La notte del vento e delle rose di Anna Bulgaris

Anna Bulgaris

Foto rimossa su richiesta dell’autrice

Anna Bulgaris

Anna Bulgaris vive su un’isola crocevia di diverse culture con il marito e un gatto persiano. Adora la pizza, il gelato, le storie romantiche e strappalacrime, gli eroi incompresi e cattivissimi. È convinta che anche le cose più scontate e banali possano diventare assolutamente magiche nelle mani giuste. Grazie alla sua passione ha pubblicato due ebook con la Lite Editions: Gioco pericoloso e Lila dei lupi d’argento.

Sito: http://www.lite-editions.com/cerca?author_id=1000000046


Il Corsaro NeroTitolo: La notte del vento e delle rose
Autore: Anna Bulgaris
Serie: //
Edito da: Leggereditore (CollanaNarrativa)
Prezzo: 10,00 € 
Genere:  Narrativa
Pagine: 496 p.
Votohttp://i249.photobucket.com/albums/gg203/nasreen4444/SognandoLeggendo/5Astelle.png
   

Trama: Napoli, 1799. Una donna trascina con sé un bambino, un uomo li segue tra la folla… E mentre il molo brulicante di volti sudati e affaccendati segue la sua routine quotidiana, qualcuno li osserva dal ponte di una nave straniera. Viene dall’Inghilterra per tentare di ristabilire un equilibrio fra Borboni e Inglesi, ma anche per ritrovare la donna che pensa di aver perso per sempre. Julia è destinata a fuggire, prima dall’uomo che ama con tutta sé stessa e che l’ha abbandonata nel momento del bisogno, e ora da chi la insegue per strapparle il bambino che lei ha deciso di riscattare da un futuro di soprusi e angherie. Il suo cuore non ha pace, meno che mai ora che suo marito Christian ha deciso di riportarla a casa. Lui dovrà riconquistare la sua fiducia e riconoscere la donna coraggiosa e saggia che Julia è diventata, mentre lei dovrà abbandonarsi di nuovo a quello sguardo che anni prima, ancora ragazzina, l’aveva rapita. In un mondo dove gli intrighi di corte, le invidie e l’ossessione sembrano regnare incontrastate, riuscirà il loro amore a risorgere dalla cenere?

Recensione
di Talia

“La notte del vento e delle rose” è un classico feuilleton in stile harmony di poco inferiore alle 500 pagine di lunghezza, dalla copertina improbabile e con il titolo a ghirigoro. Ora, come harmony fa il suo mestiere, dal momento che la storiella è comunque carina. Ma se si cerca un libro più impegnativo o se si resta forviati dalla nota introduttiva del riassunto è meglio lasciar perdere. Perché l’autrice sembra infischiarsene di ogni logica lessicale e si passa dal presente al passato, così! Svolazzando tra un sospiro e un attentato! Per carità, alla fine ci si abitua e ce ne facciamo una ragione. Voglio dire, ci siamo abituati ai lupi della Meyer, qui si galoppa! Però un po’ dispiace… Comunque, tornando alla nostra storia, l’autrice ci conduce a Napoli, nel XVII secolo. La repubblica partenopea appena fondata si porta dietro una scia di sangue e di umiliazioni, senza contare la condanna a morte di due donne. Giulia, principessa di Talamanca e contessa di Hastings, vi trova rifugio dopo essere scappata dal marito Christian, ufficiale della Tempest e braccio destro dell’ammiraglio Nelson. Qui viene accolta dalla zia e dal marito di questa, il duca di Nandò, e vi resta cinque anni fino alla morte di lui. Per cause di forze maggiori viene costretta a scappare insieme a suo cugino Luca, di sei anni, e a trovare rifugio niente di meno che sulla Tempest, la nave del marito, che nel frattempo non si era dato pace per ritrovarla.

Se fino a qui il libro tutto sommato non è male, da ora si possono saltare circa 400 pagine ed arrivare direttamente alla fine. Ciò in quanto:

Punto 1: l’autrice, come impossessata da una strana voglia di chiarimenti, ripeterà allo sfinimento quanto siano belli, cupi e profondi gli occhi di Christian e di quanto sia pallida e magra Giulia. E non vi preoccupate se non afferrate alla prima il concetto, perché tanto questo vi verrà ripropinato un altro centinaio di volte.

Punto 2: se due bambini non si possono vedere, si salutano a vicenda e non si parlano più… Qui no! Qui, nelle 400 pagine che consiglio di saltare, vediamo Christian incaponito fino al midollo per riprendersi la moglie e Giulia che all’inizio se ne sbatte, poi ci ripensa, poi si sente tradita e si rifiuta categoricamente di ricascarci, poi ci riprova, poi le rivà tutto storto e alla fine BAM! Improvvisamente ritorno di fiamma! Parrebbe finita ma invece, sul più bello, lei terrorizzata dice “Non mi fido di te, è tutto troppo bello, e ho paura che potrebbe finire”… Ma dai…

Punto 3: nel mezzo della storia sembra che Giulia abbia incantato il marito per farsi sposare di proposito. Ovviamente questo non è vero, ma sembra che, mentre lei si trovasse nella stanza in cui è morta sua madre, improvvisamente le riaffiori qualche ricordo sulla circostanza… Bon… E poi?? I due romanticoni vengono sgamati in flagrante (perché casualmente lui era andato a curiosare per vedere cosa lei ci facesse tutta sola in camera… In casa sua!) e lui è costretto a salvare la situazione e il suo onore sposandola!! Accidenti! Sì, ma la cosa che più mi rode è… ma questa povera mamma che fine ha fatto? Giulia, beata ragazza, fai sapere anche a noi che cosa ti sei ricordata… E invece no! Mah…

Ad ogni modo, “La notte del vento e delle rose” è un romanzo indicatissimo a signore di mezz’età o alle amanti del genere che vogliono rilassarsi in santa pace e niente di più… Comunque resto dell’idea che come harmony, a parte per l’imponente quantità di pagine, non sia completamente da scartare nei casi in cui: a) vi piace l’harmony e b) non avete tante pretese.

Booktrailer

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