La fonte magica di Natalie Babbit

Natalie Babbit;

BabbittNatalie Babbitt (Ohio, 28 giugno 1932) è una delle più importanti scrittrici americane per l’infanzia e la gioventù, oltre ad essere un’illustratrice di grande sensibilità.

Ha vinto numerosi premi e due dei suoi libri sono stati trasformati in film (Tuck Everlasting – La fonte magica e The eyes of the Amaryllis – Gli occhi dell’Amaryllis).

Sito sull’Autrice: www.thencbla.org/biopages/biobabbitt.html


BabbittTitolo: La fonte magica
Autore: Natalie Babbitt
Collana: I Delfini Classici
Edito da: Fabbri Editori
Prezzo: 6,00 €
Genere: Young Fantasy, Magia
Pagine: 157 p.
Voto:

Trama: Winifred è una bambina curiosa e irrequieta. In un caldo giorno d’estate fugge dal giardino di casa e si inoltra nella foresta. Qui si imbatte in un ragazzo bellissimo, che sta bevendo a una fonte. Ma quell’acqua porta con sè un segreto inquietante e un incantesimo destinato a durare per sempre…

Citazione: “Il ragazzo si chinò e avvicinò le labbra allo zampillo, bevve senza far rumore e poi si rimise a sedere e si asciugò la bocca con la manica. Nel farlo, si voltò verso di lei: e i loro occhi si incontrarono. Per un lungo istante si guardarono in silenzio, il ragazzo con il braccio ancora davanti alla bocca. Nessuno dei due si mosse. Alla fine il braccio gli ricadde al fianco. «Tanto vale che tu venga fuori» disse, accigliato.”


Recensione:

La cosiddetta “letteratura per ragazzi” non finisce mai di stupirmi. Nell’infinita produzione destinata ai lettori più giovani si trovano spesso dei piccoli gioielli che vanno dritti al cuore e che non si possono non leggere. La fonte magica è uno di quei libri. Il tema dell’immortalità è affrontato con delicatezza e una vena di magia, ricordando al giovane (e meno giovane) lettore che, come dice Angus Tuck, “Non si può avere la vita senza la morte” e che quello che può a prima vista apparire un privilegio può essere in realtà una terribile sciagura.

Ci troviamo in una cittadina sonnolenta, immersa nelle praterie bruciacchiate di una specie di Far West. Inaspettatamente, alle porte del villaggio, l’Autrice mette un bosco e in questo bosco una fonte miracolosa, che sembra arrivare dritta dritta da un romanzo cavalleresco. Mescolando con estrema abilità ingredienti così diversi, aggiungendo una famiglia di immortali, una ragazzina viziata, un inquietante straniero, la Babbit da vita a una storia deliziosa, da assaporare pagina dopo pagina, lasciandosi avvolgere dalla magia del racconto. La Disney ha tratto un gradevole film da questo romanzo, con William Hurt, Sissy Spacek e Ben Kingsley, che si consiglia di far seguire alla lettura del libro.


Booktrailer:




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5 risposte a “La fonte magica di Natalie Babbit”

  1. Sara4x4 ha detto:

    Lo conosco!!! Questo libro è stato pubblicato anche dalla Mondadori negli anni '90 per la collana Gaia Junior, con il titolo "Gli Immortali" 🙂

    Anche il film l'ho visto, molto bello!

  2. girasonia76 ha detto:

    Molly le tue parole mi hanno ispirata!! mi sa che cerco questo libro e corro a leggermelo (e poi a vedere il film…) ^_^

  3. Rodolfo Guglielmi ha detto:

    Concordo perfettamente con la recensione fatta a proposito di questa storia delicata e incantevole, che si fa struggente quando… "Attese ancora. Miles avrebbe rimesso a posto i chiodi? […] Afferrò le sbarre della finestra, issandosi finché non riuscì a vedere fuori. […] Al lampo che seguì, guardando in giù, vide che lo spiazzo era vuoto. […] Per un breve momento le parve di udire, sempre più fioca in lontananza, la piccola melodia tintinnante del carillon. I Tuck – i suoi amatissimi Tuck – se ne erano andati.".

    Anche questo senso di stupore e di abbandono la Meyer ha ripreso (in New Moon), assieme ad altri 42 punti (quarantadue) presenti in Twilight, da questa storia delicata, originariamente dedicata ai bambini. Non ha minimamente ammesso di aver copiato da Natalie; e l'ha insultata, a mio avviso, affermando burrosa e ridanciana nel contributo "La genesi" del 2° dvd di Twilight che avrebbe fatto un sogno il 2 giugno 2003, l'anno dopo il film basato su quella novella.

    Jess Tuck ha 17 anni, come Edward (poteva averne 15, 16, 18, 19 o 20); ma ha visto passare 104 anni, come Edward (nato nel 1901, conosce Bella nel 2005). E, già qui, dato che i Volturi hanno più di 3000 anni, si può fare un calcolo approssimativo, che ci dia il senso delle cose. Edward poteva aver visto anche solo 40 anni. Così poniamo che almeno uno dei Volturi abbia almeno 3041 anni. 3041-40 fa 3001 anni, di cui uno è il 104esimo. Quindi, qui abbiamo già 3000 contro 1 che non è una coincidenza. Moltiplicato per le altre 5 età (le probabilità negative non si sommano, si moltiplicano) fa 3000×5= 15.000 contro uno. Poi c'è la luce dorata, dovuta al sole, che avvolge Jess/Edward e che lo rende bellissimo agli occhi di lei; che è una ragazza educata, che arrossisce e si rosicchia le unghie; e, prima di conoscerlo, aveva pensato di abbandonare la propria casa e i suoi familiari (come Bella); se ne innamora e, in quel bosco dominato da una "luce verde", "la pancia le si riempie di farfalle" (sì, addirittura i modi di dire!). Un giorno, un individuo malvagio (senza Laurent e Victoria, per cambiare qualcosa) interviene a rovinarle dei bei momenti passati con tutti loro nel bosco. Lei, poi,è legata ai propri genitori, ma sente il suo destino portarla verso quegli immortali e anch'essa potrebbe davvero diventare come loro, ma la cosa a qualcuno della famiglia non piace e cerca di scoraggiarla. La cosa non è ostica ai genitori Tuck/Cullen ma lo è al fratello maggiore Miles/Emmett, più grande e più massiccio mentre Jess/Edward è più giovane e veloce Altri indizi? Una scena clou vede loro due in una radura; nei pressi ci sono dei fiori azzurri o violacei. Ah, già, dimenticavo: lui (nel film) scala la parete della finestra della camera da letto di lei. Abbiamo pure una ragazza che si aggrega alla famiglia di immortali, nella cui biografia compare l'internamento in un manicomio (nel film). Vi viene a mente qualcuno?

    Se si domandasse in giro a quale film o libro mi riferisco, quanti risponderebbero imediatamente: "Twilight !". Twilight proviene dalla fusione di Tuck Everlasting con la storia del Conte Dracula (che scala la parete come un ragno per entrare nella camera di lei, la quale desidera di essere morsa per stare con lui per sempre, con tanto di lupi mannari nei boschi vicini ecc.) e Romeo e Giulietta (due cerchie di individui – vampiri e umani – costretti a convivere, con un certo attrito nello stesso spazio; la figlia del capo di uno di questi gruppi – il Capo della Polizia – si innamora del figlio del leader dell'altro gruppo, che scala la parete fino ad entrare nella camera di lei e starci a letto insieme; poi, al posto di un Romeo esiliato dalle autorità, abbiamo un Edward che stupidamente abbandona Bella nelle grinfie di Victoria e si autoesilia; poi abbiamo l'equivoco della morte di lei, ma almeno Romeo la vedeva fredda e cadaverica: ad Edward è bastata una dubbia telefonata; e poi il soliloquio da bambocci di Edward colpito da una Bella-proiettile e parlante, mentre Romeo almeno la vedeva morta nel cimitero; poi, la mattina dopo, è la volta di Bella a diventare ridicola con quel "sogno o son desta?"; eccetera, eccetera).

    Il sogno del 2002, eh? In realtà, approfittando dell'età avanzata della Babbitt (ora ottantenne), in un anno si è messa al tavolino e ha preso di qua e di là, sfornando i primi due libri. Poi, finita la traccia shakspeariana, col complesso più volte dichiarato della "pagina bianca" (che, come vedete, io non ho) ha prodotto un accrocchio penoso tra l'Iliade di Omero e Cime tempestose: Eclipse. Finite le tracce più "generose" per gli sviluppi di "pagine nere", è rimasta solo con Rosemary's baby di Polanski (il figlio-demone che ti impone di nutrirti di sangue) e La Bella addormentata nel bosco (coi morsi resuscitatori, al posto dei baci). Perciò, oltre alle solite ripetitive battaglie campali che nessuno vede (cercatori di funghi, escursionisti, cacciatori, la forestale, classi studentesche in gita, documentaristi ecc.), si è messa a fare il gioco delle tre carte: prima Jacob vorrebbe uccidere la sua amata Bella, addirittura INCINTA, mentre Sam e i suoi non vogliono. Poi succede esattamente l'incontrario: Jacob diventa il paladino, mentre Sam e gli altri hanno paura di un NEONATO (che pure è un Cullen, quindi, protetto dal patto; che, essendo pure per metà umano, potrebbe manco essere un pericolo; che si trova non "NEL NOSTRO TERRITORIO !!!" come grida Sam, ma FUORI dalla loro minuscola riserva).

    Non parliamo poi delle contraddizioni (i nomadi sanguinari e individualisti che – lo dice Alice in New Moon – al massimo costituirebbero gruppi di due, e quello di tre di James era un'eccezione, mentre nella biografia di Jasper e poi in Eclipse che troviamo? ESERCITI ORGANIZZATI DI VAMPIRI. E i licantropi che in B. Dawn, per precuocere il santino eterno Jacob-Reneesme, improvvisamente diventano immortali? )

    Lasciamo perdere. Sono stato anche troppo prolisso, ma sappiate che potrei continuare ancora. Non ci credete?

    Rodolfo Guglielmi akirod@live.it

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