La fantastica storia dell’ottantunenne investito dal camioncino del latte di J.B. Morrison

La fantastica storia dell’ottantunenne
investito dal camioncino del latte

di J.B. Morrison

 

La fantastica storia dell'ottantunenne investito dal camioncino del latteTitolo: La fantastica storia dell’ottantunenne investito dal camioncino del latte
Autore: J.B. Morrison (Traduttore: G. Arduino)
Serie: //
Edito da: Corbaccio
Prezzo: 14.90 € cartaceo //  9,99 € ebook
Genere: Romanzo, narrativa
Pagine: 266 p.

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Trama: Frank, neo-ottantunenne, abita con il gatto Bibì in una tipica cittadina inglese; colleziona dvd, sperpera i suoi pochi denari alle fiere parrocchiali e tenta disperatamente di evitare gli scocciatori che bussano alla sua porta. Prima era abbastanza in gamba per riempire decorosamente le sue giornate, ma ora con un braccio e un piede fratturati, la vita gli appare decisamente grigia. Fino a quando non fa irruzione nel suo tran-tran Kelly Natale, professione assistente a domicilio. Con la sua utilitaria azzurra, un parcheggio da far rizzare i capelli in testa, una serena tenacia e la risata pronta, Kelly trasforma la vita di Frank. E gli ricorda che fuori dei muri di casa c’è un mondo avventuroso per chiunque, anche per chi ha ottantun anni. «La fantastica storia dell’ottantunenne investito dal camioncino del latte» è un romanzo commovente e allegro, tenero e spiritoso. È la storia esemplare di una vita né famosa né disastrosa, ma comunque unica e straordinaria, come ogni vita.

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Recensioneùdi Gonza

Cominciamo dall’inizio, perché questo libro di rara bruttezza va sviscerato e compreso. Dunque, la “Fantastica storia dell’ottantunenne investito dal camioncino del latte” è un titolo che vuole probabilmente rifarsi a quanto va di moda ora, a partire da “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve” per arrivare a “L’incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio Ikea” ma, a parte ricorrere a questo mero stratagemma per vendere, di “fantastico” questa storia non ha assolutamente niente, ma niente proprio eh! sia chiaro. Né una variazione improbabile della trama, né un momento di assoluto divertimento, né tantomeno un drago.

The Extra Ordinary Life of Frank Derrick, Age 81Proseguendo e senza tema di spoiler, perché non succede assolutamente nulla, l’unico punto a favore del libro è una buona traduzione; io l’ho letto in italiano e non in lingua originale, ma chiaramente l’autore è inglese perché più di una volta mi sono chiesta – e magari è proprio così – se non fosse colpa mia e del mio evidente problema con lo humor inglese. Ho pensato che le battute erano talmente sottili che non le capivo, ho pensato che non ero in grado di apprezzare questa “storia tenerissima” (definizione della Corbaccio) perché sono cattiva e ancora relativamente giovane… tutto può essere, fatto sta che in 266 pagine non ho riso una volta, ma una che fosse una. Non ho nemmeno sorriso, però più di una volta ho fatto delle smorfie, magari vale uguale.

La trama può riassumersi in questo modo: un signore che vive in un piccolo paesino inglese sul mare viene investito da un camioncino del latte, riporta piccole fratture e gli ingessano un braccio, la figlia che vive negli Stati Uniti gli manda un’infermiera a domicilio, per la quale Frank sviluppa un attaccamento che lo porta anche a liberarsi del gatto. Si vende quasi mezza casa per cercare di prolungare il lavoro dell’infermiera, ma non dirò come va a finire. Comunque in tutto questo non succede niente. Niente “fantastiche avventure” mentre fa il suo garage sales, né tantomeno quando va al banco dei pegni.

Niente di straordinario nemmeno quando va da Oxfam, o decide di costruirsi un cinema nel capanno degli attrezzi (che non termina) o scopre che un suo amico fuma erba perché ha la sclerosi multipla. Riesce anche a tornare a riva dopo un’estemporanea nuotata che lo lascia fisicamente a pezzi. L’unica parte della storia che poteva essere interessante, e cioè quella che riguarda l’affondamento della nave dove si trovava da bambino mentre andava in Canada, viene solo accennata.

Ora io capisco che se “Il pellegrinaggio di Harold Fry” ha riscosso un successo inspiegabile (come ancora più inspiegabile è il suo sequel su Queenie Hennessey) siamo tutti autorizzati a fare un tentativo e scrivere un romanzo sui vecchietti, ma non è detto che debbano essere pubblicati tutti quanti, per questo mi stupisco che i tipi di Corbaccio si siano fatti intortare in questo modo; magari sono io che non ho il polso della situazione commerciale, “librescamente” parlando.

Forse considerato che il nostro non è un paese per vecchi ma un paese di vecchi, questo tipo di libri potrebbe avere un grosso successo perché  il target è attualmente la terza età, ma se come me siete più vicini ai 20 che ai 70 (anche se io ancora per poco) datemi retta, leggete altro.

Voto

 

 

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j.b. morrison

J.B. Morrison; Nato a Londra è scrittore e musicista. Negli anni Novanta ha capitanato i Carter USM (The Unstoppable Sex Machine), l’unica band pop-punk inglese ad avere avuto in classifica cinque diversi singoli in una sola settimana. Ha suonato in tutto il mondo, ha composto colonne sonore e ha anche partecipato a festival teatrali fra cui l’Edinburgh Fringe. «La fantastica storia dell’ottantunenne investito dal camioncino del latte» è il suo primo romanzo. Presentato alla fiera diFrancoforte è stato accolto con entusiasmo e subito acquistato oltre che in Italia da Corbaccio, in Inghilterra, Francia, Germania e Olanda.

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