La ballata della Mama Nera di Roberta Lepri

Roberta Lepri;

Nata a Città di Castello (Perugia), si è laureata in Lettere moderne all’Università di Siena con una tesi su Michelangelo. Attualmente vive e lavora a Grosseto. Vincitrice di numerosi premi letterari, ha pubblicato i romanzi “Sulla terra, a caso” (ExCogita, 2003),  “L’Ordine inverso di Ilaria” (Guida, 2005, vincitore della X edizione del Premio Cimitile), “L’Amore riflesso” (Guida, 2006) e “La ballata della Mama Nera” (Avagliano, 2010).

Scrive soprattutto di notte.

Il suo sito web:http://www.robertalepri.com/

 

 

Titolo: La ballata della Mama Nera
Autore:
Roberta Lepri
Serie:
#
Edito da:
Avagliano Editore
Prezzo:
13,00 €
Genere:
Narrativa Contemporanea, Giallo
Pagine:
192 pg.
Voto:


Trama

Una comunità zingara è in guerra con gli abitanti di una cittadina di provincia, all’indomani del ritrovamento del cadavere di un bambino proprio nelle vicinanze del campo rom. Manuel è esperto delle cose della vita. Per Ughino, invece, crescere è un miraggio. Insieme faranno molta strada, tutta quella che serve per arrivare alla verità e alla sconfitta dei pregiudizi. Su tutti vigila, immobile e serena come il granito, vecchia come il mondo e scaltra come un gatto, la Mama Nera. Che neanche in punto di morte rinuncia a ballare.

Recensione

Il romanzo breve La ballata della Mama Nera è il tipico libro che una volta che inizi a leggere non smetti più. Roberta Lepri non solo ci offre una bella storia, con personaggi ben delineati e descritti, soprattutto nel loro intimo, nella loro personalità, ma ci dà anche lo spunto per riflettere su una tematica particolarmente sentita nella nostra società e di cui si parla molto attraverso i media: il razzismo.

Un personaggio che nella storia è vittima dei pregiudizi è Mama Nera, un’anziana zingara descritta come una vecchia strega con il potere di far venire i brividi già solamente con lo sguardo. Non è il personaggio principale, al contrario di quello che si possa pensare leggendo il titolo, poichè rimane abbastanza in sottofondo nella storia, ma è un punto di riferimento per gli altri zingari del campo.

Interessante è vedere come l’autrice ci descrive due famiglie completamente diverse: da una parte quella di Ughino, una famiglia normale con dei genitori che litigano e che hanno talmente tanti problemi da dimenticarsi (apparentemente) del figlio; dall’altra una famiglia modello, ricca, con una casa da favola, una tata che fa da governante, dei genitori attenti e premurosi con la propria figlia. Ma occorre sempre guardare al di là delle apparenze, non lasciarci ingannare dalla superficie perchè nella profondità si possono nascondere più segreti di quanti noi crediamo.

 

Booktrailer:

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