La linea del cuore di Emma Dolcevita

Emma Dolcevita

Emma Dolcevita abita in pianura Padana, anche se ogni due per tre vorrebbe trasferirsi in un posto esotico insieme al compagno Steve e alla terribile gatta Mindy. Per tanti anni ha usato la metropolitana per andare e tornare dal lavoro e per altrettanti l’automobile. Molto presto comincerà a prendere il tram.

 

I fiori di sabbiaTitolo: La linea del cuore
Autore: Emma Dolcevita
Serie: //
Edito da: Emma Books (Collana Emma Books love)
Prezzo: 4,99 € in formato ebook
Genere: Fiction, romantico,
Pagine: 227 p.
Voto

 

Trama: Metropolitana milanese, ora di punta, una mattina piovosa come tante. Martina sta per scendere al capolinea, quando si accorge di avere lasciato l’ombrello sul sedile. Ancora non sa che quel piccolo evento privo di importanza farà prendere alla sua vita una svolta inaspettata. Ancora non sa che, voltandosi all’improvviso, andrà a sbattere contro l’uomo dietro di lei, lo manderà al tappeto, gli romperà il naso e rimarrà agganciata al suo giubbotto finché il treno non andrà in deposito. Ancora non sa che, in una mattina piovosa come tante, sta per avere inizio la storia più romantica della sua vita sullo sfondo meno romantico del mondo: la metropolitana di Milano.

Recensioneùdi RoRò

Capolinea di Abbiategrasso, si prega di scendere

La Linea del cuore è un romantico romanzo urbano, edito da una casa editrice molto interessante, Emma Books, una nuova realtà delle pubblicazioni digitali che pone particolare attenzione al mondo femminile. Femminili, infatti, sono le tematiche che tratta sotto tutte le sfumature: dal rosa al giallo, dal fantasy alla saggistica, dall’erotico al classico. Come pure femminili sono le autrici che pubblica. Devo ammettere che questo romanzo — la mia prima esperienza Emma Books  — è stata una lettura rassicurante. Rassicurante perché, ultimamente, le case  editrici non fanno nessuna attenzione, o più appropriatamente selezione, sui titoli e sugli autori che pubblicano. Sugli scaffali ormai troviamo di tutto, soprattutto spazzatura, libri scarsamente curati, nei temi, nell’editing e nella presentazione.

Emma Books invece mi ha fatto una bella impressione. La linea del cuore non è un romanzo che spicca per originalità o per lo stile dell’autrice, ma è un buon prodotto. Onesto, piacevole e plausibile. Ciò che più mi ha colpito favorevolmente è stato il modo in cui l’autrice Emma Dolcevita abbia impostato la sua storia, e cioè senza tralasciare quegli elementi che io ritengo fondamentali affinché un libro sia da prendere in considerazione, vale a dire la coerenza e la verosimiglianza.

Non importa che si parli di tematiche frivole o mondi fantastici, a mio parere un bravo autore ha il dovere di fare in modo che ciò che racconta non sembri campato in aria, non sia cioè il classico castello di sabbia, ma che al contrario sia costruito su fondamenta solide e forti, capaci di reggere il peso e la struttura di un buon romanzo. Emma Dolcevita ha dato prova in quest’opera di questa qualità, e non è una cosa da poco. Preferisco una storia semplice e ben amministrata, senza grandi colpi di scena, senza fuochi d’artificio, ma che sappia accompagnare il lettore dentro la vita dei suoi personaggi. Per questo motivo infatti mi piace leggere e scoprire autori poco conosciuti o emergenti di nazionalità italiana, perché gli emergenti italiani, quelli che hanno un minimo di onestà intellettuale, non si perdono appresso alle mode del momento e non si propongono con la boria e l’arroganza, per quanto involontarie, dei colleghi d’oltreoceano che invece ci sommergono coi loro effetti speciali, le loro storie scoppiettanti, roboanti, assurde, quasi irreali a volte se solo ci si sofferma ad analizzare i dialoghi davvero imbarazzanti oppure la coerenza della trama e dei personaggi, tutto piegato a vantaggio della spettacolarità e dell’effetto sconvolgente delle loro soluzioni narrative.

Ne La Linea del cuore Emma Dolcevita ci racconta un amore urbano e metropolitano della Milano dei nostri giorni, elemento che mi ha reso ancora più caro questo romanzo — non c’è cosa che più infastidisce del fatto che uno scrittore italiano snobbi l’ambiente in cui vive, ndr.

La storia è quella di Martina, una giovane trentacinquenne con tanti sogni nel cassetto e tante delusioni in tasca. Martina lavora in una casa editrice (un piccolo elemento autobiografico, forse ndr.), orfana dei genitori, morti prematuramente in un incidente d’auto, si ritrova all’improvviso ad affrontare un’altra perdita: quella dell’amore. Matteo, infatti, il suo fidanzato da 10 anni, sul quale lei ha sempre fatto affidamento e a cui si è aggrappata disperatamente come punto di riferimento, la tradisce abitualmente con un’altra donna. Martina decide quindi di lasciarlo e di trasferirsi dall’unica parente che le è rimasta, la zia Matilde.

Molto presto però quella che le sembra una ferita inguaribile si rivelerà la sua grande opportunità di capire cosa desidera realmente dalla vita, soprattutto dopo un fortuito incontro/scontro col più affascinante dei pendolari che tutti i giorni, come lei, prende la metro, e che poi, in fondo, non è stato così casuale come sembra.

La Dolcevita non ci risparmia neanche qualche bel colpo di scena, tessendo ad arte i pezzi di un puzzle che ci offrirà un delizioso affresco della nostra Milano, forse non propriamente inedito, ma — dio santo — piacevolmente realistico. Viva il made in Italy, specie quando è ben fatto.

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