Il vincitore è solo di Paulo Coelho

Paulo Coelho

Paulo Coelho, è uno scrittore e poeta brasiliano. Nato a Rio De Janeiro il 24 agosto 1947 da una famiglia borghese di origini portoghesi residente nel quartiere residenziale di Botafogo, Coelho sin da giovanissimo mostra una vocazione artistica ed una sensibilità fuori dal comune. Iscritto alla Scuola Gesuita San Ferdinando, mal ne sopporta le regole, soprattutto l’imposizione della preghiera, pur scoprendo qui la propria vocazione letteraria: il suo primo premio letterario fu vinto infatti in un concorso scolastico di poesia.
Il suo rifiuto per ogni regola di comportamento che gli venga imposta lo porta a contrasti enormi con la madre, e a detta di Coelho, fu lei che lo fece ricoverare in un ospedale psichiatrico nel 1965 e nel 1966, convinta che le ribellioni del figlio fossero da imputare a una malattia mentale. In un successivo ricovero, nel 1967, lo scrittore fu sottoposto a elettroshock in quanto, egli narra, voleva avvicinarsi al teatro, allora reputato fucina di perversioni ed immoralità dalla borghesia brasiliana.

Sito: http://www.paulocoelho.com/
Blog: http://paulocoelhoblog.com/

 

Titolo: Il vincitore è solo
Autore: Paulo Coelho
Serie: //
Edito da: Mondolibri
Prezzo: 15,00 €
Genere: Romanzo, Narrativa
Pagine: 375 p.
Voto:

Trama: Igor Malev ha una sola cosa in mente: la sua ex moglie Ewa. Anche se è un uomo ricco, affascinante e di innato carisma, lei lo ha lasciato per uno stilista di grande successo. Una ferita, questa, da cui non è mai riuscito a riprendersi. Così decide di riconquistarla. Nella cornice del Festival di Cannes, circondato dal lusso e dagli eccessi della nuova aristocrazia, i vincitori definitivi nella gara edonistica della vita moderna, inizia una battaglia lunga ventiquattro ore. Perché Igor è un uomo di rara forza e fredda intelligenza e quella che vuole non sarà una riconciliazione ordinaria, pacifica. Perché ha fatto a se stesso la promessa di distruggere tutto ciò che si interpone tra lui e la sua amata. E lui mantiene sempre la parola. Con Il vincitore è solo Paulo Coelho torna ai grandi temi di Undici minuti e lo Zahir offrendoci un romanzo avvincente e ricco di tensione, specchio del mondo in cui viviamo, dove la ricerca del lusso e del successo a tutti i costi spesso impedisce di ascoltare quello che ci sussurra il nostro cuore.

 

Recensione
di Talia

Un libro, una molteplicità di storie. Paulo Coelho, con il suo nuovo lavoro “Il Vincitore è solo”, questa volta ci trascina in un mondo fatto di sfarzo, di apparenza e di luci dei flash delle macchine fotografiche.

Tutti i dettagli sono curati fin nei minimi particolari, tanto che lo scrittore riesce a far rivivere, come se fossimo lì, il suono dei campanelli delle biciclette sulla Croisette, quello delle chiacchiere delle persone e il verso dei gabbiani.

La trama del libro, per quanto questo sia stilisticamente perfetto, è tuttavia molto complessa: un connubio di storie che si intrecciano passo passo durante lo scorrere delle pagine. Tutti i personaggi che appaiono vengono sviluppati e caratterizzati dall’autore in tutte le loro sfaccettature, quasi maniacalmente, tanto che alla fine ci ritroveremo a simpatizzare per alcuni o magari ad odiarne degli altri. Molto bella comunque la scelta dello scrittore di far sviluppare la storia nell’arco di 24 ore.

Fin da subito vengono presentati due mondi completamente diversi e contrapposti: da un lato ci sono persone sconosciute che lottano per conquistarsi un po’ di fama e di riflettori, continuamente di corsa da un produttore all’altro, raramente ferme a riflettere sulle loro azioni. Dall’altro lato abbiamo la “superclasse”, un gruppetto di pochissimi eletti che invece vivono nel successo e hanno tutto ciò che vogliono: fama, ricchezza, potere. Poco importa come questi siano arrivati fin lì e a quali valori abbiano dovuto rinunciare.

Di quest’ultimo gruppo fa parte Igor, uno dei principali protagonisti del libro. La vicenda si svolge a Cannes, la bellissima cittadina nel sud della Francia, durante il festival del cinema, ed è qui che incontriamo per la prima volta il protagonista, proprietario di un’importante azienda di telecomunicazione russa. In gioventù partecipò come soldato semplice durante la lotta di conquista afghana da parte della Russia, rischiando di essere ucciso in più occasioni. È stato questo il motivo che l’ha spinto, una volta tornato a casa, a cercare di conquistarsi il suo “spazio alla luce” e a crearsi il suo impero dal niente. Durante la sua impresa conosce Ewa, che diventa sua moglie e la sua più grande ossessione, tanto che, quando lei decide di lasciarlo, lui si trova solo e con un’unica missione: fare in modo che lei ritorni. Non importa in che modo, né a che prezzo.

Questo libro, dallo sfondo noir, non vuole essere un thriller, dal momento che fin dal primo capitolo si viene a conoscenza di come il protagonista intende gestire la sua giornata a Cannes, bensì Coelho vuole regalarci una lettura introspettiva e farci comprendere ogni minimo pensiero che spinge i personaggi a comportarsi seguendo determinati schemi che si sono prefissati fin dall’inizio.

Non è un libro di facile lettura né di facile interpretazione. L’autore evolve il suo stile e le argomentazioni trattate: anche se di base il nucleo resta la ricerca della propria spiritualità, del benessere e della pace interiore, questa volta gli strumenti utilizzati sono ben diversi. Il tema principale de “Il vincitore è solo” è la disperata ricerca di ottenere ciò che si desidera con “ogni mezzo” possibile,  senza curarsi delle conseguenze, salvo poi ritrovarsi a desiderare un perdono che, speriamo, qualcuno sia disposto a concedere.

Sicuramente un libro molto diverso, seppur non qualitativamente inferiore, da quelli a cui ci ha abituato Coelho, come ad esempio “L’alchimista”, “il cammino di Santiago” e “Lo Zahir”. A parer mio è un libro ricco di spunti per riflettere, di domande da porsi e di risposte da rivalutare. Non tutto è come appare e talvolta la vera vittoria sta nell’accettare i propri limiti e rimetterci a ciò che ci detta il nostro Io interiore. Se questo non si verifica e non ci arrendiamo alle nostre debolezze, solo di una cosa si è sicuri alla fine: il vincitore è solo.

 

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