La città dei matti di Domenico Esposito

Domenico Esposito;

Domenico Esposito, detto “Mito” (1986), è un giovane rapper di Cervinara (Avellino), conosciuto anche con lo pseudonimo di “Mito”. Ha sempre coltivato la vena di scrittore e poeta, cui crescendo si è aggiunta la passione per la musica, appunto il rap. Diplomatosi geometra, si dà però esclusivamente alla musica partecipando a numerosi concerti. All’età di ventuno anni si iscrive alla facoltà di Storia presso l’Università Federico II di Napoli, e dopo un paio di anni scrive il suo primo romanzo: “La città dei Matti”. Conduce il programma culturale “Polvere di Storia” alla web radio “C.A.O.S.” (“Centro Autogestito Operante nel Sociale”, ispirata al movimento giovanile della Valle Caudina nel quale è attivamente impegnato.

Blog: http://lacittadeimattidomenicoespositomito.blogspot.com/

 

Titolo: La Città dei Matti (isbn:)
Autore: Domenico Esposito
Serie: #
Edito da: Mond&Editori
Prezzo: 14,00 €
Genere: Narrativa Contemporanea
Pagine: 190 pg.
Voto:

 

Trama:

“La città dei Matti” è la storia di Romolo e della sua incessante ricerca di se stesso, sullo scenario di un paesino del Sud, dove convivono criminalità e romantici rivoluzionari.

Romolo, nella sua logorante e solitaria introspezione, rivede i tanti episodi nei quali perse, a causa della cattiveria e della superficialità altrui, la stima di sè e la fiducia nel prossimo. E sarà il sedimentarsi in lui, giorno dopo giorno, di tutte queste inspiegabili circostanze ad animarlo di un sentimento di personale rivalsa, a trascinarlo nella più estrema alienazione dalla vita.

Così, con un tocco a volte ironico ed a volte ispirato, “La città dei Matti” dell’esordiente Domenico Esposito, racconta come le inquietudini giovanili, quando lasciate a se stesse, conducano per mano oltre il senso del vero.

 

Citazione: “Avevo l’impressione che in quel paese fossero tutti matti,fino ad ora non avevo ancora visto una persona sana di mente,cominciai a sudare e impallidire, di nuovo dei brividi mi avvolgevano. Il tempo passava in fretta: erano già le 19 passate,ma nella strada ancora nessuno.Proseguii, stavolta sulla mia destra: un altro rettilineo, era un senso unico; passò un’auto con dei giovani che avevano la musica alta e ballavano, tentai di chiamarli ma non mi sentirono,né ci riprovai, perché dopo quelle due persone che avevo appena incontrato era probabile che neanche quei giovani fossero normali. Avevo paura.”


 

Recensione:

Prima di iniziare la recensione vorrei cogliere l’occasione  per ringraziare l’autore per averci mandato l’ebook aderendo all’iniziativa del blog Sognando Leggendo.

La cità dei matti, primo romanzo del giovane Domenico Esposito, mi ha colpito sin dal titolo: sono cresciuta in una cittadina soprannominata proprio “la città dei matti” in quanto fino a qualche anno fa era presente un ospedale psichiatrico o, detto volgarmente, un manicomio che ospitava i cosidetti matti.

Bernando, un giovane ragazzo del nord, decide di intraprendere un viaggio per andare a trovare un amico che abita in un paesino del sud. Arrivato a destinazione dedice di fare una sorpresa a Mimmo e di non dirgli nulla del suo arrivo, così cercando di trovare la strada per raggiungere l’abitazione  incrocia per le vie del paese vari personaggi “strani” che verranno inquadrati, quando parlerà col suo amico, come i matti del paese.

Sullo sfondo di questo paesino e dei suoi bizzari abitanti viene raccontata la storia di Romolo, compagno di scuola di Mimmo, e del suo disagio mentale.

Un libro che mi è piaciuto particolarmente non solo per la brillantezza espositiva ma anche per il coraggio di affrontare tematiche scomode che troppo spesso non si hanno il coraggio di affrontare. Un libro che fa riflettere e che consiglio vivamente.

 

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Una replica a “La città dei matti di Domenico Esposito”

  1. Mito (commenta l&#03 ha detto:

    Grazie per la recensione. La domanda che devono porsi i miei lettori è appunto "Romolo è un matto o soltanto uno dei tanti giovani che vivono il loro disagio e le loro inquietudini"?

    Finora, secondo gli uni non c'è da discutere che sia affetto da qualche malattia mentale; secondo altri, è solo un giovane come tanti, un po' esaurito.

    Sulla conclusione però non ci sarebbe da discutere…eppure anche lì i miei lettori hanno avuto opinioni discordanti.

    Saluti

    -Mito-

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