La fine della solitudine

di Benedict Wells

Titolo: La fine della solitudine
Autore: Benedict Wells
Edito da: Salani Editore
Genere: Narrativa contemporanea, Introspettivo
Pagine: 332 p. || Prezzo: 9,99€ book – 13,52€ cartaceo

Trama dell’editore: Jules sa di essere un custode di ricordi, come dice Alva, ma questa non è solo la sua storia. È la storia di tre fratelli, Jules, Liz e Marty, che da piccoli perdono i loro genitori in un incidente e sono costretti a vivere separati e senza famiglia, estranei l’uno all’altro. Marty si butterà a capofitto negli studi, Jules sfuggirà alla vita diventando un introverso mentre Liz si brucerà alla sua fiamma, vivendo senza limiti. La loro infanzia difficile sarà come un nemico invisibile, da cui impareranno a difendersi. Più di ogni altra, questa è la storia di Jules e Alva. Due solitudini che si incrociano, si cercano e si mancano, inquiete, per anni. Jules e Alva sono incapaci di riconoscere quel che provano l’uno per l’altra, legati come sono dal bisogno di amicizia, con il loro perdersi, ritrovarsi e salvarsi. Ma questa è soprattutto la storia di chi, come Jules, serba i propri ricordi insieme a tutte le alternative che non ha scelto, pur sfiorandole e sperimentandole attraverso la letteratura e la musica.

Recensione

di Persefone

 

“Ripensavo alle cene felici e chiassose della nostra infanzia. E ora stavamo a tavola come tre attori che si erano ritrovati dopo molto tempo e non si ricordavano più le battute del loro pezzo più famoso”

La fine della solitudine è un romanzo toccante e profondo. È stato in grado di coinvolgermi e commuovermi per la sua delicatezza e, allo stesso tempo, per la violenza delle emozioni che trasmette.

La storia è narrata da Jules, che attraverso un lungo e doloroso flashback, ripercorre gli eventi infelici che coinvolgono anche i suoi fratelli, Liz e Marty, dopo la perdita dei genitori.

I tre fratelli passeranno anni difficili nel collegio dove verranno trasferiti, lontano da casa e da qualsiasi riferimento. Il legame che li teneva uniti inizia a spezzarsi e ognuno si perde in se stesso. Marty si rifugia nella scienza e nelle sue manie, come abbassare la maniglia 8 volte prima di uscire di casa. Attraverso un controllo maniacale si isola dal dolore e dalla perdita, ma così facendo allontana anche gli ultimi membri della sua famiglia. Liz si tuffa a capofitto nella vita, bruciando ogni tappa e autodistruggendosi. Si droga, abbandona gli studi e per molti anni, né Jules né Marty, avranno sue notizie.

La solitudine incolmabile che prova Jules e il rimorso per aver litigato con il padre la sera dell’incidente, continuano a tormentarlo. Jules è incapace di vivere, non prende alcuna decisione, non ha uno scopo e si aggrappa continuamente ai ricordi. L’incontro con Alva, studentessa nel medesimo collegio, sembra segnare una svolta per lui. Alva è una solitudine, proprio come Jules: entrambi hanno un vuoto così profondo che non potrà mai essere colmato. I due legano molto, anche grazie alla passione comune per la scrittura, fin quando entrambi si accorgono dei sentimenti che provano. Tuttavia, Alva e Jules hanno sofferto troppo per rischiare di perdere ogni cosa un’altra volta, così semplicemente rinunciano ancor prima di aver tentato.

Nel cammino che porta a me stesso inciampo e resto infilzato in un ramo. Il ramo mi perfora il cuore. Mi dissanguo in un battibaleno”

Nella seconda parte i personaggi sono cresciuti, ma il dolore e il rimorso non smettono di tormentarli. Il vuoto causato dalla morte dei genitori, la mancanza del sostegno dei fratelli e la tristezza di una vita non vissuta, non abbandoneranno mai i protagonisti. Sono anime spezzate, fragili e fallibili.

Tuttavia, questo porterà i tre fratelli a riavvicinarsi e, finalmente, a chiarirsi. Si perdoneranno a vicenda il fatto di essere scappati, sia dalla famiglia rimasta sia da loro stessi. Marty riuscirà a realizzare il suo progetto e Liz concluderà gli studi e diventerà professoressa. Jules abbandonerà la fotografia, carriera che tentava di intraprendere solamente come redenzione nei confronti del padre, dedicandosi ad altro. E rincontrerà Alva.

Dopo una serie di eventi spiacevoli, Alva e Jules supereranno la loro paura e accetteranno il sentimento che li lega, riuscendo a costruire un futuro, in cui nessuno dei due vive nel passato e nei ricordi. Fino a quando il destino non bussa nuovamente alla loro porta.

La fine della solitudine è un romanzo che racconta di dolore, perdita e solitudine. Ma la storia di Jules è anche la dimostrazione che eventi positivi e gioiosi accadono e che la vita va vissuta nonostante tutto.

Ho apprezzato lo stile lineare e asciutto, capace di coinvolgermi e trasmettermi in modo diretto tutte le sensazioni dei personaggi. Essi sono tutti ben tratteggiati, anche se a volte non approfonditi: non sappiamo nulla di quello che provano o pensano Marty e Liz, ma questo credo sia un modo per trasmettere l’isolamento in cui vive Jules.

La fine della solitudine è una storia emozionante, che intreccia il racconto di una storia d’amore intensa, all’importanza dei legami familiari.

“Era semplicemente una ragazza di campagna, accanto a un ragazzo di città appena diventato orfano. L’inizio di una storia. Della nostra storia”

 

Voto:

Benedict Wells, nato a Monaco nel 1984, si è trasferito a Berlino dopo il diploma. Ha deciso poi di concentrarsi sulla scrittura, guadagnandosi da vivere con lavori saltuari. Il successo è arrivato già con il primo romanzo e lo ha accompagnato anche nei titoli successivi, facendo di lui un autore affermato e molto amato, non solo in Germania. Instancabile viaggiatore, è stato definito ‘pieno di talento con un tocco di follia’. Con La fine della solitudine ha vinto nel 2016 il prestigioso Premio Europeo per la Letteratura e per oltre un anno si è imposto al vertice delle classifiche tedesche.

Editing by CriCra

 

Studentessa universitaria con troppo stress accumulato! La mia passione per la lettura nasce grazie a Cuore e la guida di un buon insegnante. Quando non leggo trascorro il mio tempo guardando serie tv o in coda per qualche concerto.