La donna in gabbia di Jussi Adler- Olsen

Jussi Adler-Olsen
Jussi Adler-Olsen (nato il 2 agosto 1950), ultimo e unico maschio di 4 figli, è cresciuto a contatto con la malattia mentale perché il padre era medico interno di un ospedale psichiatrico.
Giornalista, ha esordito con la serie della Sezione Q guidata da Carl Mørck nel 2007 ed è l’autore danese di gialli più venduto nel mondo, al vertice delle classifiche tedesche da tre anni consecutivi. I suoi libri, tradotti in 22 Paesi, hanno conseguito importanti riconoscimenti internazionali, tra cui il Premio Harald Mogensen, il Deutscher Krimipreis, il Glass Key (il premio per la letteratura di genere più importante della Scandinavia) e il Gyldne Laurbær (il più prestigioso riconoscimento letterario all’opera di un autore in Danimarca).
La serie sarà presto oggetto di una trasposizione cinematografica.
In Italia Marsilio nel 2011 ha pubblicato il primo di questi titoli: La donna in gabbia (Kvinden I buret).

 

Titolo: La donna in gabbia
Autore: Jussi Adler-Olsen
Serie: //
Edito da: Marsilio
Prezzo: 18.50 €
Genere: Romanzo Thriller
Pagine: 461 p.
Voto:

Trama: La voce distorta proviene da un altoparlante piazzato da qualche parte nel buio: “Buon compleanno, Merete. Oggi sono centoventisei giorni che sei qui, e questo è il nostro regalo per te. Lasceremo la luce accesa per un anno, a meno che tu non sia capace di rispondere a una domanda. Perché ti abbiamo rinchiusa?”. Merete Lynggaard, giovane parlamentare danese di successo, è a bordo di un traghetto il giorno in cui scompare senza lasciare tracce. I media si lanciano avidamente sulla storia e le ipotesi si avvicendano nei titoli: dal suicidio all’omicidio, dal tragico incidente al rapimento, fino alla sparizione volontaria. La polizia mette in campo tutte le forze, ma senza risultato: la donna sembra inghiottita dalla terra. Merete però non è morta. Chi la tiene segregata in modo tanto disumano in una prigione di cemento? E perché? Cinque anni dopo, Carl Morck, poliziotto svogliato e burbero, una spina nel fianco per tutti i colleghi, decide di riaprire le indagini con la sua Sezione Q, il nuovo reparto speciale per i casi irrisolti. Procedendo a ritroso nel tempo fra trame politiche e drammi familiari, Morck e il suo misterioso assistente siriano Assad si lanciano in una battaglia contro il disegno delirante di un criminale folle.

Recensione
di Debora

“Buon compleanno, Merete. Oggi sono centoventisei giorni che sei qui, e questo è il nostro regalo per te. Lasceremo la luce accesa per un anno, a meno che tu non sia capace di rispondere a una domanda. Perché ti abbiamo rinchiusa?”

 Ammetto di aver acquistato questo libro spinta dal desiderio di scoprire altri scrittori nord-europei, come la mia amata Camilla Lackberg, autrice della famosa trilogia iniziata con la Principessa di ghiaccio.  Jussi Adler- Olsen sembra così essere un nuovo protagonista della letteratura nordica, in ascesa negli ultimi anni.

Ci troveremo subito immersi in un’atmosfera di suspense, e a tratti troveremo dettagli horror, che indurranno nel lettore sensazioni di paura. Un thriller che ci emoziona fin dalle prime pagine, ma anche un libro che studia la psicologia umana, dove gli effetti delle disgrazie si ripercuotono sui comportamenti dei protagonisti.

Già la copertina ci suggerisce quel senso di angoscia che proveremo leggendo la storia; sono infatti presenti continuamente nella donna, ranicchiata su se stessa, con la luce puntata su di lei, luce che, scoprirete, assume un ruolo fondamentale.

I capitoli vengono numerati, quello che dovrebbe essere il loro titolo è in realtà l’anno in cui si svolgono i fatti; gli eventi accadono su due linee temporali diverse che seguono i protagonisti principali del giallo. Da una parte Carl, un poliziotto, non proprio simpatico, dall’altra Merete, una donna affascinante, con una carriera politica brillante, sparita nel nulla. Carl, qualche anno dopo la sparizione di Merete, si troverà ad indagare sul presunto suicidio della donna. A poco a poco il destino di questi due personaggi si incontrerà.

La luce eterna era cento volte peggio del buio infinito. Metteva a nudo le miserie della sua vita.

La donna in gabbia, Merete, è una persona con un gran senso di responsabilità, con un passato travagliato e un presente difficile. Il suo torturatore usa ombra e luce come arma per infliggerle sofferenza. L’autore riesce ad esaltare questi dettagli di colori dati dall’effetto di buio o luminosità, descrivendone i contraccolpi sull’animo di Merete. La protagonista per sopravvivere meglio al dolore si immerge nei ricordi d’infanzia, nei libri, nei film, che per un attimo la portano in un’altra dimensione e le fanno dimenticare lo scorrere del tempo.

L’autore dimostra una grande capacità nel descrivere i luoghi in cui è ambientata la storia; tutto ci appare chiaro, ogni posto è descritto con precisione e accuratezza. Sono molto numerosi i dettagli, peraltro quasi necessari, soprattutto nei capitoli nei quali si parla di Carl e delle sue indagini. Quando invece si racconta della segregazione di Merete, Adler-Olsen difficilmente utilizza i dialoghi; prevalgono i pensieri della donna.

Ad indagare assieme a Carl troviamo Assad, che alleggerisce, con le sue battute, il tono di suspense e mistero del romanzo. Anche se persona ignorante in materia, e con un po’ di difficoltà linguistiche in quanto straniero, è incredibile come Assad riesca a mettere insieme i pezzi e a dare una svolta alle indagini. L’autore sembra avere un giudizio non proprio positivo sulla polizia danese. Troppe cose sono sfuggite nelle prime indagini.

Lato negativo del libro è che forse non ha delle caratteristiche nuove, di spicco rispetto ad altri romanzi del genere, almeno di quelli che ho letto io fino ad ora. Niente di nuovo si, ma gli elementi “classici” del  thriller ci sono tutti. La tensione cresce pagina dopo pagina ma Adler-Olsen non mancherà di commuovervi in particolar modo nelle ultime pagine. Un finale forse poco probabile, ma senza dubbio bello.

Di sicuro ci saranno altri capitoli dedicati a questo poliziotto e voglio anche ricordare che sono già stati acquistati i diritti cinematografici e televisivi da Network Movie, ZDF Enterprises e Nordisk Film: la serie sarà quindi presto oggetto di una trasposizione cinematografica.

Considerato anche questo elemento, direi che aspettando che esca il film, il libro merita di essere letto!

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Una replica a “La donna in gabbia di Jussi Adler- Olsen”

  1. maria teresa ha detto:

    Bellissimo il libro, comprero' l'altro appena uscito in libreria e consiglio x gli appassionati come me anke lo scrittore Arnaldur Indridason.

  2. […] stesso autore per la serie Sezione Q:- La donna in gabbia- Battuta di […]

Rispondi a Anteprima: Il messaggio nella bottiglia di Jussi Adler Olsen : Sognando Leggendo Annulla risposta

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