Il volto segreto di Gaia di Maria Lidia Petrulli (La cerca #1)

Il volto segreto di Gaia

di Maria Lidia Petrulli

Maria Lidia Petrulli

Maria Lidia Petrulli

È nata nel 1957, a Roma, psichiatra e psicoterapeuta, vive in Sardegna, dove si è laureata all’università di Cagliari. Sognatrice, si definisce un’idealista, ma non un’illusa. Potrebbe fare a meno del suo lavoro, ma mai della scrittura, che definisce come il mezzo per poter dire la sua, in maniera attiva, in questa realtà. É appassionata di cultura celtica e medioevale, che hanno poi ispirato il suo romanzo “Il ritorno del bardo”, il libro al quale è rimasta più affezionata. Attiva dal 2002, ha diversi altri romanzi e raccolte di racconti già pubblicati con molte case editrici. “La cerca” è il primo volume della saga “Il volto segreto di Gaia”.

Blog dell’autrice: http://lidiahelene.blog.tiscali.it/

Saga de Il volto segreto di Gaia

  1. La cerca
  2. L’Equilibrio e la Luce
  3. inedito

Il Corsaro NeroTitolo: La cerca
Autore: Maria Lidia Petrulli
Serie: Il volto segreto di Gaia #1
Edito da:  Il Ciliegio
Prezzo: 16 euro  oppure 8,49 euro formato Kindle
Genere:  Fantasy
Pagine: 240 p.
Votohttp://sognandoleggendo.net/wp-content/uploads/3Astelle39.png

  

Trama: Per scongiurare un conflitto ormai imminente contro gli umani, Elias e Eistir del pianeta Artan, consigliati dallo spirito Ybris, radunano una squadra e partono alla volta del misterioso pianeta Gaia, alla ricerca di un artefatto che dovrebbe riportare la loro razza all’antico splendore…

Recensione
by Mirko De Gasperis

Dopo la lettura del romanzo “La cerca”, primo libro di una trilogia ancora in fase di pubblicazione, la prima sensazione che rimane è quella di una storia che parte un po’ così, per poi riprendersi e terminare in maniera positiva. 
I difetti del libro infatti sono quasi tutti nella parte iniziale della storia, prima che i personaggi principali lascino il loro pianeta alla volta dello spazio. L’introduzione risulta opaca, nebbiosa ed entrare nella trama rimane alquanto difficoltoso. I personaggi secondari non sono descritti e delineati benissimo e si fa fatica ad affezionarsi anche a quelli principali che sembrano mancare di una personalità ben delineata, dato che, per portare avanti la trama, reagiscono a seconda della situazione, anche contraddicendo il modo in cui erano stati descritti fino a quel momento. Un esempio è Maoilir, che fa pace con il protagonista dopo svariate discussioni; oppure lo stesso Elias che sembra quasi un ribelle “per finta”, spesso in contrasto con lo spirito Ybris, ma che finisce sempre per fidarsi ciecamente di ciò che gli dice.
Superata questa prima parte e qualche inconsistenza nella trama (gli Ybridis che inizialmente si mettono in viaggio senza una meta), il romanzo si mostra molto più maturo e convincente, una volta che l’azione si sposta su Gaia, in particolare nell’Accademia. Tralasciando la descrizione dei popoli Tanai e della “Gente senza nome” che sono appena accennate, anche se poi ricoprono un ruolo importante nel prosieguo della trama e forse l’autrice avrà l’opportunità di approfondirli nel seguito della trilogia, risulta invece molto valida e accurata la descrizione della società della popolazione dominante di Gaia. L’accento mosso sulle contraddizioni di questo popolo viene posto in maniera abile e ben integrata nella trama, senza renderlo mai pesante, anche grazie alla presenza di un cattivo affascinante e corrotto come Benjamin Pasqual, ma soprattutto per merito di Adria McShillings, il personaggio descritto e costruito meglio dell’intero romanzo, che risulta essere interessante e avvincente nell’evoluzione graduale che mostra, proprio perché va di pari passo con la storia, senza venirne schiacciata, cosa che invece è avvenuta con altri personaggi, specialmente nella prima parte.
I temi portati avanti nella storia sono ben integrati e non risultato pedanti, sfruttando degli interessanti concetti, come gli umani di Artan che vivono in uno stato di alienazione e ipocondria, la paura della morte che spinge anche gli stessi Ybridis ad isolarsi, il tema ecologista e quello della clonazione, ma il vero punto di originalità del romanzo viene dalla sottile fusione fra semplice fantasy e fantascienza soft (i viaggi nello spazio sono fatti con la tecnologia umana e non con la magia), due aspetti che risultano amalgamati in maniera pregevole, senza stonare, nel passaggio da una componente all’altra.
In definitiva, “La cerca” risulta un buon libro, con trovate molto valide e supportato dallo stile dell’autrice, snello e calibrato al genere, oltre che per un editing privo di refusi (non un fatto da prendere per scontato e gli esempi non mancano!), che però soffre per una prima parte troppo frettolosa e scarsamente approfondita, che non aiuta il lettore a entrare subito nella storia. Un peccato, perché gli elementi per una saga interessante ci sono tutti. Vedremo se dal prossimo volume le aspettative verranno confermate.

Booktrailer

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