Intervista a Chiara Giacobelli

duecchiacchierecon

Due chiacchiere con…
Chiara Giacobelli

UN DISASTRO CHIAMATO AMORE
Edito da: Leggereditore
Prezzo: Cartaceo 14.90 € // Ebook 4.99 €
Genere: Romance contemporaneo
Pagine: 330
Trama: Francese con un lavoro a Parigi e un appartamentino a Montmartre, Vivienne Vuloir è una ragazza buffa e imbranata che colleziona una figuraccia dopo l’altra, fa i conti con una fallimentare carriera di scrittrice e soffre di un numero indefinito di fobie. A trent’anni ha dimenticato il sapore di un bacio, si è adattata a essere identificata come “quella che si occupa di gossip”, ma soprattutto ha perso completamente fiducia nel genere umano, specialmente se maschile. Quando un giorno riceve un’inattesa telefonata da un certo Mr Lennyster, figlio di un’importante attrice italiana su cui ha da poco redatto un dossier, è certa di stare per subire una grossa lavata di capo. Invece, l’uomo vuole commissionarle la biografia della madre. Così, ben presto Vivienne si troverà a dover affrontare un’avventura a cui non è affatto preparata: un viaggio in Italia, un libro da scrivere, un uomo affascinante, dolce ma oscuro, e una villa piena di misteri da risolvere.
Tra gaffe, tentativi maldestri di carpire i segreti della famiglia Lennyster, amori e altre catastrofi, Vivienne, inguaribile pessimista, capirà che la vita le sta per riservare una sorpresa inaspettata.

Chi è Chiara Giacobelli?

Chiara Giacobelli inizia a dedicarsi al giornalismo nel 2004, lavorando contemporaneamente come addetta stampa e curando progetti in diversi ambiti artistici e istituzionali per Medusa Film, la rivista Sipario, l’ufficio stampa musicale di Milano, Parole e dintorni, e la rassegna Le Parole della Filosofia. Nel 2010 entra a far parte dell’Ufficio Stampa del Senato della Repubblica a Palazzo Madama e, dopo un’esperienza triennale presso il quotidiano Corriere Adriatico, inizia a scrivere per numerose testate, tra cui The Huffington Post, Affari Italiani e Luxgallery (il principale portale italiano sul lusso), oltre a una serie di altre riviste cartacee comprese quelle del Gruppo Cairo Editore (Bell’Italia, In Viaggio, ecc).
Nel 2011 ha esordito ufficialmente come scrittrice con il libro 101 cose da fare nelle Marche almeno una volta nella vita pubblicato dalla Newton Compton. Sempre per la Newton Compton Editori ha scritto 1001 monasteri e santuari in Italia da visitare almeno una volta nella vita.
Per la casa editrice Le Mani ha invece firmato la biografia ufficiale dello sceneggiatore Furio Scarpelli, scritta insieme al giornalista di Sky Cinema Alessio Accardo e al critico cinematografico Federico Govoni, con la collaborazione di Giacomo Scarpelli e la prefazione di Ettore Scola.
A novembre 2015 è stata Official Social Blogger per l’Atelier di Antonia Sautter in occasione de Il Ballo del Doge, definito da Vanity Fair “il più sontuoso ed esclusivo, celebre ed ambito evento mondano del mondo”. Ad aprile dello stesso anno ha pubblicato con l’IMT – Istituto Marchigiano di Tutela Vini il libro Le Marche al sapor diVino, presentato al Vinitaly 2015, allo Street Food Festival di Pesaro e in svariate altre occasioni.
Il 26 novembre 2015 è uscito in libreria il suo nono libro dal titolo Forse non tutti sanno che nelle Marche…, un successo editoriale inaspettato che ha venduto più di 2.000 copie in appena tre settimane. Nel frattempo, l’autrice è stata scelta per essere membro della Giuria presso il prestigioso Premio Letterario Internazionale Città di Cattolica 2016.
A luglio del 2016 Chiara ha pubblicato il suo romanzo d’esordio Un disastro chiamato amore con Leggereditore del Gruppo Fanucci. Il libro è stato definito da molti giornalisti “il romanzo dell’estate 2016” e per tutto il mese di agosto è stato in classifica tra i dieci più venduti nella Narrativa di Amazon.it.
Nel novembre 2016 è stato dato alle stampe 101 cose da fare in Veneto almeno una volta nella vita (Newton Compton Editori). Il mese successivo è stata insignita del prestigioso Premio Golden Media Marche (sezione Editoria) dedicato alle eccellenze marchigiane della comunicazione.

Intervista

  • Ciao Chiara, benvenuta nel nostro angolo delle chiacchiere. Comincio subito chiedendoti di fare un tuo breve ritratto per i lettori che non ti conoscono.

L’aggettivo che mi sento più spesso associare dalle persone che mi incontrano è “preraffaellita”, il che mi lascia sempre un po’ perplessa perché non capisco se si tratti di un complimento o meno. A me con il termine “preraffaellita” viene in mente la ragazza con i capelli lunghi rossi che galleggia morta nel fiume… quindi, se magari potreste leggermente cambiare epoca…
A parte gli scherzi, sono una scrittrice con tutto ciò che questo comporta, di bello e di brutto: una sensibilità un po’ troppo spiccata, riuscire a vedere oltre il velo delle cose, scavare fino ad arrovellarsi sui mille concetti della vita, credere ai sogni e alla fantasia, star dietro a un’indole artistica ingestibile. A parte ciò, cerco di fare del mio meglio!

  • Parlaci del tuo lavoro di giornalista, quanto ti è stato di supporto per affrontare la stesura del primo romanzo?

Molto, ma senza che me ne rendessi conto perché ormai fa parte del mio bagaglio culturale e del mio modo di lavorare. Il giornalismo mi ha insegnato a fare ricerca, a non fermarmi alla superficie, a “entrare” veramente nei luoghi, nelle persone, negli stati d’animo, a pormi delle domande e a darmi delle risposte. Senza il giornalismo questo romanzo sarebbe probabilmente stato più superficiale e meno accurato.

“Romanzo liberamente ispirato a una serie di personaggi realmente conosciuti dall’autrice”.

  • Così recita lo strillo di Un disastro chiamato amore. Vuoi raccontarci qualcosa in proposito?

Se escludiamo la protagonista Vivienne che è il mio alter ego letterario, il protagonista maschile Alex è ispirato a Sean Ferrer, figlio maggiore di Audrey Hepburn. C’è poi molto di lei nella figura di Elisabetta Grimaldi (la madre di Alex), sebbene io abbia tratto alcuni episodi realmente accaduti anche dalle vite di Maria Luisa Spaziani, Rossana Podestà, Marta Marzotto, i registi e gli sceneggiatori della Commedia all’Italiana.

  • Si tratta di una storia brillante, ma il taglio è più anglosassone che italiano; come mai questa scelta?

È voluta. Fosse per me avrei scritto un romanzo completamente anglosassone, perché la mia ispirazione e i miei desideri in questo momento guardano all’estero. Ma ho dovuto mediare con le esigenze dell’editoria italiana e alla fine credo ne sia venuto fuori un buon prodotto, quanto meno originale.

  • La copertina del romanzo è molto efficace: colorata, allegra, cattura subito l’attenzione. Hai avuto un ruolo nella scelta o se ne è occupato l’editore?

L’editore, completamente.

  • La tua esperienza editoriale è fatta di… qualche considerazione in merito.

È un mondo complicato e affascinante al tempo stesso; da una parte vieni incanalata dentro logiche di mercato che stanno strette a qualunque artista, dall’altra impari molto, cresci e migliori professionalmente. Sicuramente non sarei dove mi trovo oggi se non fosse per il sostegno di queste persone. In particolare devo ringraziare la mia agente Fiammetta Biancatelli che per prima ha creduto in me.

  • Conosciamo meglio la Chiara scrittrice: raccontaci del tuo metodo di scrittura, delle tue abitudini e fisime “letterarie” (se ne hai), dei tuoi autori preferiti.

Non ho un metodo di scrittura perché mi piace essere eclettica, cambiare, sperimentare. Non ho rituali né orari predefiniti: per me scrivere è libertà allo stato puro, la cosa più importante che ho conquistato nella vita fino ad oggi. Per quanto riguarda gli autori preferisco andare sul classico, specialmente il Rinascimento e l’Ottocento. Ma cerco di leggere tutto, anche scrittori contemporanei nonostante non siano il mio forte.

  • Domanda di rito, prima di salutarci. Progetti futuri?

È da poco uscito in libreria il mio nuovo “101 cose da fare in Veneto almeno una volta nella vita”, guida turistica alternativa per scoprire il Veneto come non l’avete mai visto. Mi aspettano molte presentazioni, l’1 febbraio ho presentato invece “Un disastro chiamato amore” a Rimini e poi devo iniziare dei nuovi progetti letterari, sui quali per ora mantengo il riserbo.

  • Vuoi dire qualcosa ai nostri lettori che non ti ho dato la possibilità di esprimere nelle domande precedenti?

Non abbiate paura di vivere. Ponetevi più domande che potete, cercate le risposte, non date retta a chi dice che la pazzia è qualcosa di negativo e vi guarda storto se fate una follia senza senso. Cogliete la scintilla della vita. Tutto il resto è superfluo.

Bene, l’intervista finisce qui… un grazie a Chiara Giacobelli per essere stata con noi. Ti aspettiamo presto con il tuo prossimo lavoro!

molly68

Scrittrice e lettrice appassionata di ogni tipo di letteratura, con una predilezione per il genere fantasy, nata sotto il segno dell'Acquario, "umana" di un gatto prepotente, fiera di appartenere a questo mitico staff di "sognatrici-lettrici", narratrice di terre lontane e fantastiche, cacciatrice di sogni, il mio motto è una frase del grandissimo GRRM: "A reader lives a thousand lives before he dies (...). The man who never reads lives only one." Good read!

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