La mia vita non proprio perfetta di Sophie Kinsella

La mia vita non proprio perfetta

di Sophie Kinsella

 

Titolo: La mia vita non proprio perfetta
Autore: Sophie Kinsella (Traduzione: Stefania Bertola)
Edito da: Mondadori
Prezzo: Cartace20,00 € // eBook: 9,99 €
Genere: Chick lit
Pagine: 348

 

 Good-Reads-icon amazon-iconTrama: Katie è una ragazza di campagna di ventisei anni il cui sogno è diventare londinese con la L maiuscola. Adora la vita della grande metropoli scintillante, ma il punto è che non se la può permettere. Come tante persone della sua età fa fatica ad arrivare alla fine del mese, anzi della settimana, tra stage mal pagati e lavori a termine è sempre a corto di soldi, vive in uno spazio minuscolo in coabitazione con altri ragazzi con cui non va esattamente d’accordo, si veste solo con abiti presi al mercato, mangia come un uccellino, ma nonostante tutto ciò resiste. Katie fa credere a tutti di avere una vita fantastica postando su Instagram foto patinate e modaiole, ma triste verità è un’altra. Il suo sogno è diventare come Demeter, il suo capo, una quarantenne realizzata nella professione e nella vita, piena di glamour, sicura di sé e molto egocentrica. Ma quando improvvisamente Katie rimane di nuovo senza lavoro, è costretta a tornare a vivere coi genitori nel Somerset. Mortificata, vede svanire il suo sogno di carriera, ma ancora non sa che la partita è tutta da giocare.

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Recensioneùdi Federica B

 

Mi sono approcciata a questo libro dopo aver letto altri romanzi scritti dalla Kinsella, alcuni dei volumi appartenenti alla serie I love shopping. Ricordo di averli apprezzati, all’epoca, e quindi nei confronti di questa nuova prova dell’autrice avevo delle aspettative ben precise.

 All’inizio, La mia vita non proprio perfetta non mi ha fatto una buona impressione. I primi tre capitoli mi sono sembrati pervasi da una comicità forzata che non aveva niente a che fare con l’ironia frizzante propria dell’altra serie. Situazioni al limite dell’assurdo, descrizioni frettolose, e soprattutto troppi, troppi incisi messi tra parentesi. In poche frasi il lettore si trova bombardato da un’infinità di informazioni su vita, morte e miracoli dei personaggi che circondano la protagonista. Informazioni che, a mio avviso, l’autrice avrebbe potuto diluire nella narrazione invece che limitarsi a spiattellarle alla prima occasione.

Devo dire, però, che mano a mano che procedevo con la lettura il romanzo mi ha piacevolmente sorpreso. Lo stile di scrittura rimane quello che è: un po’ troppo sbrigativo, colloquiale, caratterizzato da un registro discorsivo molto basso che comprende termini di dubbio gusto come “figaggine”, “cazzeggiando” e via dicendo. Ciò che mi ha intrigato è stato invece il contenuto. La storia di Katie, una ragazza che cerca di farsi strada dalla campagna allo scintillio patinato di Londra. Le vicende di una giovane donna che, mossa da un’inesauribile determinazione, scopre quanto sia difficile ottenere ciò che si vuole dalla vita.

Detto questo, concentriamoci per un attimo sul personaggio principale. Katie, ventiseienne originaria del Somerset, insegue un sogno comune a molte donne: una carriera brillante nella capitale inglese. Più nello specifico, ciò che più desidera è una vita perfetta. Un lavoro stabile e appagante, un marito, una bella casa, magari dei figli. Per raggiungere il suo scopo, la ragazza s’inventa una sorta di nuova identità: non più Katie, la campagnola cresciuta tra galline e campi d’erba, ma Cat, londinese glamour con un futuro ricco di successo all’interno di un’agenzia di branding.

Peccato che Cat sia soltanto un’identità fittizia e che le cose a Londra siano destinate a prendere una brutta piega. Katie ce la mette tutta per tenere vivo il proprio entusiasmo, ma di risultati neanche l’ombra. Al lavoro non viene considerata, e al tempo stesso la sua vita sociale è praticamente inesistente. Le foto che posta su Instagram, che spesso immortalano ristoranti di lusso e piatti costosissimi che lei non può permettersi, sono dei falsi belli e buoni. Come se non bastasse, ogni giorno in ufficio le tocca confrontarsi con Demeter, il suo capo, una donna tanto svampita quanto glamour. Una persona che, agli occhi di Katie, possiede tutto ciò che si possa volere.

Ora, non ho intenzione di andare oltre con la storia per non rischiare di fare spoiler. Andrò dritta al giudizio in modo che possiate capire perché, in fin dei conti, questo libro mi è relativamente piaciuto. Come al solito, Sophie Kinsella è molto brava a immergere il lettore nelle stressanti routine giornaliere delle aziende di successo. Le dinamiche lavorative vengono tratteggiate molto bene, così come i rapporti non sempre idilliaci tra colleghi. L’autrice riesce a comunicare al lettore la tensione a cui Katie viene sottoposta ogni giorno, le preoccupazioni finanziarie che la tormentano e il suo bruciante desiderio di riscatto. Il ritratto di una situazione comune a molti giovani, e quindi molto attuale.

Un altro punto a favore è la caratterizzazione dei due personaggi principali. Demeter, in particolare, è una figura verosimile capace di mostrare molte sfaccettature, tratti di forza così come di tenera debolezza. Anche Katie non mi è dispiaciuta, pur non avendola trovata neanche lontanamente paragonabile all’inimitabile Becky Bloomwood, protagonista della serie I love shopping.

Un’ultima cosa che ho apprezzato è stata la vena di critica sociale di cui è innervato il romanzo. Senza rinunciare a un tono leggero, la Kinsella pone il lettore davanti ad alcuni lati grotteschi della società odierna: primo fra tutti, l’attaccamento eccessivo alla tecnologia, la tendenza a crearsi vite alternative attraverso i social. Nondimeno, vengono esposte con una certa ironia le ultime manie tipiche di chi ha parecchi soldi da spendere: la fissazione per il biologico, per i prodotti fatti a mano. La volontà di ritrovare una parte di se stessi tramite il contatto con la natura, pur non rinunciando alle comodità e al lusso, in un tentativo un po’ ipocrita e goffo di fingersi campagnoli quando invece si ragiona come perfetti cittadini. Infine, l’autrice riflette su cosa significhi essere davvero felici, mettendo in luce una crescente tendenza all’insoddisfazione interiore, un’aridità dei rapporti interpersonali che attacca chiunque, dalle persone più semplici alle più abbienti. Un modo come un altro per dimostrare che, dietro alle vite apparentemente perfette di gente che sembra possedere tutto, in realtà ci sono solo immensi spazi vuoti.

Ricapitolando: ho trovato interessante questo romanzo per il suo contenuto, anche se sono dell’idea che molti punti non siano stati sviluppati e approfonditi a dovere. La colpa è in gran parte dello stile di scrittura, che a volte fa storcere il naso per la sua estrema vocazione colloquiale. D’altra parte, capisco che un registro informale sia il più adatto a questo tipo di narrazione, e che molte lettrici appassionate di letteratura chick lit potrebbero trovarlo piacevole. Un elemento che invece ho detestato è stata la sottotrama romantica del romanzo, così inconsistente che avrebbe potuto benissimo non esistere.

 In definitiva, consiglio questo romanzo a chi è in cerca di una lettura leggera e divertente che riesca al tempo stesso a fornire qualche spunto di riflessione.

VOTO:

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SOPHIE KINSELLA:  è lo pseudonimo della scrittrice britannica Madeleine Wickham, nata a Londra il 12 dicembre 1969. Dopo aver lasciato gli studi di musica, ha studiato Economia e Filosofia presso il New College di Oxford. La sua produzione letteraria si concentra su romanzi leggeri rivolti alle donne. Con il suo vero nome ha pubblicato sette romanzi rosa che tuttavia non hanno riscontrato molto successo tra il pubblico, nonostante siano stati apprezzati dalla critica. Nel 2000 lascia il romanzo rosa per dedicarsi al genere chick lit. Sotto lo pseudonimo di Sophie Kinsella pubblica il primo volume della fortunata serie I love shopping, che ha consacrato il suo successo a livello internazionale. L’autrice ha scritto anche altri romanzi, tra cui Sai tenere un segreto? e La regina della casa. Attualmente vive a Londra con il marito Henry, cantante lirico, e cinque figli.

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Le illustrazioni presenti nell’articolo sono di Lucy Truman.

 

∼ by Federica Bertagnolli
Editing by CriCra

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