It follows. Il film

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le pellicole che – dicono – stanno sbancando al botteghino

It follows


 

Titolo: “It Follows
Regia: Robert Mitchell
Sceneggiatura: Robert Mitchell
Genere: horror
Durata: 107 minuti
Interpreti: Maika Monroe: Jay; Keir Gilchrist: Paul; Jake Weary: Hug; Olivia Luccardi: Yara

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Trama: Jay viene tramortita da un ragazzo con cui ha appena avuto un rapporto sessuale. Al suo risveglio è legata a una sedia a rotelle in un edificio abbandonato. Il suo rapitore la mette al corrente della sua inquietante situazione: le ha appena trasmesso una maledizione che la condanna a essere costantemente inseguita da un essere  intento ad ucciderla. Questa cosa è invisibile alle altre persone e non è in grado di correre, ma non è stupida. L’unica possibilità di salvarsi è trasmettere a sua volta la maledizione facendo sesso con qualcuno.

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Recensioneùdi Jacopo Giunchi

Questo It follows, scritto e diretto da Robert Mitchell, è un vero gioiello che brilla nel desolante panorama del cinema contemporaneo per intelligenza, chiarezza e coinvolgimento. Basta la sequenza introduttiva per capire la pasta finissima di cui è fatto il film: un semplice piano sequenza su di una strada periferica, mostra una giovane ragazza intenta a fuggire da qualcosa che al pubblico e agli altri personaggi non è dato vedere; l’orrore indicibile che la affligge è reso concreto e palpabile soltanto dalla colonna sonora e dai movimenti macchina.

Come tutti i migliori soggetti che utilizzano il soprannaturale, It follows sviluppa la propria riflessione attraverso il cosiddetto “metaforone”: le vicende alludono costantemente ad altri concetti non immediatamente decifrabili. A differenza di altri film, dove il “metaforone” richiede acrobazie interpretative e visioni multiple, qui risulta tutto chiaro e, inoltre, le “regole del gioco” non vengono tediosamente imparate dai protagonisti strada facendo, come avviene di solito, ma ci vengono spiegate subito per bocca del rapitore:

– Questa cosa ti seguirà. Qualcuno l’ha data a me e io l’ho passata a te. Può apparire come qualcuno che conosci o come una persona tra la folla, può essere chiunque, ma ce n’è uno solo. Spesso assume le sembianze di persone che ami che ti hanno ferito […] Vai a letto con qualcuno il prima possibile e passa la maledizione a qualcun’altro; se ti uccide, tornerà a seguire me. Non andare mai in un posto con una sola uscita: è molto lento, ma non è stupido.

L’adolescenza è il momento in cui vengono disillusi gli idilli infantili e si subiscono le prime ferite sentimentali, tipicamente proprio a seguito delle prime esperienze sessuali. L’individuo prende consapevolezza della sofferenza e comincia a sviluppare ossessioni che lo accompagneranno tutta la vita, dalle quali può fuggire solo temporaneamente e che lo spingono a sua volta a fare del male agli altri. La maledizione di It follows rappresenta l’inevitabile e definitiva perdita dell’innocenza.

it-follows-beach-sceneLa protagonista è chiamata a reagire a una nuova e terrificante realtà. Cosa farà Jay? Continuerà a fuggire per sempre? O passerà cinicamente la maledizione a qualcuno? E in tal caso, chi sceglierà? Questi e altri dilemmi serpeggiano silenziosi tra gli sguardi angosciati che i protagonisti si scambiano durante la loro fuga disperata. Per tutto il film nessun adulto viene mai messo a fuoco, se non come incarnazione del mostro inseguitore, in modo da accentuare ulteriormente la dimensione totalizzante di un’adolescenza smarrita e avulsa.

La regia crea un atmosfera intima e introspettiva fatta di bui e silenzi, ma la tensione rimane costante per tutto il film: il pericolo può provenire in qualunque momento da qualunque direzione e le inquadrature spesso giocano con questo aspetto del film ricorrendo a figure che si avvicinano sullo sfondo, panoramiche a 360 gradi e un preciso uso delle musiche synth di Richard Vreeland. La macchina da presa pare completamente immersa in uno spazio scenico di cui può inquadrare solo una porzione, rendendo una potenziale minaccia tutto ciò che è fuori campo.

Molti diranno che questo It follows non costituisce nulla di innovativo ed è basato sui più classici cliché horror: dopotutto si tratta di un gruppo di adolescenti inseguiti da un mostro. Vero, It follows ha un impostazione squisitamente carpenteriana e ricorre spesso ai collaudatissimi trucchi del genere. Quello che lo innalza al di sopra di uno slasher qualunque è il suo rifiuto di porre l’orrore come proprio fine ultimo. La violenza è quasi del tutto assente (cosa che lo rende apprezzabile anche dal pubblico più impressionabile) e l’orrore è utilizzato per parlarci d’altro. Attraverso un sofisticato impianto metaforico, It follows sublima l’archetipo del teen horror tramutandolo in una forma d’espressione poetica.

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Il difetto principale della pellicola risiede  nel suo scarso appeal commerciale: si tratta del tipico film che riceve piogge di elogi dai critici, ma che deluderebbe un ipotetico adolescente che decidesse di guardare un horror al cinema. Infatti l’opera, non è ancora distribuita, nonostante abbia fatto già molto parlare di sé ai festival, e forse già questo basterebbe come prova indiziaria della sua buona qualità. Chi liquida un film come questo con commenti del tipo: “è lento” o “non fa paura” probabilmente non ha superato l’età puberale.

Pur girato con budget limitatissimo, It follows è promosso su tutta la linea e rappresenta un’oasi nel deserto della produzione horror degli ultimi anni; forse, insieme a Babadook, potrebbe essere l’opera fondativa di un nuovo cinema orrorifico, più maturo e meno “pornorrografico”. Sicuramente consigliato a tutti, anche a coloro che non amano il genere e ai facilmente impressionabili: la violenza e la mostruosità sono limitate a pochissime scene e rese con un leggero makeup, volto più a inquietare che a terrorizzare veramente.

– Jacopo Giunchi

 

 

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