La casa del sonno di Jonathan Coe

Jonathan Coe

Ha studiato alla King Edward’s School, Birmingham, al Trinity College, Cambridge e all’Università di Warwick, dove ha anche insegnato poesia inglese. Ha in seguito lavorato nel campo musicale, scrivendo musica jazz e cabaret, ha poi fatto il correttore di bozze, prima di diventare scrittore e giornalista freelance.

Blog: http://www.jonathancoewriter.com/blog.php/


Titolo
: La casa del sonno
Autore: Jonathan Coe
Serie: //
Edito da: Universale economica Feltrinelli
Prezzo: 8,00 €
Genere: Romanzo introspettivo, Narrativa contemporanea
Pagine: 305 p.
Voto:

Trama: In “La casa del sonno” si racconta l’avventura di un gruppo di giovani. Da studenti, nei primi anni Ottanta, vivono tutti nella severa Ashdown: Gregory, che studia medicina e ha la mania di spiare il sonno altrui; Veronica, una lesbica volitiva, ultrapoliticizzata e appassionata di teatro; Terry, che dorme quattordici ore al giorno e da sveglio sogna di girare un film che richiederà cinquant’anni di riprese; Robert, romantico studente di lettere, che scrive poesie d’amore per Sarah e Sarah, appunto, intorno alla quale girano le vicende di tutti gli altri. Dodici anni dopo, Ashdown è diventata una clinica dove si cura la narcolessia e nei sotterranei si svolgono oscuri esperimenti. E’ un autentico “castello dei destini incrociati”, dove si avverano sogni e si dissolvono visioni, dove c’è chi dorme troppo e chi troppo poco, chi ama sognare piuttosto che vivere e chi non vorrebbe perdere un solo minuto di vita nel sonno. E, mentre si interroga ossessivamente sul valore e il significato del sonno, l’eterogenea comunità di studenti, diventata adulta, inciampa nel malessere, nella follia e nelle comiche incongruenze della vita.

Recensione:
di Debora

…quando perdi qualcuno e questo qualcuno ti manca tu soffri perché la persona assente si è trasformata in un essere immaginario:irreale. Ma il tuo desiderio di lei non è immaginario. Così è a quello che devi aggrapparti: al desiderio. Perché è reale.

Anche con i libri o con un autore credo esista il colpo di fulmine. Quello che ti lascia così basito. Quello che non ti stacca dal divano, dal letto o dal luogo in cui eri accoccolato al caldo in una giornata invernale a leggere. E vai avanti nella lettura e non sai bene perché ti piace così tanto, perché ti tiene incollato così alle pagine. E’ un libro che devi assorbire, assimilare un po’ per volta anche se in realtà l’hai letto in una sola giornata. E ora provo a scoprire insieme a voi cosa mi ha colpito tanto del libro e dello stile dell’autore. Durante la lettura non ho preso “appunti” come solitamente faccio, quando magari so che deve essere una recensione per voi lettori di Sognando Leggendo. Non ci sono riuscita. Troppo presa dallo scorrere degli eventi dei protagonisti del libro forse.

Allora iniziamo proprio dai protagonisti. Ci verrà inevitabile affezionarci di più alla folle Sarah, ma anche tutti gli altri personaggi non sono da meno. Tutti hanno qualche caratteristica che li rende unici. Jonathan Coe ci racconta una Sarah prima e dopo un evento che sconvolgerà il sonno a molti di quelli che le girano attorno. L’autore usa questa tecnica di andare avanti e indietro nel tempo a capitoli alterni  che mantiene viva la curiosità del lettore. E c’è sempre continuità nella narrazione tanto che l’ultima parola di un capitolo è ripetuta nel capitolo successivo ed è scritta in maiuscolo. Troverete quindi capitoli che iniziano con una parola scritta a lettere minuscole! Non dovete pensare come ho fatto io che si siano dimenticati di stampare qualcosa prima! E’ così e basta.

L’autore riesce ad intrecciare gli eventi magistralmente; all’inizio della lettura ci chiediamo dove vorrà andare a parare, ci chiediamo quale sia il senso nascosto di questo libro  ma ad un terzo della lettura inizi a mettere insieme tutto. E’ così bravo che le cose che accadono mai potresti immaginartele o almeno per me è stato così, forse voi sarete più perspicaci di me chissà!
Le descrizioni che siano dei personaggio o delle situazioni sono a mio parere perfette; si ferma sui particolari come una telecamera che mette lo zoom e piano piano si allarga ad uno sguardo d’insieme. Non sono mai eccessive e non sono forzate. Veniamo ai dialoghi; anche a questi viene dato un largo spazio e dato bene. Non ci sono dialoghi buttati a caso, messi lì per allungare il brodo. Tutto serve per completare la narrazione e completare i personaggi. Poi lasciatemi dire una cosa riesce ad essere ironico nella maniera giusta, senza usare forzature. Quando poi si ritrova a parlare di sesso, lo fa in maniera delicata senza risultare volgare. Sembra una piccolezza ma personalmente molto apprezzata perché odio quando si passa alla volgarità e alle cose ovvie.

Poi come non parlare del sonno, indiscusso protagonista del libro. Chissà perché nel sonno forse diciamo la verità (se abbiamo il brutto vizio di parlare nel sonno) e comunque si sa, ce l’hanno detto tante di quelle volte che i sogni sono i nostri desideri reali che non riusciamo a realizzare nella vita vera. Tutti i personaggi, o quasi, vengono quasi psicanalizzati e viene studiato il loro sonno. Perché qualche problema del sonno ce l’ha anche Sarah. La nostra dolce Sarah che tutti credono pazza ma che magari ha solo un problema che si può curare con qualche farmaco o forse con un po’ d’amore? Si perché anche di questo parlerà l’autore. Che sia l’amore che ci tormenta di più nel sonno e che ci rende la vita così complicata? Forse potrei stare qui ore a cercare di entrare nell’Io dei protagonisti perché questo romanzo dovrebbe essere sviscerato ancora più a fondo.
Però se volete farlo voi con me ne sarei felice.

Ah un’altro piccolo grande particolare: il prezzo. Ottimo direi. Questo libro mi è stato regalato ma doveva assolutamente entrare nella mia libreria!

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