“Il trono delle ombre di Giovanni Pagogna” [Serie Le Cronache della Corona Nera]

Giovanni Pagogna

Giovanni Pagogna è nato a Belluno nel 1980. Appassionato di storia e tattiche militari, abita in un castello gotico alle pendici delle Dolomiti. Per anni si è occupato di trading online, fino a quando, approfittando della crisi dei mercati, ha deciso di condurre vita ritirata e dedicarsi alla scrittura.

Le Cronache della Corona Nera :

1. Il trono delle Ombre, 2012

Titolo: Il trono delle ombre 
Autore: Giovanni Pagogna
Serie: Le Cronache della Corona Nera 1
Edito da: Rizzoli
Prezzo: 18,00 €
Genere: Fantasy
Pagine: 341 p.
Voto:

Trama: La guerra che infuria tra il popolo Eidr e l’Impero di Colvian, uno scontro di civiltà alimentato da uomini che l’odio ha reso belve assetate di sangue, sembra non avere fine.
In un conflitto che non conosce regole né pietà, il legionario Yanvas conquista con coraggio e con la forza delle armi il rispetto e la gloria. Dopo vent’anni sui campi di battaglia, solo un’ultima missione lo separa dalla sua nuova vita, signore di una fortezza al fianco della splendida Sylia.
Per chi trama all’ombra della Corona Nera, Yanvas, seppur valoroso, è una pedina sacrificabile. Ben presto vedrà il mondo come lo conosceva sgretolarsi sotto il peso di macchinazioni e tradimenti, terribili segreti e cupe verità che sembrano non risparmiare nessuno, nemmeno le persone a lui più care.
Mentre il caos dilaga e l’Impero stesso minaccia di crollare, Yanvas dovrà decidere quale prezzo è disposto a pagare per salvare l’unica donna che abbia mai amato e ottenere vendetta. Rituali necromantici, spietati complotti, battaglie violente e sanguinarie, nel primo avvincente episodio di una nuova saga fantasy.

Recensione
di Reading mind

 “Chinerai il capo sotto il suo peso
perché anche tu sei soltanto un uomo.
Avvertirai il gelo della terra
perché non le sopravvivrai.
Benedirai l’abbraccio del metallo
perché sarà il tuo unico alleato.
Odierai la vista dei suoi rubini
perché regnerai nel sangue.”

(monito dell’artefice della Corona Nera)

In questo primo capitolo de “Le Cronache della Corona Nera” ci troviamo catapultati in un mondo  fantasy, dove imperversa la lotta tra due diversi popoli, quello di Eidr e quello di Colvian, nemici da sempre.
Tra i colviani spicca il coraggioso Yanvas, che, dopo l’ultima battaglia vinta grazie a un ingegnoso stratagemma, torna a casa pronto a iniziare una nuova vita. Investito della più alta onorificenza riservata ai soldati, l’ippogrifo di Pavlion, e una volta conosciuta la sua giovane e bella promessa sposa, Sylia, Yanvas vede tutto il suo fulgido futuro crollargli davanti poco dopo.
Le sue truppe, infatti, cadono in un’imboscata di cui lui stesso viene ritenuto colpevole e Yanvas si vede privato di tutti i suoi titoli nonché mandato in esilio, con la consapevolezza che era stato il padre di Sylia a tradirli. Gli intrighi politici si fanno sempre più complessi e la posta in gioco sempre più alta, tanto che Yanvas si trova sempre a prendere decisioni difficili per cercare una vendetta.

La prima cosa che colpisce di questo libro è la straordinaria attenzione ai dettagli e alla precisione delle descrizioni.
Il protagonista principale, Yanvas, è un valoroso guerriero e si nota che l’autore conosce molto bene il gergo dei soldati e le strategie di guerra, molto complicate e assai ben spiegate nel libro.
Tutti i personaggi lottano per ideali superiori e sono mossi da grandi passioni: amore, lealtà verso l’impero, sete di conquista e vendetta.
Yanvas è la figura principale di tutta la narrazione ed è un personaggio di tutto rispetto, anche se forse è difficile identificarsi o prenderlo in simpatia. Mi è sempre risultato molto ‘freddo’, nella seconda parte del libro quasi antipatico, nonostante sia spinto quasi sempre dalle migliori intenzioni e cerchi di riscattare il suo onore e lottare per i suoi soldati e la donna che ama.
Sylia, la ragazza che gli era stata promessa e di cui aveva finito per innamorarsi, è praticamente l’unica figura femminile che appare nel romanzo: viene descritta come bella e intelligente, una degna compagna di Yanvas, ma appare troppo poco per poter dare un giudizio su di lei. Inoltre il loro amore mi è sembrato un po’ troppo immediato e veloce, ma stiamo parlando di altri tempi, dove le cose accadevano in modo diverso.

Gli altri personaggi (il padre di Sylia e quello di Yanvas, il Guercio, il negromante Sazerom) vengono descritti con caratteristiche peculiari, ma forse manca un vero e proprio approfondimento a livello psicologico, perché ho trovato difficoltà a immedesimarmi in loro e a farmi prendere dalle loro vicende.

La seconda parte del libro, in cui vediamo che Yanvas è diventato un isir, ovvero un immortale, è la parte più fantasy, in cui la magia gioca un ruolo più prominente. Yanvas ha la benedizione e maledizione di essere diventato immortale, ma tante cose gli sono negate.

“Non sei degno. Voi umani scimmiottate gli dèi, ma ciò che create è oltraggioso! Hai chiesto l’immortalità ed è ciò che avrai, Yanvas, però non sarà un’era di pace interiore quella che ti attende. Vivrai come un dio tra i mortali, eppure ti saranno negate le loro gioie e sarai schiavo dei loro difetti.”

Effettivamente, lo Yanvas post-trasformazione è più crudele, più vendicativo e più sicuro di sé.
Si sente invincibile ed è pronto a fare di tutto pur di vendicare ciò che gli è stato tolto. Perderà anche l’amore in modo tragico, ma finirà per reputare il suo innamoramento come una debolezza. Un cambiamento forse troppo radicale, che non mi ha convinto appieno.

A livello narrativo, l’autore dimostra una notevole bravura nel creare un’atmosfera cupa e un mondo alternativo credibile. Il linguaggio usato è spesso complesso, ma la lettura è piacevole e abbastanza scorrevole.
Unica pecca, a mio parere, è la sovrabbondanza di particolari che a volte affaticavano un po’ lo scorrere della storia, forse perché io non sono molto ferrata in ambito militare e tutte le varie descrizioni delle armature e delle battaglie hanno rallentato la mia lettura.

Nel complesso lo giudicherei un bel libro, nonostante sia abbastanza lontano dai generi che di solito prediligo.
Consigliato soprattutto a chi ama i risvolti più storici del fantasy.

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