La Gemma di Siena di Marina Fiorato

Marina Fiorato

Marina Fiorato è per metà veneziana. Nata a Manchester e cresciuta nel Yorkshire Dales.
Si è laureata in Storia all’Università di Oxford e all’Università di Venezia si è specializzata nello studio delle opere di Shakespeare come fonte storica.
Dopo l’università ha studiato arte e in seguito ha lavorato come illustratrice, attrice e recensore di film.
Ha anche progettato immagini del tour per gruppi rock tra cui gli U2 ei Rolling Stones.
È stata sposata sul Canal Grande e vive a nord di Londra con il marito, il figlio e la figlia.
La gemma di Siena è il suo secondo romanzo pubblicato da Nord, dopo La ladra della Primavera.

 

Titolo: La Gemma di Siena
Autore: Marina Fiorato (Traduttore:  Lionetti Claudia)
Serie: #
Edito da: Nord (Collana: Narrativa Nord)
Prezzo: 17.60€
Genere: Storico
Pagine: 318 p.
Voto: 

   

Trama: Siena, 1723. Il giorno del suo diciannovesimo compleanno, Pia de’ Tolomei riceve in dono un ciondolo d’oro e un marito. Il primo, ornato da un’incisione che raffigura Cleopatra, per ricordarle il suo nobile lignaggio; il secondo, per suggellare l’alleanza tra la sua famiglia e i Caprimulgo, il casato più influente di Siena. Ma per Pia è come sprofondare in un incubo: l’erede dei Caprimulgo è un uomo meschino e violento, che renderà la sua vita un inferno in terra… o peggio. Potrebbe addirittura ucciderla, proprio come ha fatto lo sposo della sua omonima antenata, cantata da Dante nel Purgatorio. Pia non ha scelta: deve fuggire. E la chiave per riuscirci è il suo maestro di equitazione, Riccardo Bruni, un giovane affascinante e gentile, cui lei si affeziona ben più di quanto sarebbe lecito… Tuttavia l’abisso sociale che la separa da Riccardo non è l’unico ostacolo ai loro piani. Nei sotterranei del palazzo dei Caprimulgo, infatti, da qualche tempo si riuniscono in gran segreto i rappresentanti di alcune delle famiglie più in vista di Siena, che stanno tramando per rovesciare il governo di Violante de’ Medici. E, quando scoprono che il giorno scelto per agire è quello del prossimo Palio, Pia e Riccardo si rendono conto di essere i soli in grado di fermare la cospirazione…

 

Recensione
by Chiara

Marina Fiorato, autrice inglese di origini italiane, ha pubblicato con la Nord un ottimo romanzo storico ambientato a Siena nel 1723.

La trama è in gran parte incentrata sugli intrighi politici che girano intorno al famosissimo Palio, ma non per questo è noiosa, anzi, gli eventi si susseguono con un giusto ritmo.

L’eroina principale è una ragazza di tempra forte e determinata, che tuttavia è ancora nubile all’età di diciannove anni: Pia de’ Tolomei, omonima di colei che figura addirittura nella Commedia di Dante. La storia inizia quando il padre vuole darla in sposa a Vincenzo Caprimulgo, primogenito ed erede della contrada dell’Aquila. All’inizio, Pia non capisce per quale motivo il genitore voglia svenderla a un’altra contrada: circostanza assai strana, in quanto all’epoca era uso sposarsi all’interno della propria contrada d’origine (o almeno così ci dice Pia nel romanzo).

Quando Vincenzo muore per uno sfortunato incidente, la famiglia Caprimulgo la costringe a sposare il secondogenito albino, Nello; Pia capisce dunque che il padre ha stretto un’alleanza molto importante a livello di politica cittadina, e in seguito scoprirà che le due famiglie stanno tramando per deporre Violante de’ Medici dal governo di Siena.

L’eroe maschile della storia è un ragazzo di umili origini, Riccardo Bruni, di cui Pia si innamora al primo sguardo, e che la famiglia Caprimulgo cerca di usare come un burattino per le sue trame politiche, credendo che sia facilmente manovrabile. Riccardo, però, è molto sveglio e coraggioso, e riuscirà a destreggiarsi silenziosamente tra un tranello e l’altro, appoggiando Violante e aiutandola a mantenere il suo posto.

Il terzo protagonista della storia è un personaggio realmente esistito, appunto Violante de’ Medici, vedova e distrutta dal dolore per la perdita del marito omosessuale e soprattutto dalla morte dei due gemelli appena nati, avvenuta vent’anni prima.

Il romanzo è ben scritto e quasi totalmente privo di refusi, inoltre la traduzione è di ottimo livello e utilizza anche termini antichi nei punti più adatti. Mentre alcuni potrebbero accusare l’autrice di infodump, io ritengo invece che abbia bilanciato alla perfezione le descrizioni storiche, funzionali alla narrazione, con le riflessioni interiori dei protagonisti, incastrando nel giusto modo anche le scene d’azione e i dialoghi.

Un ulteriore motivo di pregio consiste nei riferimenti colti tipici della cultura italiana che l’autrice inserisce all’interno della narrazione, come le citazioni dantesche e i rimandi storici di vario genere (come quelli riguardanti la famiglia de’ Medici). Si nota subito che l’autrice ha svolto accurate ricerche per rendere la storia verosimile, e infatti descrive usi e costumi dell’epoca in maniera realistica. Dalla postfazione apprendiamo che si è addirittura recata di persona a Siena per documentarsi.

Il romanzo in definitiva è adatto non solo a un pubblico femminile, per via delle vicende d’amore descritte, ma anche a un pubblico maschile, che gradirà sicuramente colpi di scena, omicidi e complotti di strategia politica.

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