Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien

John R.R. Tolkien;

J.R.R.TolkienJohn Ronald Reuel Tolkien (3/1/1892 – 2/9/1973), grande studioso di letteratura medievale inglese, insegnò lingua e letteratura anglosassone a Oxford dal 1925 al 1945, poi lingua e letteratura inglese fino al suo ritiro dall’attività didattica. Tra le sue opere ricordiamo: Il Silmarillion, Lo Hobbit annotato, Albero e Foglia, Le avventure di Tom Bombadil, Racconti ritrovati.

Sito dell’Autore : www.tolkien.co.uk/

 

Titolo: Il Signore degli anelli 
Autore: J.R.R.Tolkien
Edito da: Bompiani (Rusconi Editore F. prod)
Prezzo:  25.50 €
Genere: Fantasy
Pagine: 1366
Voto:

Trama:  Dalla quiete bucolica della Contea, un gruppo parte per un viaggio lungo e difficile, ricco di avventure e di incontri, diretto alle fiamme del Monte Fato. La Compagnia dell’anello, composta da hobbit, nani, elfi e umani, attraverserà la Terra di Mezzo per compiere la missione di salvare il mondo dalle brame di potere del malvagio Sauron, simbolo dell’eterna lotta tra Bene e Male.

Tre Anelli ai Re degli Elfi, sotto il cielo che risplende,
Sette ai Principi dei Nani nelle lor rocche di pietra,
Nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende,
Uno per l’Oscuro Sire chiuso nella reggia tetra
Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra nera scende.
Un Anello per domarli, Un Anello per trovarli.
Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli,
Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra cupa scende.

 

Recensione
di Molly

Che dire di questa trilogia più di quanto non sia stato già detto?
Il Signore degli Anelli è un capolavoro dell’epic fantasy (genere che deriva dalla fusione tra componenti tipiche del mondo delle fiabe e della mitologia nordica con elementi dell’epica cavalleresca e aspetti della realtà), un testo carico di significati morali e religiosi che vanno ben oltre il viaggio d’avventura e la creazione di un mondo fantastico spesso inteso come pura evasione.

L’Anello, tema centrale del libro, racchiude in sé una potenza ultraterrena che gli dà la peculiarità di poter assumere tanti significati quanti gli se ne vogliono trovare: per esempio rappresenta il peccato (rende il suo portatore invisibile agli occhi di tutti ma più visibile agli occhi del Signore del Male), la tentazione, il potere.

Il romanzo narra una storia senza tempo che si snoda tra paesaggi brulli e luoghi incantati, sullo sfondo dei quali il Bene e il Male (intesi in senso assoluto) si affrontano in uno scontro all’ultimo sangue.

Dosando mito e fiaba, tragedia e poema cavalleresco, il professor Tolkien dà vita a una fiaba per adulti il cui messaggio invita a non temere le difficoltà, ma ad affrontarle per diventare migliori e più forti. La vicenda dunque è un’allegoria della condizione umana e ripropone miti antichissimi in chiave moderna, con un linguaggio chiarissimo ed enigmatico, semplice e sublime al tempo stesso.

Una geografia ricostruita nei minimi dettagli, un background storico, una struttura linguistica perfettamente realistica impreziosiscono il racconto, di per sé estremamente semplice, simbolo come già detto di una realtà che dura oltre e malgrado la storia, ovvero l’eterna lotta tra le forze del Bene e quelle del Male.

Basta mettere da parte ogni forma di razionalità e ci si ritrova in un mondo popolato di elfi, hobbit, maghi, alberi semoventi e tutto quanto la fantasia dell’Autore riesce a mettere in campo.

Accettando le regole di questo universo, è naturale identificarsi nei protagonisti, che non sono eroi in senso classico. A parte il fatto di appartenere alla razza degli hobbit, Frodo e i suoi amici infatti non hanno nulla di eccezionale, non cercano gloria o avventure.

Il lettore resta intrappolato tra le maglie di una trama tessuta con estrema abilità, fatta delle sue stesse emozioni e paure, persino le più nascoste e inconfessate. Ed è così che si appassiona al viaggio degli hobbit, trema all’apparire dei Nazgul, resta incantato davanti alle meraviglie di Lothlorien, prova compassione per i conflitti interiori dei personaggi. Chi non ha amato Gandalf e la sua crescita da Grigio a Bianco, chi non ha avuto paura davanti all’Occhio malefico dell’Oscuro Signore, chi non ha lottato orgogliosamente assieme alla dolce Eowin o provato pietà per Gollum, lo hobbit annientato dal potere dell’Anello?

Poiché la fiaba per definizione ha bisogno di un lieto fine, Tolkien conclude il romanzo ristabilendo l’ordine nella Terra di Mezzo, anche se vivere, dopo le esperienze condivise da Frodo e compagni, non sarà mai più come prima. Proprio come accade a chi ha letto questo libro.

Booktrailer:     httpv://www.youtube.com/watch?v=RyyuYzN3P-w

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