sono per tutti “i gemelli”. I due però non hanno in comune il sangue, ma qualcosa di più profondo. A legarli è un’amicizia ruvida come l’intonaco sbrecciato dei palazzi in cui abitano, nata quando erano bambini e sopravvissuta a tutto ciò che di oscuro la vita può regalare. Un’amicizia che cresce con loro fino a diventare un amore selvaggio, graffiante come vetro spezzato, delicato e luminoso come un girasole. Un amore nato nonostante tutto e tutti, nonostante loro stessi per primi. Ma alle soglie dei vent’anni, la voce di Beatrice è stanca e strozzata. E il cuore fragile di Alfredo ha perso i suoi colori. Perché tutto sta per cambiare.

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Recensioneùdi Claudy

 

 

In una sera d’estate al mare, quando hai letto tutto ciò che ti eri portata da casa, decidi di andare in libreria, alla ricerca di un libro che ti si incolli alle mani. In bella vista sul primo scaffale all’ingresso c’è il libro della D’Urbano che mi chiama: leggo la sinossi, mi piace, lo porto alla cassa. È così che Il rumore dei tuoi passi è entrato a far parte della mia biblioteca personale.

Beatrice e Alfredo non hanno ancora vent’anni e vivono in un quartiere degradato, la Fortezza, probabilmente sito nella periferia di Roma, anche se l’autrice non fa mai chiaro riferimento alla sua localizzazione geografica.

Polvere, ignoranza, povertà, emarginazione, violenza: questo fa da contorno alle giornate dei due giovani. Si conoscono sin da piccoli, si legano rabbiosamente uno all’altro, insieme si barcamenano in un contesto ambientale e umano, arido e depresso. La vita scorre stancamente, senza un obiettivo, senza qualcosa in cui credere. La scuola è un optional, il lavoro pure in fondo, si può vivere anche senza. Si vive di stenti, ci si aiuta come si può.

Il racconto è molto crudo, la scrittura scarna, fatta di periodi brevi e molto incisivi. L’autrice, con il realismo della sua scrittura, trasmette bene il degrado e la miseria delle vite che si consumano alla Fortezza.

Quella di Beatrice è una famiglia “normale”, modesta, ma in cui la vita scorre più o meno serenamente: madre e padre vivono con poco, lei a casa, lui lavorando saltuariamente, ma cercano di wishlist-notepad.jpgassicurare il minimo indispensabile ai figli.

La famiglia di Alfredo invece è un disastro: la madre morta precocemente, il padre sempre ubriaco e molto violento. Per questo Alfredo si rifugia a casa di Beatrice e viene praticamente adottato dalla sua famiglia. Lui e Beatrice sono noti a tutti come “i gemelli”.

Alfredo non ha amici veri, le sue sono solo conoscenze o cattive compagnie. Beatrice ha qualche amica, tra tutte la più cara è Arianna, una ragazza modesta e sprovveduta, che dovrà affrontare un aborto clandestino per rimediare ad una leggerezza dettata principalmente dall’ignoranza. In un contesto del genere è quasi impossibile farcela, solo chi è più forte, solo chi, malgrado tutto, ha fiducia nel futuro, chi intravede qualche appiglio esterno  (un’amicizia, un lavoro, una nuova vita) può emergere dalla melma.

Beatrice è una di questi, ha una marcia in più, osserva sdegnata lo schifo che la circonda, lo vive appieno, ma il suo sguardo è rivolto altrove, in cerca di una salvezza. La ragazza si rende conto di questo molto gradualmente, dapprima frequentando un gruppo di persone che fanno lavoretti per Natale in oratorio, poi durante una vacanza al mare organizzata dalla parrocchia. In entrambe le occasioni Beatrice conosce mondi nuovi, un ragazzo gentile con il quale condividerà il primo bacio e una ragazza di Bologna, che le si affezionerà tanto da ospitarla in casa propria permettendole di prolungare la vacanza di una settimana. Questa amicizia resterà per tutta la vita.

Alfredo invece non ha quella spinta che sarebbe provvidenziale, lui si lascia trasportare, non ha risorse nè materiali nè mentali, vegeta in un mondo ostile, non fa nemmeno la fatica di cercare una propria identità. La sua unica certezza è Beatrice, la sua Beatrice, amata e odiata visceralmente.

Lui aveva la sua direzione, io la mia.
L’ho seguita quella strada, l’ho seguita fino all’ultimo.

Le ultime pagine sono molto intense, il  rapporto tra i due ragazzi viene messo a durissima prova.  Si leggono tutte d’un fiato, con il cuore in gola, sperando fino all’ultimo che i protagonisti abbiano la meglio. Proprio quando tutto sembra perduto, il colpo di scena. La vita sa sorprendere: così come la delicata ginestra riesce a nascere e sopravvivere sulle inospitali pendici di un vulcano, allo stesso modo una nuova vita attende Beatrice, piena di buone premesse e di grandi speranze.

Un bel libro, scritto senza fronzoli, ma che va diritto al cuore.

Nota: segnalo che, dopo il successo di questo libro, la D’Urbano, ha scritto “Alfredo“: la storia è la stessa, ma raccontata dal punto di vista di questo ragazzo introverso e tormentato.

VOTO:

 
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Valentina D’urbano: è nata a Roma nel 1985, dove vive e lavora. Si è diplomata allo IED in illustrazione e animazione multimediale. Nel 2010 vince la prima edizione del torneo letterario IoScrittore organizzato dal Gruppo editoriale Mauri Spagnol. Il suo primo romanzo Il rumore dei tuoi passi, divenuto bestseller, viene pubblicato da Longanesi nel maggio 2012, e viene tradotto in Francia e in Germania. Nel settembre 2013 sempre per Longanesi pubblica Acquanera. L’uscita del suo terzo romanzo, Quella vita che ci manca, ancora una volta per Longanesi, è uscito ad ottobre 2014. Parallelamente alla sua attività di scrittrice Valentina D’Urbano collabora come illustratrice per l’infanzia con diverse case editrici italiane e straniere.
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